L’effimero creato dagli antenati dei democratici, viene ora, dagli stessi, messo in discussione

C’è di tutto nell’incontro con la stampa organizzato dal PD di Ragusa per eccepire riserve sulla gestione dell’effimero a Ragusa, tanti aspetti, molto contraddittori, che hanno avuto un unico filo conduttore: il timore, la rabbia per il fatto che i 5 Stelle starebbero facendo campagna elettorale con i soldi pubblici, non lo hanno nominato ma dietro l’effimero c’è l’assessore e vicesindaco Iannucci, che molti vedono come possibile ricambio del sindaco Piccitto, nella cui infaticabile attività per gli spettacoli, unita a quella per i centri storici, molti vedono un’attività che da sempre è stata propedeutica a candidature di vario tipo.
Una conferenza stampa che ha insospettito qualcuno, quasi Calabrese e gli altri PD avessero saputo, in anticipo, che Iannucci potrebbe essere il prossimo candidato Sindaco e contro di lui concentrano gli attacchi che, solitamente, erano rivolti al primo cittadino.
Ma i 5 Stelle sono tutte persone TROPPO serie e una indiscrezione di questa sarebbe comunicata ufficialmente a tutti e non solo a pochi amici, meno che mai all’avversario diretto, o ritenuto tale, dei 5 Stelle.
Ma non c’è solo questo per contestare l’effimero della giunta Piccitto: si censura l’atteggiamento di ‘santità’ per sprechi di denaro pubblico e politiche clientelari, ci sono accuse circostanziate per una mancanza di visione per il turismo e la cultura, si eccepiscono scarsa trasparenza e opacità degli atti, nonché procedimenti ai limiti dell’irregolarità.
Di politiche turistiche e per i centri storici, del tutto insoddisfacenti ha parlato l’avv. Lizzio, esperto del partito, a Ragusa, per il centro storico inferiore, nonché titolare di una esclusiva attività commerciale di tipo turistico nel quartiere barocco, che ha accennato alle politiche turistiche che hanno poco attenzionato le potenzialità dell’enorme patrimonio locale, evidenziando le principali criticità di una gestione turistico culturale assai deludente.
In definitiva, hanno detto tutto e non hanno detto niente, hanno anticipato una interrogazione che sarà presentata dai consiglieri comunali del gruppo PD, ma, nel classico stile dei politici ragusani hanno preferito mettere il guanto invece di toccare la realtà ed evidenziarla. Quindi attacco all’amministrazione, ma senza fare nomi, né dell’assessore, perché al centro del discorso c’erano 80 determine dirigenziali, ma nemmeno del dirigente che le aveva firmate, senza spiegare se il dirigente è autonomo o un mero esecutore di direttive politiche. La strategia del dire e non dire, tutto in astratto, contro i grillini, il grillismo, ma senza scendere nei particolari e, soprattutto, senza andare a vedere chi ha guazzato nell’effimero, senza indicare chi avrebbe goduto di atti illegittimi o irregolari, senza eccepire chi, da anni, gode, sotto governi diversi, delle stesse attenzioni a suon di migliaia di euro, una volta a suon di milioni.
Sì, il candidato del PD ha detto che non si comporterà nella stessa maniera, ma non ci ha detto se e quanto spenderà per l’effimero, se saranno sempre le stesse persone a godere di contributi e le stesse manifestazioni ad essere privilegiate, sarebbe stato facile anticipare che sarà istituita una commissione per verificare che associazioni e imprese rendano conto delle somme introitate, secondo istanze e preventivi presentati.
Invece, si rimane nel vago, si dice che tutto è sbagliato, ma non si dice quali saranno le politiche di un eventuale governo targato PD.
Vicine al milione di euro le spese per l’effimero, da luglio a ora, inconcepibili in una condizione di aumento di tasse che non dovrebbe tollerare lo spreco di soldi pubblici.
Una politica clientelare, secondo il PD, senza una chiara visione di turismo e di cultura, con erogazione di fondi dominata da poca trasparenza e molta opacità, con affidamenti diretti che destano non poche perplessità.
Solo campagna elettorale, secondo Mario D’Asta, che mette nel mirino la dott.ssa Tuzzolino, collaboratrice del sindaco per gli eventi culturali ad alta valenza turistica, come capro espiatorio di una gestione del turismo e della cultura che non avrebbero dato frutti.
E’ stato l’avv. Lzzio ad anticipare i contenuti dell’interrogazione che contiene l’elenco di 80 determine ‘dorate’, che assommano alla cifra di 689.000 euro e rotti, alcune delle quali passate in rassegna ma con il ‘guanto’, evidenziando solo l’aspetto dei contributi che, forse, non hanno seguito l’iter previsto dall’apposito regolamento, mirando piuttosto alle finalità di tipo turistico che avrebbero potuto avere gli impegni di spesa, rivelatisi, invece, secondo i democratici, solo erogazioni di contributi per favorire amici e amici degli amici.
Solo ora, dopo 4 anni e mezzo di amministrazione a 5 Stelle, e dopo decenni di rendite ‘intoccabili’ per i soliti noti, qualcuno si accorge che ci sono somme enormi per Ibla Buskers, gestito da una associazione che non dovrebbe avere fini di lucro, per Ibla Gran Prize, per Birrocco, per Scale del Gusto, per Festiwall, ma vengono dimenticate altre associazioni che parimenti hanno goduto di rendite di tutto rispetto con le quali si sarebbero potute mantenere anche due famiglie.
Ineccepibili le valutazioni sulle politiche turistiche degli ultimi anni, ma tardive come quelle sull’effetto Montalbano o sul mancato sfruttamento del riconoscimento UNESCO per il quale, da oltre vent’anni, domina l’incapacità delle classi politiche nel gestire le opportunità di elevatissimo potenziale.
Come per tante altre questioni, non sembra vero, ai democratici, di trovare il sindaco a 5 Stelle a cui addebitare ogni mancanza: ma perché quelli del PD non ci parlano, invece, di chi era il sindaco che eliminò il vincolo sui fondi residui della Legge su Ibla, destinandoli per altre esigenze che con i centri storici non avevano nulla a che fare?
Là non c’è scandalo, non c’è irregolarità, non c’è opacità, la è tutto normale forse perché si trattava, al tempo, di un sindaco di sinistra, di un partito antenato del PD.
Perché l’avv. Lizzio non sbraita, mancando all’appello per Ibla ben 16 milioni di euro? Perché non si scandalizza che nessuno ne chieda conto?
Addirittura Calabrese invita la stampa a indagare, a fare inchieste ad andare a verificare se la nonnina intestataria di partita IVA e beneficiaria di un contributo quale responsabile di una associazione culturale, possa essere prestanome del nipote o del figlio della vicina.
È come verificare se quando la Boschi incontrò Ghizzoni avesse indossato scarpe rosse o verdi.
E dire che l’effimero lo invento Nicolini, a Roma, un comunista di un partito comunista che governava la capitale.
Qualcuno spera che l’ascesa di Calabrese possa portare alla rinascita del cinema Marino, ma gli anziani ci possiamo mettere l’anima in pace, e non solo: non ci saranno film a luci rosse, ma i capolavori della cinematografia russa, e toscana, in omaggio a Renzi. Sarà l’unico svago consentito per il popolo ragusano.

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