La vicenda potrebbe avere una dimensione diversa, imprevisti sono possibili, ma è una indecenza non comunicarli in tempo, sapere tutto da uno specchietto della scuola utilizzato per comunicare con le famiglie, il silenzio dell’assessore, anzi le assicurazioni di due giorni prima circa il fatto che si stava lavorando per la riapertura, a corollario di tutto, a mali estremi estremi rimedi, non cascava il mondo se si spostava, per queste classi l’apertura dell’anno scolastico.
Un raduno di incapacità gestionali che pone, fra l’altro turni nelle ore più calde della giornata, in un periodo particolarmente infelice dal punto di vista climatico, al netto delle improponibili problematiche delle famiglie e degli impegni extrascolastici dei giovanissimi alunni
Ma lo svolgersi degli eventi indigna, anche per il silenzio che ne segue, da parte degli assessori coinvolti che è ammissione di grave responsabilità politica.
Può ben dire il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, ““Non c’è stata assunzione alcuna di responsabilità politica da parte della giunta Cassì. Quanto accaduto è un disastro da qualsiasi parte si guardi”
Scrive Poidomani in una nota:
“A Ragusa si consuma l’ennesima pagina di disorganizzazione amministrativa, e questa volta a farne le spese sono circa 400 famiglie che, solo nelle ultime ore, hanno scoperto che il plesso di via Diodoro Siculo non sarà disponibile per l’inizio delle lezioni. Una comunicazione tardiva, improvvisa, che ha il sapore amaro dell’improvvisazione e dell’incapacità di governare ciò che riguarda la vita quotidiana dei cittadini.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, non usa mezzi termini: «Quello che sta accadendo è semplicemente vergognoso. Informare centinaia di famiglie a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico è un atto di irresponsabilità politica. Non si può gestire un intero plesso come se fosse una pratica da sbrigare all’ultimo minuto».
Secondo Poidomani, la vicenda è la prova evidente di una macchina amministrativa che procede “a tentoni”, senza programmazione, senza controllo, senza rispetto per chi deve organizzare lavoro, figli, impegni e attività pomeridiane.
«Se i lavori erano previsti, perché non si è intervenuti prima? Se invece la situazione è esplosa all’improvviso, perché nessuno ha ritenuto opportuno informare le famiglie con anticipo?
In entrambi i casi, la responsabilità politica è chiara e non può essere nascosta dietro comunicati generici».
Il coordinatore incalza: «Vogliamo sapere lo stato reale dei lavori, quando la struttura sarà effettivamente agibile, quale sia il cronoprogramma e quali soluzioni siano state predisposte per garantire un avvio delle lezioni degno di una città capoluogo. Non accettiamo rassicurazioni di facciata. Non accettiamo risposte evasive. Non accettiamo che la scuola sia trattata come un dettaglio marginale dell’agenda amministrativa».
Poidomani sottolinea come la comunicazione arrivata solo ora abbia creato un vero e proprio terremoto organizzativo: «Non si può pretendere che le famiglie stravolgano tutto da un giorno all’altro. Non si può chiedere a bambini e ragazzi di adattarsi a orari e sedi improvvisate. Non si può continuare a governare con la logica del “vediamo domani cosa succede”. La scuola non è un optional».
Fratelli d’Italia chiede chiarezza immediata e un’assunzione di responsabilità politica: «Quando si parla di scuola, programmare non è un favore. È un dovere. E chi non è stato in grado di farlo deve spiegare pubblicamente cosa è accaduto. Le famiglie meritano risposte, non giustificazioni».
Poidomani conclude con una stoccata: «La città non può continuare a subire l’improvvisazione. Ragusa merita amministratori che sappiano prevedere, organizzare, comunicare. Non chi arriva sempre dopo, quando il danno è già fatto».
