Consiglio Comunale: per una volta il gioco lo conducono i 5 Stelle

Seduta del Consiglio Comunale convocata per le ore 18 di mercoledì 27 settembre, già dal primo pomeriggio si incrociano le telefonate per sapere come andrà a finire, quali saranno le presenze assicurate dai cinque stelle, in ogni caso non sufficienti a garantire il numero legale, quali le strategie delle opposizioni.
Secondo le previsioni la seduta si dovrebbe aprire, invece alle ore 18.10, in aula, solo 13 presenti, all’incirca 8 grillini e 5 delle opposizioni.
Si bivacca nei corridoi e nelle stanze del piano nobile di Palazzo dell’Aquila, per far passare un’ora.
Ma arriva il colpo, per una volta tanto, magistrale dei 5 Stelle: anticipando le mosse non certe, ma più volte sperimentate delle opposizioni che permettono l’apertura della seduta, si trastullano con almeno mezzora di comunicazioni per lanciare ogni genere di critica all’amministrazione, per poi chiedere la verifica del numero legale e provocare il rinvio della seduta alle 24 ore, i pentastellati decidono di prendere il volante in mano, saranno loro a non permettere il numero legale, si va direttamente al giorno dopo, quando si consumeranno e comunicazioni e poi si potrà procedere ad esitare l’Ordine del Giorno.
Sfatato il luogo comune, sempre ostentato dalle opposizioni, che devono i grillini ad assicurare il numero legale, una netta ipocrisia perché in quindici i pentastellati non possono assicurare nulla.
Sono, piuttosto quelli delle opposizioni che, in quindici, con la presenza del Presidente del Consiglio, o della vice, entrambi dei 5 Stelle, potrebbero determinare l’apertura di qualsiasi seduta e non lo fanno, perché profondamente disuniti, perché spesso assenti o in ritardo come nella seduta odierna, perché non in grado di dimostrare alla città di voler contribuire, anche minimamente, ad una normale conduzione dei lavori consiliari.
Un gioco che si perpetua da troppo tempo, quella della doppia seduta che ha visto sempre i 5 Stelle in balia di opposizioni spregiudicate che hanno messo in atto strategie di dubbio effetto, solo per impressionare una opinione pubblica distratta e ignorante dei meccanismi dei lavori d’aula.
Hanno preso in giro, da tempo, con questa storia di chi deve garantire il numero legale, retaggi della vecchia politica, leggi non scritte, convenzioni trasversali che hanno dominato per anni la scena politica.
Se avessero voluto, i pentastellati, da tempo, avrebbero potuto modificare i regolamenti e togliere lo spasso ai ‘professionisti’ della politica, quelli della doppia seduta che porta doppio gettone di presenza, quelli del doppio permesso lavorativo, quelli della presenza di pochi minuti per approfittare dei privilegi legittimi, retaggio del passato, che i 5 Stelle dovevano eliminare.
Se i 5 Stelle hanno perfettamente assimilato la strategia, d’ora in poi, almeno, una sola seduta, per i lavori d’aula non cambierà molto, ma almeno saranno loro a condure il gioco, altrimenti le opposizioni si armano di buona volontà e all’orario, si presentano compatti in quindici e possono anche tentare di bocciare qualche atto importante, se ne hanno le capacità e, soprattutto la volontà

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