Si è svolto ieri, nella sede dell’Ordine dei Medici di Ragusa, un incontro dedicato al progetto di telemedicina per i “grandi anziani” promosso dall’ASP di Ragusa insieme alle Aziende sanitarie di Messina e Caltanissetta. Al centro del confronto, il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella presa in carico delle persone con almeno 80 anni e una o più patologie croniche.
Il progetto, selezionato da AGENAS nell’ambito della Missione 6 del PNRR, durerà 18 mesi e coinvolgerà 3.500 persone in Sicilia, di cui mille in territorio ragusano.
I medici di famiglia individueranno, tra i propri assistiti, le persone da coinvolgere nell’iniziativa e ne valuteranno i bisogni sulla base delle condizioni cliniche, del contesto familiare e sociale e dell’eventuale presenza di un caregiver. Sarà così definito un percorso personalizzato.
Le attività riguarderanno la prevenzione del deterioramento cognitivo, l’aderenza alle terapie e il contrasto dell’isolamento sociale. Sono previsti contatti periodici e videochiamate, promemoria per l’assunzione dei farmaci e, quando necessario, dispositivi per il controllo di alcuni parametri clinici. Una parte degli utenti potrà ricevere tablet e sensori per il monitoraggio domiciliare. Anziani e caregiver meno abituati agli strumenti digitali saranno accompagnati e formati al loro utilizzo.
Le informazioni raccolte saranno condivise tra il medico di famiglia e i servizi dell’ASP. Eventuali variazioni o segnali di allerta permetteranno di intervenire tempestivamente e aggiornare il Piano assistenziale individualizzato.
«Il coinvolgimento dei medici di famiglia è essenziale per costruire percorsi realmente vicini alle persone – sottolinea il Direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago –. La conoscenza dei pazienti e del contesto in cui vivono consentirà di individuare meglio i bisogni e di utilizzare la tecnologia per garantire continuità alle cure».
«Il medico di medicina generale avrà un ruolo centrale fin dall’individuazione degli assistiti – spiega Massimo Iacono, Direttore della UOC Servizio Informatico e della Transizione digitale –. Lo scambio di informazioni con l’ASP consentirà di monitorare le condizioni del paziente e attivare più rapidamente gli interventi necessari».
