Spesso le aperture hanno bisogno di essere lente per evitare valanghe

Leggevo già di buon mattino la riflessione sulla pagina facebook, di Dario Prestana, a proposito della ineludibile necessità di «una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro», una cultura che il Papa Francesco ci spinge a promuovere cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinché questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale.
Quando leggo riflessioni di Dario Prestana, mi affretto ad avere autorizzazione per pubblicarle su ragusalibera.it, ritenendole di rara profondità.
Stamattina, debbo confessare, esitavo, non condividendo appieno pensieri e strategie ‘politiche’, non religiose, del Santo Padre.
Ma era il prof. Prestana che mi invitava, precedendomi, alla pubblicazione, conoscendo i miei gusti e dandomi l’occasione di una ulteriore pubblicazione, della sua replica alla mia risposta

Rispondevo che era mia intenzione chiedere di poter pubblicare il post, ritenendolo degno della massima attenzione, ma precisavo che avrei premesso un ‘cappelletto’ per evidenziare la non totale condivisione sulle opinioni del Papa che considero, pur nelle indubbie evidenti difficoltà dei casi, troppo poco severo su temi quali pedofilia, lusso e corruzione fra il clero e indifferente di fronte ai traffici delle persone e delle organizzazioni che si fregiano della copertura della Chiesa per l’accoglienza ai migranti a fini di guadagni personali.

Così mi replicava il prof. Prestana:

“Concordo pienamente. Pensando bene di questo Pontefice, mi piace però pensare che Egli voglia risolvere questi problemi con i tempi giusti, dettati probabilmente da poco difendibili interessi interni di settori della Chiesa stessa, che credo agiscano in contrasto con il Papa.
Stessa questione per la gestione della finanza vaticana, con nemici annidati persino nella Curia. Se non rischia la fine di Papa Luciani, potrebbe compromettere la Chiesa come accadde a Gorbaciov con una perestroika fuori controllo. Se oggi abbiamo Putin forse è perché non si è avuta la stessa oculatezza che stanno dimostrando i cinesi, i quali, grazie alla visione millenaria che hanno nella loro cultura genetica, non hanno subito gli stessi crolli sovietici proprio per aver deciso di aprire a mercato e libertà con la lentezza necessaria ad evitare una valanga.
Io stesso sogno che i cinesi arrivino quanto prima alla democrazia, ma ci sarebbero molti più problemi con un caos cinese.
È un bel dilemma per chi governa, il quale, se vuole raggiungere un traguardo, non può che esercitare prudenza e sapienza.
Se non lo fanno fuori prima, sono convinto che il Papa affronterà pesantemente le questioni pedofilia e Ior. Ha già cominciato aprendo discussioni e pronunciandosi ufficialmente. Un atto di governo forse ancora non se lo può permettere. Ma è atteso e auspicato.
Anche questa posizione politica sulla dignità e sulla giusta remunerazione del lavoro, specificate nel discorso del 2016, è piuttosto rivoluzionaria. Per questo è degno di nota.
Dunque, proceda con la Sua precisazione nel modo che Lei ritenga migliore.”

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