Stefania Campo sollecita interventi al cimitero di Modica, ma per la parte pubblica o quella privata? Si continua a giocare sull’equivoco

La deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo contesta il disegno di legge, all’Assemblea Regionale per riconoscere e valorizzare i cimiteri monumentali e storici della Sicilia, mentre ci sono condizioni, in alcuni cimiteri, al limite dell’agibilità in diversi settori del camposanto, come accade a Modica.
A Modica, alcune aree risultano interdette al pubblico per questioni di sicurezza, dato lo stato di degrado e fatiscenza di moltissimi loculi.
Ma sono loculi privati, a suo tempo concessi a circoli, associazioni e confraternite, fra cui emergono i circa 4.000 loculi concessi al Circolo Di Vittorio, circolo della sinistra non più esistente, assorbito, inglobato, si dice, dalla CGIL.
Questi loculi per decenni furono assegnati a prezzi particolarmente bassi, nell’ambito di una legittima operazione politica che procurava un beneficio concreto alle famiglie e produceva gratitudine verso il Circolo, i suoi amministratori e il mondo politico comunista che vi ruotava attorno: una funzione sociale, dunque, orientata anche alla formazione del consenso politico ed elettorale.
Il deterioramento delle edicole funerarie private non cancella la proprietà del bene, le responsabilità di chi avrebbe dovuto conservarlo e l’obbligo di sostenerne le relative spese.
Ma l’obbligo di eliminare un pericolo non cancella la proprietà del bene.
In pratica, si è tentato di accontentare le richieste di un Comitato per la tutela del cimitero storico di Modica,
sorto solo per l’edicola Di Vittorio, non per tutto il camposanto modicano.
Qualcuno ha specificatamente definito l’operazione politicamente truffaldina, non come reato ma ingannevole e mistificatoria, nel tentativo di far pagare al pubblico quanto dovrebbe essere di competenza del privato.
Dovrebbero essere identificati gli eredi dei defunti, al netto delle difficoltà per farlo, quanto meno per accertarsi se vogliono mantenere il diritto di proprietà che, altrimenti, il Comune potrebbe passare ad altri.
Con un minimo contributo dei proprietari si potrebbe avviare un intervento di risanamento, invece di far pagare alla collettività.
Occorrerebbe chiarire se la sindaca di Modica abbia contezza di questa situazione e l’aveva quando inoltrò istanza di contributo al Presidente della Regione, millantando la concessione di un contributo, peraltro mai arrivato.
L’onorevole Campo dovrebbe fare chiarezza su questa complicata vicenda, prima di sollecitare l’erogazione di quanto promesso al Presidente della Regione, se contributi dovessero arrivare per il disegno di legge citato, dovrebbero essere destinati alle priorità dei singoli cimiteri e non certo per sanare edicole private.
Come pure, si dovrebbe chiarire, alla luce delle pubbliche denunce, la destinazione delle somme derivanti da un emendamento presentato dai 5 Stelle per Modica.
In definitiva, occorre uscire dall’equivoco e capire se la Campo o altre forze politiche, come quella della sindaca Monisteri, vogliono lavorare per il cimitero di Modica, per le su necessità di riqualificazione o per le esigenze dei 4000 loculi privati.

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