di Vilnius Nastavnic
Lo stato precomatoso del centro destra e i recenti risultati, alla luce della nuova legge elettorale, profilano lo scontro finale fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle
Anche nella nostra piccola realtà si tirano le somme delle ultime elezioni regionali che, ancorchè non probanti per altre competizioni, in termini numerici, delineano quello che può essere il futuro scontro politico.
Considerato lo stato comatoso del centro destra, a livello nazionale, regionale e anche locale, non è desueto pensare che la partita si giochi fra i democratici e i grillini, così come a Roma, a Palermo e, quando sarà, anche dalle nostre parti.
Non a caso c’è fermento per quelli che saranno gli esiti della competizione elettorale in città come Gela e Augusta, dove una eventuale vittoria dei Cinque Stelle consoliderebbe un trend in ascesa dei grillini che, a questo punto, potrebbe giudicarsi inarrestabile.
Non a caso si muove l’emergente dei Cinque Stelle, Di Maio, che incarna, in questo momento, lo spirito moderato dei pentastellati che hanno messo da parte i vaffanculo di Grillo.
A Ragusa si nota un fermento particolare, fra i democratici presenti in Comune. Se il capogruppo Giorgio Massari continua a volare alto, con progetti di medio e lungo termine, con una visione della politica di grande respiro e di consolidata esperienza, non sfugge l’attivismo di Mario D’Asta che, appunto, negli ultimi tempi, dedica maggiore attenzione a utilizzare amministrazione e maggioranza del Movimento 5 Stelle come bersaglio delle freccette con cui si diletta a fare opposizione.
Nell’azione del giovane leader della corrente renziana di Ragusa, Presidente dell’Assemblea regionale del Partito democratico, c’è l’entusiasmo giovanile, la voglia di affermarsi, qualche passo falso, ma una visione chiara, in proposito, realistica dei prossimi scenari elettorali.
Ecco allora rilievi, interpellanze, interrogazioni, interventi in aula che vanno a pungolare i nervi scoperti di una amministrazione e di una maggioranza che, nonostante il percorso faticoso e in salita della Giunta Piccitto, mostrano una fondamentale affidabilità e una minima consistenza per un tragitto che, superata la coma Coppi del primo mandato, potrebbe scivolare comodamente, in discesa, verso traguardi di più lungo termine.
Ecco allora argomenti mirati, come quello dell’adeguamento delle indennità, palesemente programmato a tavolino, che vuole colpire un nervo scoperto dei cinque stelle ragusani in particolare.
Un argomento evidentemente forzato, che D’Asta, sostenuto dal collega Mario Chiavola, riduce, in ogni caso alla poco opportuna scelta della Giunta Piccitto di scegliere un momento di particolare crisi economica, della collettività e del Comune in particolare, per impinguare, legittimamente, le proprie tasche.
Rilievi che mettono a nudo la scarsa esperienza dei giovani grillini, incapaci di rimembrare anche solo quanto sostenuto dallo stesso D’Asta, in campagna elettorale, sull’argomento.
Solamente contorni i rilievi e le eccezioni sul bilancio e sul turismo, facili terreni di battaglia per infierire sull’avversario, forse gli unici dell’amministrazione che, per il resto, veleggia senza infamia e senza lode.
Come dicevamo, azione politica di Mario D’Asta pervasa da fondamentale entusiasmo che, forse, alla lunga, determinerà anche i suoi effetti positivi, ma che, talora, lascia perplessi.
Come per l’ultima iniziativa per il reddito minimo di cittadinanza, una misura impossibile da non ascrivere a Grillo e ai suoi adepti, che ora cavalcano i democratici.
Una misura a tutela della dignità della persona, di indiscussa valenza sociale, per cui il circolo “Rinascita Democratica” del Pd di Ragusa, assieme a FutureDem Ragusa, aderirà alla raccolta di firme sul “Reddito per la dignità”.
Il giovane D’Asta, però, dovrebbe prima spiegare come il governo Renzi potrebbe trovare adeguate misure finanziarie per supportare una misura a prima vista irrealizzabile in una nazione che non riesce a restituire quanto stabilito dalla legge e dai tribunali, come pure non è in grado di pagare i fornitori della pubblica amministrazione, per non parlare di tante altre misure dovute per le quali il governo è impossibilitato ad onorare gli impegni e le promesse, in un mare di tagli su settori importanti, dalla pubblica sicurezza alle scuole, dalle infrastrutture alla sanità.
E anche in questo caso non manca l’attacco diretto ai grillini, all’emergente Di Maio, colpevole di aver diffuso notizia dell’applicazione del reddito di cittadinanza nella città di Ragusa.
