Ciascun esponente politico può svolgere il suo ruolo, autonomo o affidato dall’elettorato, come meglio ritiene opportuno, coerentemente può asserire e dichiarare quello che vuole, sta ai destinatari dei messaggi, alla collettività, valutare sostanza e veridicità della comunicazione politica.
E’ anche comprensibile che, in prossimità di una campagna elettorale, vengano alzati i toni e si possa ricorrere ad artifici vari per cercare di impressionare positivamente l’elettorato.
Ma che questo venga fatto attraverso una comunicazione inviata alla stampa per opportuna diffusione è del tutto inammissibile, perché un esponente politico può raccontare quello che vuole all’ignaro cittadino elettore, ma non può avere la sfrontatezza di mistificare la realtà a chi segue, bene o male, la politica locale con costanza e attenzione.
Questa strategia della mistificazione, tanto per fare un esempio, è stata spesso adottata per i lavori pubblici, per le manutenzioni: qualche consigliere, attraverso canali preferenziali, viene a sapere che sono programmate alcune manutenzioni, quali pavimentazione stradale, illuminazione pubblica o altro.
Ventiquattr’ore prima si lancia il comunicato per evidenziare appunto le stesse criticità per le quali, dopo qualche ora il Comune interviene, così da far apparire, o addirittura sottolineare con altro comunicato, come la segnalazione abbia avuto immediato effetto, segnale della autorevolezza di chi ha sollevato il problema.
Oggi sono i consiglieri comunali del PD a fare questo giochetto, con il servizio di educativa domiciliare, di cui si erano, comunque, già occupati con un comunicato del 7 settembre scorso, dove gli stessi ammettevano l’esistenza di procedure burocratiche in corso, con aggiudicazioni temporanee e bandi per l ‘aggiudicazione definitiva del servizio.
L’ultimo comunicato annuncia che dopo le denunce dei consiglieri D’Asta e Chiavola, sarebbero arrivati i primi risultati, con l’attivazione della procedura negoziata e il bando in fase di allestimento.
D’Asta e Chiavola scrivono che “il nostro intervento pubblico, consumatosi anche in aula durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, è servito a sensibilizzare la giunta municipale ad attivare tutta una serie di provvedimenti che serviranno a sanare la vertenza.”
“Siamo riusciti ad incassare il risultato, dopo aver sollecitato l’esecutivo cittadino”.
Solo che queste procedure sono state iniziate a maggio, con precise determine dirigenziali che hanno cercato di affrontare la problematica.
Sicuramente ci saranno stati dei ritardi, gli uffici, come spesso avviene, non intervengono in tempo anche se, spesso, sono condizionati da esigenze di bilancio, avrà inciso anche il periodo ferie, di fronte al quale tutto si ferma, anche le esigenze dei servizi che partono appunto dopo le ferie e che proprio in questo periodo dovrebbero essere maggiormente seguiti.
Ma di tutto questo i consiglieri, come sempre avviene, non si interessano, gli uffici, i funzionari, i dirigenti non vengono mai sfiorati dalla critica, l’importante è solo fare opposizione politica, scagliarsi contro l’amministrazione e far credere che appena si alza la voce gli assessori pongono subito rimedio.
Il giochetto è anche permesso da un apparato di comunicazione come al solito latitante che non informa di tutti i passaggi burocratici relativi a servizi così essenziali, attraverso i quali, naturalmente, non si potrebbe dire che il personale è andato in ferie e per un mese l’incartamento è stato messo da parte!!!
Gli stessi ritardi e il deficit di comunicazione che riguardano la questione del servizio scuolabus, sollevato, con la consueta puntualità, dal Direttivo di laboratorio 2.0.
questione che affianchiamo alla precedente solo per il deficit di comunicazione dell’amministrazione e non certo per la strategia di comunicazione nei confronti dell’opinione pubblica che, nel caso di Laboratorio 2.0, si discosta nettamente dalla impostazione di altre opposizioni politiche
Ad anno scolastico appena iniziato si viene a scoprire, tramite appunto una nota del laboratorio politico, che il servizio scuolabus non viene effettuato più a domicilio ma tramite prelievo dei bambini studenti in apposite aree di raccolta.
Disagi notevoli per quanti usufruiscono del servizio, che ricordiamo è totalmente gratuito e comporta una spesa annua di circa mezzo milione di euro.
Purtroppo ci sono ragazzi che per raggiungere queste aree devono percorrere alcune centinaia di metri a piedi, se non addirittura chilometri. E ciò accade soprattutto nelle periferie della città, anche in zone dove il traffico veicolare pone seri problemi di sicurezza.
Una problematica che meritava di essere attenzionata e verificata in tempo, con l’adozione di eventuali necessari adeguamenti, logistici e di sicurezza, perché alcune aree di raccolta risultano effettivamente pericolose.
Il laboratorio lamenta la mancanza di adeguata informazione sulle variazioni del servizio e auspica la disponibilità degli amministratori a venire incontro alle legittime esigenze dei genitori, quantomeno in termini di sicurezza.
Bene dice il Laboratorio quando si dichiara non contrario a prescindere ma auspica una programmazione efficace per meglio gestire il servizio che, per alcuni utenti, ma non tutti, si rileva come indispensabile.
A nulla servono le giustificazioni informali e non ufficiali recepite in ambienti vicini all’assessorato, in merito ai risvolti dell’iter burocratico, al nuovo bando, al ribasso che impone di rivedere il servizio a fronte dell’aumento notevole di utenti, tutte cose che, appunto, dovrebbero essere di dominio pubblico, in anticipo, per scelte condivise, anche perché, per quanto ne sappiamo, il servizio dovrebbe garantire il diritto allo studio, gratuitamente, per quanti sono impossibilitati ad accompagnare i figli a scuola, per motivi di orario lavorativo e per reali esigenze.
Se le disfunzioni sono dovute ad un anomalo aumento degli utenti, per chi preferisce poltrire a casa, tanto c’è il servizio gratuito pagato dalla comunità, allora il servizio è da rivedere.
Se le norme, invece, prevedono che anche il figlio di Berlusconi ha diritto al servizio gratuito, allora è meglio che l’amministrazione si attivi per garantirlo al meglio, indipendentemente dalla spesa occorrente.
