Ennesimo desolante spettacolo al consiglio comunale, con buona parte delle opposizioni che apre la seduta per recitare la parte delle comunicazioni, per poi abbandonare l’aula, facendo mancare il numero legale.
Assodato che le opposizioni contano 16 consiglieri, sarebbe d’uomo che anche i grillini non prestassero il fianco ad operazioni del genere e lasciassero le opposizioni sole responsabili della doppia seduta.
Quella di lunedì 4 dicembre, salvo poche comunicazioni dei consiglieri Morando e Massari, si è risolta nel teatrino fra i consiglieri del PD, D’Asta e Chiavola, e Lo Destro e Mirabella del gruppo misto, questi ultimi impegnati a declarare il loro ultimo cambio di casacca, ininfluente nelle dinamiche del civico consesso, mentre i piddini rispolveravano la questione della mozione di sfiducia al sindaco, che ancora per pochi giorni sarà possibile tentare.
Ma tutti sanno che, in effetti, è assai difficile pescare 4 dissidenti nelle file dei 5 Stelle, in consiglio, disposti ad assumersi la responsabilità di sfiduciare il primo cittadino.
I dissidenti ci sono, che tali, in verità, è, forse, un errore definire, più malpancisti, che magari incontrano esponenti di centro, di centro sinistra e di centrodestra, ma politici senza attributi, più bravi a discettare che ad agire.
Non trovandosi venti firmatari disponibili a votare la mozione, è solo propaganda, d’altra parte Lo Destro ha ribadito che il gruppo, comunque composto, vuole continuare a fare opposizione, magari reiterando la richiesta che il sindaco, con il capo cosparso di cenere, venga in aula e si appelli ad un patto di responsabilità per la città.
Un tentativo di arrivare alle prossime elezioni, al traguardo di fine consiliatura, tutti primi ex aequo, per mostrarsi alla collettività come salvatori della città, un puerile tranello nel quale Piccitto non potrà mai cadere, anzi dovrebbe trarre le conclusioni, rendendosi conto di come è ormai sbrindellato il gruppo 5 Stelle, che non si presenta nemmeno in commissione, dimettendosi e togliendo lo spasso a quanti hanno contribuito a fare di questo consiglio quello di più basso livello degli ultimi decenni.
La stessa strategia del sindaco di non voler esplicare quali saranno le sue prossime intenzioni, se si vuole ricandidare, se vuole andare a Roma, al parlamento, se si vuole ritirare a vita privata, se vuole lasciare la vita politica, se ha pensato di ‘lasciare’ un successore’, se si disinteresserà del futuro dell’amministrazione cittadina, ha stancato gli stessi grillini, molti dei quali, ormai, non possono nemmeno accarezzare sogni di trasferimento in altre forze politiche che pure li hanno cercati, insistentemente.
Il gruppo è senza entusiasmo, le poche menti pensanti non sono più nelle condizioni di ribellarsi, non hanno potere contrattuale, ci dovevano pensare prima a scuotere gli equilibri abbandonando il natante in alto mare.
In pratica, si vive alla giornata, non ci saranno, appresso atti importanti da sottoporre, senza la garanzia dei numeri è improbabile, anche che venga presentato il bilancio preventivo 2018, che pure gli amministratori volevano far approvare entro il 31 dicembre, come ultima coccarda da appuntare sul vestitino per le elezioni prossime.
Farebbe un figurone il Sindaco ad annunciare il tutti a casa, per i 5 Stelle, considerati i risultati alle ultime regionali, non ci dovrebbero essere problemi, visto il consenso che si mantiene alto, indipendentemente dai nimi in ballo.
Le opposizioni si troverebbero disorientate dall’improvvisa necessita di fare sintesi, non più riunioni a due, a tre, a quattro, a cinque, con politici della stessa area e parlamentari dell’area contrapposta, non più trattative di giorno e accordi di sera, con i tentativi notturni di disfare quello che si è fatto nelle ore precedenti, fine delle telefonate a Palermo per garantirsi e per far credere di garantire qualcuno, per un ritorno personale, fine della commedia fra forze civiche e partiti tradizionali, fine della commedia che vede attori forse ineleggibili, più verosimilmente incandidabili, di certo impresentabili, destinati ad uscire presto di scena, la qualcosa potrebbe essere accelerata dalla dimissioni spontanee del primo cittadino.
