ARTE ALL’ARTE: il Collettivo BAI festeggia vent’anni di ricerca visiva a Comiso

Il prossimo 24 settembre, all’Auditorium “Carlo Pace” e al Teatro “Naselli”, si terranno l’inaugurazione della mostra collettiva e la presentazione del libro di Giombattista Corallo “Davanti all’opera – L’incontro con la pittura”.
Celebrare vent’anni di attività artistica significa dare forma visibile a un tempo che non è semplice cronologia, ma stratificazione di visioni, scambi e resistenze culturali.
Dal 2006 al 2026, il percorso del Collettivo BAI si configura come un’autentica officina di pensiero radicale. Nata e cresciuta nel territorio di Comiso, questa realtà è stata capace di irradiare riflessioni universali sul senso del fare arte oggi.
L’appuntamento con il ventennale, patrocinato dal Comune, si terrà il prossimo 24 settembre alle ore 18:00 presso l’Auditorium “Carlo Pace” e il Foyer del Teatro Comunale “Naselli” di Comiso.
L’evento vedrà l’intervento istituzionale della Sindaca, la professoressa Maria Rita Schembari, il cui costante sostegno testimonia il riconoscimento di un valore sociale e civile: l’arte non come mero ornamento, ma come elemento fondante dell’identità e della memoria di una comunità.
Nel corso della serata, Michele Canzonieri presenterà il volume “Davanti all’opera – L’incontro con la pittura” alla presenza dell’autore, il professor Giombattista Corallo.
Seguirà l’inaugurazione della mostra collettiva di pittura e scultura del Collettivo BAI, con gli interventi critici di Marta Galofaro e Nunzio Zago.
Il taglio del nastro avverrà alla presenza della Sindaca Maria Rita Schembari, di S.E. il Vescovo di Ragusa, Mons. Giuseppe La Placa, e dell’On. Giorgio Assenza, Deputato all’ARS, insieme alle massime autorità civili e militari.
In esposizione saranno visibili le opere degli artisti del collettivo: Vittorio Balcone, Giovanni Di Nicola, Atanasio Giuseppe Elia, Luigi Galofaro, Elio Emanuele Licata, Michele Licata, Rosario Lo Turco, Raffaele Romano, Giuseppe Salafia e Gesualdo Spampinato.
Nel più ampio spirito di accoglienza e di dinamismo dei tempi moderni, il pubblico potrà ammirare lavori compositi, realizzati con molteplici tecniche e linguaggi: opere capaci di attivare profondi meccanismi percettivi e sensoriali.
Le tele e le sculture dispiegano un ritratto articolato e sfaccettato del contemporaneo, scegliendo di raccontare l’esistente e ciò che apparentemente è familiare, ricorrendo a orizzonti fuori dal comune, per intraprendere un viaggio alla ricerca di ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà.

SCHEDA INFORMATIVA
Evento: ARTE ALL’ARTE – Ventennale del Collettivo BAI (2006-2026)
Sedi espositive: Auditorium “Carlo Pace” e Foyer del Teatro Comunale “Naselli”Comiso (RG)
Inaugurazione: Giovedì 24 settembre 2026, ore 18:00
Periodo di apertura: Dal 24 settembre al 10 ottobre 2026
Orari di visita: da martedì a sabato 10:00-13:00 / 17:00-20:00 domenica 17:00-20:00 lunedì chiuso)
Ingresso: Libero

Un centro di fermento storico del “Ventennale del Collettivo BAI”.
Comiso è da sempre sede di un profondo fermento nel campo delle arti visive di rilevanza nazionale e internazionale, un centro che ha saputo esprimere una vivacità straordinaria nel panorama del secondo Novecento.
È in questo clima particolarmente stimolante che, negli anni Sessanta, nacque il nucleo storico di “giovani artisti” composto da Vittorio Balcone, Giovanni Di Nicola, Atanasio Giuseppe Elia, Luigi Galofaro, Elio Emanuele Licata, Michele Licata, Rosario Lo Turco, Raffaele Romano, Giuseppe Salafia e Gesualdo Spampinato.
Questi pionieri diedero vita a realtà di rottura come la galleria d’arte “Ippari” (in via Conte di Torino) e lo studio-laboratorio delle “Botteghe” (in via Ferreri), tappe fondamentali di una proficua collaborazione basata sulla sperimentazione e sulle nuove strategie estetiche.
Non si può comprendere l’evoluzione del gruppo senza ritornare alla scintilla iniziale del 2006 e alla traccia indelebile lasciata da Luciano Marziano.
Fino alla sua ultima cura editoriale ed espositiva nel 2012, Marziano – insieme a Giombattista Corallo ed Eugenio Giannì – è stato il baricentro etico del gruppo: una bussola rigorosa che ha saputo orientare la crescita degli artisti coinvolti, esigendo sempre onestà intellettuale, spessore contenutistico e un profondo rispetto per lo statuto dell’opera d’arte. Quell’insegnamento etico rimane ancora oggi la spina dorsale del Collettivo.

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