Continuano le inutili discussioni sulla sorte della Provincia regionale e dei suoi dipendenti che vedono a rischio anche l’erogazione degli stipendi.
La situazione sembra, ormai al collasso, l’errore è stato quello di non averla affrontata, a tutti i livelli, molto prima: c’era da affrontare in ben altra maniera il governo regionale, c’era da organizzare una sollevazione popolare per mettere ordine nelle province e trovare una definitiva sistemazione, a seguito della loro abolizione, per i lavoratori, spostandoli in altri enti dove maggiore era la necessità di personale.
C’era da chiedere la sostituzione dei vertici, evidentemente troppo asserviti al potere regionale per ribellarsi e portare a Palermo le giuste istanze dei lavoratori e del territorio.
Tutto questo non è accaduto nella più totale indifferente incapacità della politica locale a far sentire la propria voce.
La stessa politica locale che ora dirama comunicati, in periodo di campagna elettorale, nel quale i candidati alla Presidenza e all’Assemblea Regionale, di tutti i partiti, nemmeno fanno cenno a quello che intendono fare per le Province Regionali e per i dipendenti.
Anche questi ultimi, del resto, non chiedono impegni precisi ai candidati che pure visitano le loro stanze per distribuire ‘santini’
L’onorevole Orazio Ragusa, che fino a pochi mesi orsono faceva parte, come partito, della maggioranza a sostegno del governo Crocetta, lamenta la penalizzazione della ex provincia regionale, si accorge solo ora di quello che ritiene un abuso politico a danno del nostro territorio.
Ma dov’era quando il governo regionale ha abusato del nostro territorio?
E annuncia che non c’è nessuna volontà di mollare, ma da che cosa?
Sono stati disattesi impegni e promesse, si è curiosi di capire, al più presto, come e quando, secondo quanto dice l’on,le Ragusa, sarà chiesto il perché delle misure a sfavore di Ragusa, come sarà chiesto conto e ragione in maniera pressante.
Sarà chiesto l’intervento del prossimo Presidente Musumeci che già, secondo Ragusa, ha vinto le elezioni, sarebbe meglio ascoltare direttamente dal nuovo Presidente, che sarà a Ragusa nelle prossime ore, quali saranno le misure che adotterà dal 6 novembre.
Anche il capolista di Forza Italia, il senatore Giovanni Mauro, esprime il forte dissenso per l’atteggiamento della politica regionale che si permette le ultime follie prima di andare definitivamente a casa.
Ricorda che i nuovi criteri di assegnazioni li ha stabiliti l’Assemblea Regionale Siciliana con una norma approvata ad agosto, appena un mese dopo l’accordo raggiunto nella Conferenza Regione/Autonomie Locali:
“Una vera e propria umiliazione – aggiunge Mauro – alla quale si aggiunge una serie di beffe: i l’assessore Marziano sostiene che non c’è da preoccuparsi perché gli enti possono spendere gli avanzi di amministrazione per la spesa corrente.
Barzellette! Gli stessi che ieri hanno consentito, con il proprio voto, che venissero modificati i criteri, oggi piangono lacrime di coccodrillo, cascando dal pero. Non sanno evidentemente che cosa hanno votato in piena estate e quali conseguenze avrebbe comportato la loro scelta.
Marziano, invece, nomen omen, deve proprio venire da un altro pianeta: mentre la maggior parte di questi enti rischia il dissesto per colpa di una linea di Governo che Marziano ha sposato e sostenuto, lo stesso parla di avanzi di amministrazione… Ecco il solutore esperto del rebus intricato!
Mauro indugia a parlare ancora di questo esponente del governo regionale, del PD, sarebbe meglio aspettare qualche giorno per il suo, si spera, definitivo congedo, e pensare a cosa si deve fare realmente, invece di continuare a citare le facezie di gente che ha dimostrato, anche nei settori di competenza, scarsa affidabilità e competenza.
Secondo il senatore Mauro, gli avanzi d’amministrazione del Libero Consorzio di Ragusa sono vincolati, riguardano i fondi ex Insicem che, come tutti sanno, sono destinati allo sviluppo economico e non possono essere intaccati perché a Palermo non sanno erogare le somme per gli enti locali.
Poi il senatore conclude con un auspicio assai preoccupante, quello di vedere Crocetta ancora all’opera a palazzo d’Orleans, immaginando che possa occupare gli ultimi giorni in modo fruttuoso e sensato. evidentemente anche il senatore Mauro è stanco per la campagna elettorale in corso, se pensa che Crocetta possa mai fare qualcosa di buono.
