Assemblea del Consorzio Universitario per pochi intimi

di Cesare Pluchino
Una partecipazione che rappresenta l’’interesse, esclusivamente di facciata, per la presenza universitaria sul territorio

Due i momenti salienti della giornata, ascrivibili, entrambi, al Presidente del Consiglio Giovanni Iacono.
Il primo, con la diffusione di un comunicato che, con lo stile proprio del politico con la schiena dritta, che non le manda a dire, interviene sul perdurante sostegno del Consorzio Universitario per il corso di laurea in Scienze Sociali di Modica, in assenza totale del rispetto di quanto dovuto dal Comune di Modica.
Una delle tante situazioni ‘’strane’’, eredità delle passate scellerate gestioni ‘politiche’ che hanno trasformato l’Università di Ragusa in un carrozzone itinerante senza mai un futuro certo.
Con il garbo e il rispetto istituzionale dovuto, il Presidente Iacono auspica un sussulto di dignità del Sindaco di Modica, altrimenti auspicando un trasferimento della Facoltà a Ragusa, ferme restando le azioni che saranno state attivate dall’attuale governance del Consorzio per il recupero del pregresso.
Un intervento forte ma che non è riuscito a sobillare i pochi presenti all’assemblea, svoltasi nell’aula magna dell’ex Distretto Militare.
Non ha determinato soverchie sollevazioni nemmeno il triste ricordo, portato conoscenza dal Presidente Iacono, dei risolini malcelati di due accademici catanesi, durante un evento nella città etnea, che lo avevano identificato come proveniente dalla città che si era lasciata sfuggire la grande opportunità della facoltà di Medicina.
Per il resto un’assemblea più che ordinaria, più un incontro fra notabili, una sorta di ‘caminetto’ del Rotary quasi, ma unicamente, caratterizzato dalla presenza di alcuni dipendenti del Consorzio.
Un incontro che ha messo, ancora una volta, in risalto l’impegno dell’avv. Borrrometi, e del CdA da lui presieduto, per il mantenimento della presenza universitaria a Ragusa, considerato elemento imprescindibile di sviluppo economico, sociale e culturale, di cui la città non può fare a meno e per il quale occorre, in ogni caso, produrre ogni sforzo per reperire forze nuove e fresche che possano sostenere l’ente comunale nella difficile azione di  salvaguardia di quello che, ormai, costituisce patrimonio ed eccellenza della città e della comunità ragusana.
Erano presenti l’on.le Giorgio Assenza, il prof. Zago, Preside della Facoltà di Lingue, il Sindaco Piccitto, il presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, Giovanni Iacono, gli assessori Stefano Martorana e Salvatore Martorana, il dirigente della Provincia regionale Mezzasalma, il Direttore della Scuola per Assistenti Sociali di Modica, dott. Saladino, l’avv. Bocchieri, vice Presidente del Consorzio e l’avv. Borrometi che, in apertura, ha reiterato i rilievi a carico della Regione che ha tutelato altri consorzi e altre realtà territoriali, lasciando a Ragusa le promesse di immancabile sostegno che hanno visto solo, come seguito, la inutile amplificazione del parlamentare di riferimento di Crocetta e dei suoi uomini in consiglio comunale.
Una esperienza ormai consolidata, come sottolineato dai vertici del Consorzio, che merita di essere sostenuta concretamente.
Il Preside Zago ha evidenziato l’esigenza di poter lavorare con dignità, con adeguate assicurazioni per gli studenti e senza il periodico spauracchio di una obbligata fine dell’esperienza universitaria in loco che significherebbe la desertificazione culturale del territorio. Il Prof. Zago ha voluto esprimere il plauso per i rapporti ottimali del Consorzio con il primo cittadino che si è sempre distinto per una interlocuzione segnata da innata signorilità e disponibilità, ma si è detto certo di interpretare anche il senso di sfiducia di quanti operano con dedizione per garantire il mix di didattica e ricerca che sta alla base, come intreccio mirabile, di tutta l’attività universitaria italiana.
Il Sindaco Piccitto ha voluto ripercorrere il poco esaltante percorso del Consorzio Universitario, vittima del comportamento assai poco dignitoso di quanti erano chiamati a rappresentare la provincia regionale, protagonisti smarriti di passi in avanti e clamorose marce indietro che hanno relegato, ciascuno, nel limbo nebuloso del ruolo di meri esecutori di volontà palermitane, senza nessuna autorevolezza e peso del ruolo.
Il rappresentante della provincia ha espressamente garantito il rispetto delle quote dovute per il pagamento della transazione con l’ateneo catanese, negando ogni possibile ulteriore sostegno al Consorzio per l’impossibilità di disporre di qualsiasi tipo di fondo da destinare al bisogno della struttura universitaria.
L’on.le Assenza ha espresso, nella qualità di parlamentare regionale, l’auspicio per l’unica possibilità di trovare somme sufficienti con le variazioni di bilancio, nel contesto della caotica e critica situazione palermitana che tutti conoscono, lanciando l’appello alle imprese, agli istituti di credito e alle categorie professionali per un sussulto che possa garantire la sopravvivenza di una realtà così importante per il territorio.
Il dott. Saladino, direttore del Corso di Laurea in Scienze Sociali ha voluto significare le difficoltà che vive la struttura modicana, afflitta da mancati pagamenti di stipendi per il personale da parte della Regione che direttamente deve supportare le scuole di servizio sociale e da un atteggiamento del Comune di Modica che acquisisce i vantaggi del corso di laurea ma nulla concede in cambio per un sostegno anche minimo, riservandosi, addirittura, pare, anche la possibilità di stipulare accordi diretti con l’Università di Messina.
Anche il Direttore Saladino si è detto propenso a valutare il possibile trasferimento del corso di laurea a Ragusa.
Il Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Iacono, intravede come unico sbocco di una situazione comunque stagnante una forte azione di protesta a Palermo, dietro le porte di Crocetta e dell’assessore al bilancio Baccei, i soli che potrebbero dare risposte concrete alle istanze del territorio ma sulle risposte dei quali nessuno metterebbe la mano sul fuoco.
Per il resto, nemmeno l’accorato intervento dell’assessore Stefano Martorana, che ha voluto rifuggire da toni pacati per i tanti impegni poco dignitosamente disattesi, a tutti i livelli, è servito a riscaldare un uditorio del tutto inadeguato per forme di protesta dure e plateali.
Fino  quando non sarà il popolo a scendere in piazza, fino a quando non sarà la base a sollecitare interventi come fanno altri per gli ombrelloni a Randello o per il MUOS, fino a quando non sarà la collettività a rendersi conto del valore della presenza universitaria in città, la problematica resterà da salotto, fra l’indifferenza degli imprenditori, dei professionisti e di quanti impegnati a portare in giro ed esporre vasetti di marmellata e caciocavallo sottovuoto.  

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