Arriva la raccolta differenziata, ma fra tre o quattro mesi

Non vorremmo che andasse a finire come per l’apertura del nuovo stabilimento ospedaliero di contrada Cisternazzi: oggi, in piazza San Giovanni, conferenza stampa congiunta di amministrazione comunale e imprese riunite nell’ATI che si è aggiudicata il famoso appalto dei sette anni per la raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Ragusa, per annunciare che fra tre o quattro mesi si partirà con la raccolta differenziata su tutto l’ambito urbano, comprese le frazioni.
Dopo almeno tre anni di lungaggini burocratiche regionali, l’amministrazione Piccitto può finalmente appuntare sulla divisa questo importante traguardo che contribuisce e connotare positivamente i cinque anni di gestione pentastellata.
È opportuno precisare, in questa occasione, che Ragusa ha vissuto, generalmente nella pulizia e con una raccolta che non ha mostrato mai grandi carenze. Va dato atto alle maestranze di aver sempre lavorato con dedizione e professionalità, si deve dare atto alla ditta Busso di aver offerto un servizio efficiente, puntuale e, soprattutto, professionalmente adeguato, che ha permesso alla città di godere del titolo, ampiamente condiviso, soprattutto dai forestieri, di città pulita.
Minime occasionali questioni con il personale e rilievi, per lo più strumentali, di ambientalisti ortodossi, non vanno a inficiare assolutamente il nostro giudizio.
Tutto ciò premesso, veniamo al nuovo corso della raccolta dei rifiuti a Ragusa, alla conferenza stampa che ci doveva illuminare sul futuro della differenziata in città.
Erano presenti il sindaco, Federico Piccitto, con l’assessore all’ambiente, Zanotto, il signor Maurizio Busso, titolare di una delle imprese componenti l’ATI, con i più stretti collaboratori, e l’ing. Baracco, che nella convocazione della conferenza stampa è stato presentato come rappresentante di tutte le ditte dell’Associazione Temporanea d’Impresa.
Doveva essere presentato il nuovo appalto di igiene urbana con raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale e tariffa puntuale con sistema RFID e GPS, con l’esposizione, nell’occasione, dei campioni di mastelli e bidoni che verranno usati per il nuovo sistema di raccolta.
Se ci è permesso esprimere un’opinione, abbiamo ricevuto una impressione generale estremamente negativa.
Innanzitutto, il gazebo annunciato era un moderno tendone sul modello tenda da campo che faceva tanto emergenza, protezione civile, nemmeno personalizzato, con le locandine affisse con la carta gommata.
Forse perché ancora avevamo nella mente l’elegante e funzionale gazebo di Panorama, allocato sullo stesso posto nelle scorse settimane, siamo rimasti delusi.
Solita confusione tipica delle moderne conferenze stampa, con ospiti, pubblico, curiosi, amici al seguito.
Rilevante solo il discorso del Sindaco che ha evidenziato l’importanza del momento, l’inizio di una nuova era per la città, imposta dalle necessità ambientali ma arrivata per prima in un importante capoluogo della Sicilia.
Un traguardo che l’attuale amministrazione ha perseguito con impegno sin dal suo insediamento e che consentirà alla città di poter godere del più alto indice di vivibilità in Sicilia, soprattutto in relazione alle questioni ambientali.
Evidente la soddisfazione del primo cittadino che vede realizzare, fra l’altro, uno dei punti cardine del programma dei 5 Stelle, confermandolo, se ancora ce fosse bisogno, come modello di amministratore pentastellato da esportare ma, più ancora, da conservare come patrimonio di esperienza e di buona politica.
Ha preso poi la parola l’ing. Baracco che ha illustrato i vari step che porteranno, in ultima analisi, alla totale eliminazione dei cassonetti sul territorio.
La sua è stata una disamina puntuale dei vari passaggi, ma asettica, senza nessun entusiasmo e senza nessun coinvolgimento particolare, dominata da una sottile, impercettibile, venatura di sadico piacere di afferrare il cittadino indisciplinato che non osserverà le regole.
Il suo è stato tutto un discorso del vedremo, faremo, penseremo, i condomini saranno contattai tramite l’amministratore, non si è capito se i bidoni per la differenziata staranno fuori sulla pubblica via o all’interno dei condomini, si è capito solo che anche all’interno di un bilocale dovranno stazionare tre o quattro contenitori da trenta o quaranta litri che dovranno essere posti fuori dall’uscio di casa, secondo il calendario della raccolta.
Quando arriveranno i mezzi, quando arriveranno i sacchetti, quando arriveranno i contenitori, è tutto basato su un futuro ancora da definire, che sarà valutato, come specificato e come sarà inevitabile, caso per caso, tanto che per l’inizio effettivo della raccolta differenziata totale, l’ora zero che vedrà scomparire i cassonetti, ci vorranno, secondo quanto detto, almeno tre o quattro mesi.
Della tariffa puntuale con il sistema RFID e GPS poco si è accennato, senza nemmeno una dimostrazione pratica.
Facile intuire che è tutto basato sulla comunicazione che, purtroppo, da sempre è stata il punto dolente della gestione Busso e che, pare, dallo stile delle locandine e del calendario che verrà distribuito in omaggio, voglia seguire la stessa linea grafico-editoriale fino ad ora diffusa che, senza ombra di smentita, grandi risultati non ha ottenuto considerando il processo comunicazionale per la differenziata nel suo insieme.
Nonostante diverse sollecitazioni e nonostante fosse previsto dal capitolato, la ditta Busso, in passato non ha stampato materiale in gran numero oppure lo stesso non è stato adeguatamente distribuito.
Chi scrive, da almeno vent’anni, con figli che hanno frequentato e frequentano, regolarmente le scuole fino alle superiori, non ha visto mai a casa un pieghevole sulla raccolta differenziata, fra quelli in circolazione non si è mai visto materiale graficamente attraente, facilmente leggibile e, soprattutto, che avesse invogliato a conservarlo per utilizzarlo al bisogno.
Tant’è che, ancora oggi, dopo anni di differenziata nel centro storico e nel quartiere sud, non si comprende cosa fare di un piatto di plastica sporco, del pannolino sporco dell’infante, di un paio di stivali di gomma o di una bottiglia contenente olio. E quando vai a cercare qualche vecchio depliant, se anche lo trovi, non trovi subito la risposta.
Ma il maggiore difetto del processo comunicazionale è stato quello di non aver posto le basi di una efficace educazione ambientale tanto che moltissima gente, ancora oggi, porta il sacchetto con i rifiuti al più vicino cassonetto, evidentemente non ben educato, non incentivato e non coinvolto per un razionale conferimento dei rifiuti, formazione che sarebbe dovuta partire dalle scuole, attraverso una didattica coinvolgente e non solo nozionistica che ci farebbe partire, ora, con grandi vantaggi.
Invece siamo all’ora zero, sotto tutti gli aspetti, e conoscendo l’ ‘educazione ambientale’ di ampie fasce di cittadinanza che crea minidiscariche ovunque , anche in centro, siamo convinti che dovremo affrontare un periodo iniziale di differenziata difficile.
Oggi appunto ci ha colpito che si è parlato solo di come la gente riceverà le indicazioni, ma nulla si è detto a proposito di necessari momenti di informazione e formazione che si renderanno necessari per armonizzare il servizio e limitare al minimo i disagi.
Tanto si è parlato di cosa si deve fare, di quanto si pagherà, in meno o in più, tante imposizioni ma nessuna opera di convincimento sulla valenza del processo di differenziata, come pure nessuna informazione sulla destinazione dei rifiuti che, al momento, pare, dopo diffenziati, vanno a finire, indistintamente, tutti insieme, in discarica.
Speriamo che anche questo sarà una delle cose che si dovranno fare, ma il primo approccio non è confortante.

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