Quali gli esiti della Commissione di Indagine sui fondi residui della Legge su Ibla ?

Un’analisi di lettura della relazione del Presidente della Commissione di Indagine sull’utilizzo dei fondi della Legge 61/81 ci porta a evidenziare alcune parti che si ritengono fondamentali ai fini di una interpretazione delle risultanze dei lavori della Commissione che, per quanto ascoltato, nella seduta di Consiglio Comunale, non ha potuto fare piena luce sull’ammanco dei fondi residui della Legge sui centri storici.
Riteniamo inevitabile, considerato anche il lunghissimo lavoro della commissione e la mole di documentazione prodotta, procedere per gradi nell’analisi degli esiti dei lavori e, altresì, riteniamo opportuno scindere le diverse valutazioni che sono emerse in aula, durante il dibattito, considerandole, alcune, inficianti del risultato finale.
La Commissione di Indagine viene istituita con deliberazione del 11.04.2016, a seguito di OdG, votato dal Consiglio Comunale, all’unanimità dei presenti (25 Consiglieri) con deliberazione n. 81 del 23.11.2015.
In data 10.10.2016, il Presidente del consiglio comunale, provvede a nominare il Presidente della Commissione d’indagine che si insedia 3 giorni dopo, il 13.10.2016.

La tempistica dell’istituzione dell’insediamento già la dice lunga sulla volontà e sulla premura, di tutte le forze politiche e dei singoli consiglieri, di accelerare i tempi per conoscere la verità sulla materia in oggetto.

Il Presidente della Commissione riporta quello che viene considerato il compito dell’organo inquirente: vi sono stati “aggiramenti dei vincoli di destinazione o disallineamenti nell’appostare in bilancio cospicue somme relative ai fondi della legge 61/81” ?
Posto così il mandato conferito alla Commissione è stato espletato alla perfezione, ma, allora, l’uomo della strada, il cittadino, gli elettori che hanno scelto i loro rappresentanti nel civico consesso, avevano capito altro.
Si sperava di capire dove erano finiti i fondi residui, per che cosa erano stati spesi, se distratti, o dove fossero finiti, se alienati, con quali meccanismi contabili e per mano di chi, sindaci, assessori, dirigenti e funzionari preposti al ramo. Tutti interrogativi chiariti, ma solo in parte.
Nulla da eccepire sull’impegno dei Commissari e del Presidente della Commissione, in primis, ma il popolo aspettava risultati concreti, il che non vuol dire che la Commissione non svolto il suo ruolo bene, come vedremo.
In sostanza una relazione soft, che non assume responsabilità nell’identificazione dei responsabili, non avendo non solo competenza ma autorità per farlo
A sostegno della necessità dei lavori vengono menzionati il parere dei revisori dei conti in sede di relazione al bilancio di previsione 2015 in merito a ‘somme con vincolo di destinazione’ per le quali si ‘suggeriva di rivedere le somme acquisite dall’Ente negli anni scorsi come trasferimenti regionali ai sensi della L.R. 61/81, al fine di garantirne il ripristino della liquidità eventualmente utilizzata, per il rispetto dell’originario vincolo di destinazione’, e le dichiarazioni pubbliche rese dall’assessore al bilancio dove si affermava un disallineamento tra gli impegni assunti per la realizzazione di opere per il centro storico e il dato effettivo della disponibilità di cassa.

Richiamati i criteri di assegnazione dei fondi regionali, esiste nella documentazione un quadro riepilogativo di tutte le somme spese fino al 31-12-2015, secondo le quali ai sensi dell’art. 18 della legge, si sono avuti trasferimenti per € 103.215.609,95 a fronte di spese, sempre alla data del 31.12.2015, di € 74.062.696,01.
Esaminati i meccanismi di erogazione e i criteri di prelevamento delle somme, nei vari anni e secondo le normative vigenti, con il supporto, nella fase finale, della Consulente esperto contabile, è stato possibile ricostruire un ‘modus operandi’ contabile che, nel corso degli anni, si è rilevato nell’Ente.
Si sono ricostruiti i fondi vincolati a chiusura di esercizio per ogni anno (v. allegato 2 della relazione della d.ssa Cicciarella ) e si è ricostruita, per anno, la situazione di cassa afferente al capitolo 2504 (cod. 2010801) relativo agli investimenti inerenti la L.R. 61/81 (allegato 3 della stessa relazione).
Si è constatata una forte differenziazione tra i dati indicati nei bilanci annuali e i dati presenti nel software di contabilità in uso ai servizi finanziari.
II dato di partenza, riferito all’anno 1997, a fronte di residui passivi, sul codice 2010801, di 40.834.071,612 miliardi di lire inseriti in bilancio, ha un riporto nel sistema informatico di 22.236.480.000 miliardi di lire, in conto competenza, con una differenza di 18.597.591.612 miliardi di lire.

La Commissione ha tratto elementi verso i quali poter dedicare attenzione ed in modo particolare la deliberazione consiliare n, 77 del 23/12/1997 “piano di utilizzazione dei fondi vincolati nell’art. 18 della L.R. 61/81 di cui alla delibera di Consiglio Comunale n. 72 del 26/11/1997”.
Con quella deliberazione il Consiglio Comunale approvò un piano di utilizzazione per l’impegno dei fondi derivanti dall’avanzo a destinazione vincolata accertato al 31.12.1996 ammontanti ad investimenti per 14 miliardi di lire,
In effetti, questa somma, era parte del conto ‘competenza’ di 22.236.480.000 miliardi ma quella deliberazione di Consiglio Comunale fu annullata dall’organo di controllo, allora Co.re.co., e non si sono riscontrate le dovute variazioni contabili.
Di fatto, sulla base degli atti in possesso della Commissione, ogni anno, senza distinzione alcuna, si è rilevato un utilizzo della cassa vincolata per sostenere spesa corrente.

Dalle verifiche a campione effettuate nelle sedute di controllo dal presidente Giovanni Iacono e dal commissario Maurizio Stevanato, emerge che vi è stato un utilizzo delle somme allocate al cap. 2504 (spese di investimento) per il pagamento di spese classificabili come correnti.
Vengono riportate spese di questo tipo relative agli anni: 2004, 2005, 2009, 2010, 2011 e 2014, citando le relative determine e gli impegni di spesa.

La mancanza di liquidità nei fondi della Legge su Ibla è stata evidenziata nel 2011 – 2012, allorquando l’ufficio centri storici si vedeva ‘respingere dalla ragioneria gli impegni per le opere della Legge su Ibla per mancanza di liquidità in cassa’.
Particolari evidenti circa la mancanza dei fondi in questione si evincono anche dall’esame di atti del primo semestre 2013, sotto gestione commissariale.

Si è riscontrato, inoltre, un utilizzo improprio per il pagamento di debiti fuori bilancio utilizzando la cassa che andava vincolata per legge, e comunque rimpinguata entro l’anno ai sensi dell’art. 195 del D. Lgs. n. 267/2000, obbligo di ricostituzione delle somme utilizzate (vedi sentenza Corte dei Conti n. 31 sez autonomie del 2015) e con riferimento a quanto stabilito dagli art. 180, comma 3 e 222 dello stesso decreto legislativo.
Attività sistematica che non è cessata se non con l’entrata in vigore del D. Lgs. 118/2011, vedasi verifiche a campione di cui sopra.

In conclusione, la Commissione rivendica la valenza del lavoro, pur fra mille difficoltà originate dalle evidenti ed oggettive contraddizioni tra le diverse dichiarazioni inerenti gli stessi fatti e dalle palesi omertà, nonché dalle scelte di alcuni ‘testimoni’ chiave che hanno preferito non aderire all’invito della commissione per dare il loro contributo alla ricerca della verità.
Nei limiti della sua azione, ha potuto accertare, anno per anno, le differenze di cassa ed attraverso il materiale documentale e testimoniale ricostruire una chiave di lettura ‘comportamentale’ e validare le ipotesi alla base della sua costituzione.
Il compito è stato reso più difficile dalla non piena collaborazione che la Commissione ha dovuto registrare ma si ritiene che gli uffici, strutturati, che hanno la disponibilità delle informazioni richieste e mancanti per la Commissione, siano in grado di determinare nel dettaglio, anno per anno, eventuali spese correnti o impiego di somme della Legge per Ibla per pagare es. debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, come è sembrato, emergere da alcune audizioni effettuate, come si è potuto riscontrare, un esempio per tutte, con la deliberazione di Consiglio Comunale del 26.11.1997 n. 72, che ha stabilito il pagamento di debiti fuori bilancio facendo ricorso a somme vincolate derivanti dalla legge 61/81.

La Commissione, in ultimo, ritiene che il materiale documentale raccolto, il lavoro svolto e il materiale contabile prodotto possano costituire una opportunità per determinare, da parte degli uffici, in tempi rapidi, la quantificazione esatta e rigorosa delle somme da destinare per gli scopi della Legge su Ibla che si sarebbero dovuti trovare alla data del 31.12.2016.
Viene chiesta, alfine, la trasmissione degli atti alla Magistratura contabile al fine dell’accertamento di eventuali violazioni di norme.

Questi, in sintesi, gli esiti del lavoro della Commissione, rilevati dalla relazione finale del Presidente, Giovanni iacono.
Diverse le valutazioni emerse, soprattutto in sede di dibattito in aula, che saranno oggetto di analisi in altra parte del giornale, occasione nella quale ci permetteremo di aggiungere le nostre personali.

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