Pericentro: residenti delle contrade, iscritti al PD e amici di Nello Dipasquale

È stato questo il leitmotiv dominante dell’incontro con la stampa, organizzato dall’Associazione Pericentro, per riferire di quanto accaduto in Consiglio comunale, negli ultimi giorni: durante la conferenza dei capigruppo consiliari, al Comune, verosimilmente riferito dal rappresentante del PD, pare che siano emerse valutazioni circa il fatto che non tutti quelli che protestavano per la fognatura a Puntarazzi erano della stessa contrada, che molti erano iscritti al Partito Democratico e qualcuno aveva partecipato a qualche riunione a sostegno della campagna elettorale dell’on.le Nello Dipasquale.
Fra i rappresentanti dell’associazione serpeggiava malcontento per queste valutazioni fatte in conferenza dei capigruppo, riportate in conferenza stampa da Peppe Calabrese, ma non inserite nel successivo comunicato stampa della riunione con i giornalisti.

In riferimento a questo, è stata aperta la conferenza stampa, presentando Pericentro come associazione a servizio delle periferie, dove maggiori sono le emergenze della città, una associazione dove ci sono iscritti al PD, giornalisti, attivisti del Movimento 5 Stelle che non affrontano problemi partitici ma della collettività, una protesta, quella dei giorni scorsi, non sollevata per approfittare del periodo preelettorale ma in coincidenza con l’esame delle variazioni di bilancio.
È stato l’avv. Nanni Frasca ad esprimere il forte rincrescimento degli associati per quanto accaduto, in aula consiliare, nel pomeriggio di giovedì 26 ottobre, quando, su sollecitazione della Presidenza del Consiglio, sollecitata da diversi consiglieri comunali, le forze dell’ordine, i vigili urbani di servizio per il consiglio e una pattuglia appositamente fatta arrivare, hanno invitato il pubblico che protestava ad abbandonare l’aula.
Per alcuni dell’associazione, le modalità di espulsione dall’aula del pubblico, poi concretizzata dall’intervento degli agenti della DIGOS, avrebbero comportato dei risvolti penali che hanno indotto alla verifica di eventuali azioni legali.
La vicenda assume dei risvolti personali, secondo l’avv. Frasca, per quanti avrebbero ricevuto intimidazioni, ingiurie, strattoni, che valuteranno la possibilità di tutelarsi in sede civile e penale.
L’avv. Frasca ha esplicitato altri due aspetti della questione, quello inerente l’ordine pubblico e il tema politico.
Nessuno dovrebbe temere di poter parlare ed esprimere il proprio dissenso, in tal senso i vertici di Pericentro hanno già incontrato la DIGOS e hanno inviato una lettera al Ministro dell’interno e al Prefetto per evidenziare i fatti.
L’architetto Carfì, già assessore comunale, ha voluto significare lo stupore per fatti che non sarebbero mai accaduti in consiglio comunale, al riguardo va detto che, a microfoni spenti, un ex consigliere comunale, con buona dose di onestà intellettuale, ha detto che, a parti invertite, non avrebbe permesso una protesta come quella inscenata e, testualmente “avrebbe tenuto l’inferno” per non permettere quanto accaduto in aula.
La conferma, che suffraga quanto da noi già esposto, nella convinzione che Peppe Calabrese sa fare opposizione, non come quella attuale, replicata a vuoto, da quattro anni, in Consiglio Comunale, anche dagli stessi uomini del suo partito; è un abile agitatore, un abile trascinatore, che è riuscito a portare alla ribalta periferie da tutti dimenticate, acquisendo visibilità e restituendo dignità ad un partito da tempo impantanato solo in vergognose e interminabili beghe interne, favorite anche dall’assenza di autorevolezza degli organi provinciali che hanno lasciato allo sbando tutto il partito, ridotto, ormai, a brandelli.
Come abbiamo più volte evidenziato, e come è stato anche sottolineato da qualcuno dei partecipanti alla conferenza stampa, servivano consiglieri con attributi che avessero abbandonato l’aula e avessero spento, sul nascere ogni protesta di chi, dichiaratamente, era venuto per parlare con il sindaco.
Chè poi il sindaco è stato quello che ha mantenuto gli impegni presi con i residenti di Puntarazzi, era proprio il consiglio comunale che doveva spiegare perché fu approvato l’emendamento che riduceva i fondi per la fognatura di Puntarazzi, come pure i consiglieri del PD avrebbero dovuto spiegare perché erano assenti nella seduta del 6 luglio e perché giovedì sera non hanno approntato apposito emendamento per riportare le somme nel capitolo dedicato alla fognatura di Puntarazzi.
Affiancato dai componenti il Direttivo di Pericentro, è stato Peppe Calabrese a illustrare la genesi della protesta, che nasce dallle modifiche di bilncio che hanno vanificato gli impegni che il sindaco avrebbe garantito per la causa dei residenti di Puntarazzi.
Calabrese ha stigmatizzato anche l’atteggiamento di Maurizio Tumino e del suo gruppo, conosciuto come stampella dell’amministrazione Piccitto, che ha appoggiato il rifiuto a non sospendere la seduta.
L’agibilità dovrebbe essere garantita, l’associazione conta 500 iscritti, se fosse stato il PD a presentarsi sarebbero stati più di mille persone, quelli che protestavano erano avulsi dalla politica, per questo molti degli intervenuti si sono sentiti aggrediti.
Forti critiche sono state rivolte all’indirizzo del Presidente del Consiglio Comunale, ai Vigili Urbani presenti in aula, ai consiglieri comunali che hanno lamentato l’accaduto, al Sindaco che rifiuta l’ascolto della città, segnale che viene giudicato negativamente per la democrazia in città.
Natalia Palazzolo, del direttivo di Pericentro, ha sottolineato come gli intenti dell’associazione non sono politici, né tantomeno partitici, sono stati piuttosto i consiglieri comunale a strumentalizzare la protesta per acquisire visibilità, l’associazione si muove solo per l’interesse dei residenti in periferia.
Francesca Schembari ha voluto sottolineare il trattamento subito dalle forze dell’ordine per cui si riserva di tutelarsi in apposita sede, esaltando il lavoro degli associati, impegnati a sollevare le criticità emergenti di zone ormai densamente popolate.

In sintesi, una condanna, senza se e senza ma. E la consapevolezza che non è questo il modo di fare politica.
Mai era stata negata una sospensione, che sarebbe servita anche per calmare gli animi.
È stato dichiarato che, nel corso delle fasi più concitate, alcuni cittadini sono stati strattonati, da alcuni agenti della polizia municipale ai quali è stato richiesto di sgombrare lo spazio dell’aula riservato al pubblico.
“Per un attimo – ha aggiunto Calabrese – ci siamo sentiti come all’interno di un regime, senza avere la possibilità di dire la nostra. Qualcuno ha rischiato di farsi male sul serio. E questo è inconcepibile per una realtà associativa, quale è la nostra, che ha solo chiesto spiegazioni rispetto a scelte che sono state fatte e che continuano a penalizzare in maniera fin troppo evidente le periferie”.
La mancanza di democrazia e una pessima gestione dei lavori in Aula al centro delle contestazioni sollevate dai dirigenti di Pericentro che, comunque, hanno assicurato che non finirà qui.
Una risposta si è voluta rivolgere anche al consigliere Maurizio Tumino che ha sostenuto che quella gente sarebbe stata portata in Aula per motivi strumentali legati al periodo elettorale, un’offesa per i cittadini, perché evidentemente non li ritiene abbastanza intelligenti e poi, perché, prima di parlare, ergendosi ad oppositore dei Cinque Stelle, forse solo a parole, dovrebbe ripensare a tutte le volte che lui, assieme al suo gruppo, entrando o uscendo dall’aula, è riuscito a garantire la salvezza a questo sindaco.
Quindi dovrebbe dire a tutti qual è il prezzo politico che sarà pagato.
Tutto questo secondo i vertici dell’associazione.

In merito alle esternazioni di Calabrese, è pervenuto una nota di Maurizio Tumino, che riportiamo:

“La paura fa novanta. Il tempo è galantuomo ed alle imminenti elezioni regionali si farà chiarezza.
Che poi l’ex consigliere Calabrese voglia polemizzare sui nostri atteggiamenti tenuti in consiglio comunale faccia pure, ma evidentemente è stato male informato.
Con orgoglio, come gruppo, rivendichiamo il fatto di essere stati una tra le opposizioni più ferme e risolute al M5S.
In tal senso, e gli atti parlano, abbiamo sempre votato negativamente gli strumenti economici e finanziari proposti.
I residenti di Puntarazzi, come tutti i residenti delle contrade iblee, hanno diritto di fare valere le loro ragioni e noi condividiamo questa battaglia, tuttavia, forse, hanno sbagliato da chi farsi rappresentare.
L’ex consigliere Calabrese per oltre 7 lunghi anni ed oltre è stato il più acerrimo oppositore ed avversario di Nello Dipasquale che, da sindaco, avrebbe potuto realmente risolvere i problemi delle periferie.
Oggi, incoerentemente, li si vede a braccetto l’uno con l’altro unicamente, forse, per soddisfare percorsi di carriera politica personale. La città di Ragusa è matura, a partire dal 5 novembre saprà scegliere il meglio”.

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