Come sempre attento e vicino, come pochi, ai problemi della agricoltura locale, l’on,le Nello Dipasquale esprime soddisfazione per lo sblocco dell’iter per i controlli funzionali da parte dell’Aia per quanto riguarda i controlli funzionali per la zootecnia siciliana le cui procedure attuative si concretizzeranno ai primi del prossimo mese di novembre.
Nell’annunciarlo, lo stesso Dipasquale spiega: “I controlli saranno effettuati dall’Associazione Italiana Allevatori e si avvarranno della professionalità degli operatori dell’Aras (ormai fallita) così come è stato annunciato nei mesi scorsi.
Nella prima fase, però, anche l’Istituto Sperimentale Zootecnico affiancherà l’AIA, come d’altra parte è stato stabilito dall’Assemblea Regionale Siciliana con un’apposita norma, proprio per venire incontro alla grande mole di lavoro arretrato, e l’Istituto ha già reso noto che selezionerà delle figure specifiche per procedere con questo lavoro”.
“A breve, quindi – conclude Dipasquale – ripartirà un servizio importante per gli allevatori siciliani e che riguarda i controlli funzionali, l’anagrafe del bestiame e l’assistenza tecnica, garantendo allo stesso tempo, i livelli occupazionali dell’Aras”.
Ben più importante, per il nostro territorio, la soluzione del problema dello smaltimento delle carcasse.
Si è svolta ieri, venerdì 27 ottobre, presso la sede del Ministero della Salute a Roma, l’incontro, richiesto e sollecitato dall’on. Nello Dipasquale, per affrontare e chiarire il problema dello smaltimento delle carcasse degli animali morti in allevamento.
All’incontro erano presenti, fra l’altro, il dr. Noè, del Ministero della Salute, e il dr. Virga, dell’Assessorato Regionale della Salute.
È stata riesaminata la normativa sullo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale le cui fonti giuridiche comunitarie sono riconducibili al Reg. CE 1069/09 e al successivo provvedimento di esecuzione – Reg. CE 142 del 2011. Tali regolamenti costituiscono le norme cui ispirarsi per lo smaltimento delle carcasse.
Pertanto è stato chiarito che la circolare del Ministero della Salute dello scorso mese di maggio, che ha suscitato allarme e preoccupazione fra gli allevatori della provincia di Ragusa, è una indicazione ministeriale per l’applicazione delle norme comunitarie.
Queste ultime sanciscono che le carcasse possono essere interrate se si trovano in zona isolata che è definita dallo stesso Regolamento comunitario come “zona dove la popolazione animale è talmente scarsa e gli stabilimenti o gli impianti di smaltimento talmente distanti che le disposizioni necessarie per la raccolta e il trasporto di prodotti di origine animale sarebbero eccessivamente onerose rispetto allo smaltimento in loco”. La normativa comunitaria dispone altresì che la popolazione animale è da intendere scarsa se non supera il 10 % della popolazione bovina dello Stato membro interessato, il 25 % della popolazione caprina e ovina dello Stato membro interessato e il 10 % della popolazione suina dello Stato membro interessato ecc.
Fermo restando che, secondo quanto previsto dalla circolare del ministero della Salute, le zone isolate devono essere dichiarate dai Sindaci, questi ultimi hanno l’obbligo di attenersi ai requisiti vincolanti dei regolamenti comunitari.
Per il resto, pur tenendo presenti le indicazioni ministeriali, devono considerare le caratteristiche e le esigenze complessive del territorio.
L’eventuale interramento delle carcasse deve sottostare ai vincoli idrogeologici escludendo, per motivi di sanità pubblica, le aree in cui si può determinare danno ambientale nonché inquinamento delle falde idriche e dei pozzi d’acqua per uso umano.
L’Assessorato regionale della Salute si è impegnato ad emanare nel più breve tempo possibile un provvedimento che, nell’ambito delle misure straordinarie di profilassi della tubercolosi e brucellosi, disciplini l’interramento in loco o in aree aziendali individuate delle carcasse di animali morti al pascolo o in aziende situate in territori disagiati.
L’on. Dipasquale informato sulle conclusioni della riunione romana, e dell’imminente emanazione del provvedimento regionale, ha espresso viva soddisfazione e ha dichiarato: “Dopo essere riusciti a risolvere il problema della movimentazione dei bovini dalle aree con focolai di blue tongue, adesso si è riusciti a trovare una soluzione ance al problema delle carcasse.
Ancora una volta il mio impegno per il territorio ragusano ha consentito di trovare soluzioni a problemi complessi che, nel caso specifico, vanno a vantaggio della categoria degli allevatori per i quali mi sono è sempre impegnato e continuerò a farlo”.
