Da Passo Marinaro e Branco Piccolo una spinta per la riqualificazione ambientale e l’abbattimento di strutture abusive

di Cesare Pluchino
La maggioranza pentastellata non coglie al volo l’occasione per mettere ordine in una delle zone più degradate del territorio
Inizio quasi forzato della seduta di consiglio comunale dedicata a tre ordini del giorno per interventi di riqualificazione sul territorio
Ancora dopo un’ora dall’orario di convocazione, solo le presentatrici di due atti di indirizzo, i consiglieri Migliore e Nicita, solo qualche esponente della maggioranza, convinta, alla fine, ad entrare in aula, dalla folta presenza di residenti delle contrade Passo Marinaro e Branco Piccolo, attenti all’esito dell’atto finalizzato a riqualificare i luoghi dove abitano, anche solo per i mesi estivi.
Solita introduzione, dai tempi dilatati, per le comunicazioni, dove i consiglieri, pompati anche per la presenza di un folto pubblico, sciorinano argomenti a profusione, dalla Bandiera Blu alle strisce blu, dalle strisce pedonali alle strade groviera, parcheggi, discariche, mercati, acqua potabile, verde pubblico per poter gridare che l’amministrazione è inadeguata e sarebbe meglio che andasse a casa.
Si passa all’esame del primo punto, che riguarda interventi di riqualificazione per le contrade Passo Marinaro e Branco Piccolo: la Migliore giudica gli interventi improcrastinabili, necessari e indispensabili, per dare il dovuto a cittadini che pagano regolarmente le tasse per abitazioni del tutto in regola, sanate: un impegno dovuto che ripete sbandierando una carpetta contenente le autorizzazioni edilizie.
Perché tutto si gioca sulle costruzioni abusive che, nella zona, sono tante e soggette a prossimi interventi di abbattimento, anche a seguito di precise disposizioni della regione.
La consigliera Migliore, con la collega Nicita, si adoperano, quasi, per fare un favore all’amministrazione: perché rivendicando il diritto di opere di riqualificazione nell’area interessata, obbligherebbero l’amministrazione a decisioni forti ma inevitabili sull’abbattimento delle case abusive, costruite a meno di 150 metri dalla battigia. Perché una vera riqualificazione non potrebbe prescindere da risolutivi interventi in tal senso, come , più volte, sollecitato anche da Legambiente Ragusa.
La maggioranza, attraverso il capogruppo Spadola, e a seguito delle precisazioni del dirigente architetto Dimartino, giudica superato l’atto dall’approvazione del piano spiagge che comporta interventi indiretti, dopo quelli del demanio, che darebbero luogo ad altri strumenti urbanistici che autorizzerebbero ad intervenire.
Sulla questione centrale dell’abusivismo, non si riesce a fare chiarezza: l’arch. Dimartino si attiene alle condizioni di legge che fanno rientrare in una eventuale sanatoria le case costruite prima, del 1976, entro i 150 metri dalla battigia.
Il Presidente Iacono chiede lumi sulle carte del 2011, dell’assessorato comunale all’urbanistica, una relazione sulle zone stralciate del PRG attraverso lo studio dei piani particolareggiati di recupero urbanistico, che appunto comprende e organizza gli agglomerati abusivi del territorio comunale, fra i quali non compaiono gli agglomerati di Passo Marinaro e Branco Piccolo perché non considerati dal PRG tra gli agglomerati soggetti alla redazione dei PPRU ‘’in quanto ricadenti all’interno della fascia di inedificabilità di 150 mt dalla battigia, ai sensi dell’art. 15 della legge regionale 78/76”.
Per quanto sostenuto dalla Migliore, non si ha motivo che fra il pubblico ci fossero proprietari di costruzioni abusive, un motivo ulteriore per consigliare un puntuale censimento delle costruzioni da abbattere per meglio definire interventi di riqualificazione che, prima o dopo, una volta chiarite tutte le questioni attinenti la legalità, potranno essere attuati.
Fra le proteste veementi del pubblico, l’atto non è stato approvato: non si sono risparmiate parole come vergogna, buffoni, andate a casa, con una coda fuori luogo del civico consesso per cui si dovrebbero prendere provvedimenti, almeno per il futuro.
Non è possibile che i consiglieri comunali, di qualsiasi colore politico, debbano esprimere pareri su atti ufficiali, di cui si assumono la responsabilità amministrativa e politica e debbano essere soggetti alle invettive di pochi esagitati che, evidentemente, non si rendono conto de posto dove stanno.
E’ seguita una riunione in sala commissione, dove la Migliore ha raccolto il pubblico che protestava per trovare un possibile soluzione, grazie anche alla disponibile presenza dell’assessore Corallo, senza esito, al dilà di un preannunciato piano di azioni congiunte e di protesta.
In pratica una occasione mancata per la maggioranza pentastellata di dare corso ad una importante operazione di bonifica urbanistica e di applicazione della legalità, sia pure sulla spinta dell’atto presentato da una esponente delle opposizioni.
Rinviato il successivo atto di indirizzo, sempre della Migliore e della Nicita, per la riqualificazione e ambientale dell’area di Randello, approvato l’ordine del giorno del consigliere Porsenna relativo alla riqualificazione dell’area dell’invaso di Santa Rosalia, nel quale si propone, alla Regione Siciliana, di concedere in affidamento l’area per una migliore fruizione pubblica, di carattere sportiva, turistico-naturalistica ed escursionistica.

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