“Religione e società a Ragusa”

di redazione
Ricerca sociologica promossa dalla Diocesi di Ragusa, attraverso la Consulta Diocesana delle Aggregazioni laicali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria

Presentata in conferenza stampa, presso la sala del Fondo Antico della Biblioteca Diocesana “Mons. Francesco Pennisi”, una importante iniziativa della Diocesi di Ragusa che vede coinvolti la Consulta Diocesana delle Aggregazioni laicali e il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.
Presenti all’incontro S.E. il Vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso, il coordinatore della Consulta Diocesana, prof. Sebastiano Distefano, il prof. Enzo Bova, dell’Università della Calabria e il prof. Giorgio Massari, docente dell’Università Telematica Online  “Pegaso”.
La ricerca è finalizzata a leggere il fatto religioso nel mondo moderno, con un occhio rivolto alla nostra realtà, alla nostra Diocesi, alle trasformazioni della società ragusana.
Uno studio che si muove lungo un filone nazionale della ricerca, che vuole dare una lettura diversa della realtà locale, attraverso la collaborazione della Consulta delle Aggregazioni laicali, di cui è coordinatore il prof. DiStefano. Una ricerca la cui scientificità è garantita dall’Università della Calabria, come ha voluto sottolineare il docente della stessa, prof. Enzo Bova, ordinario di Sociologia dei processi culturali e di comunicazione.
Dopo l’introduzione del prof. Giorgio Massari, che ha delineato i tratti dell’iniziativa, è stato mons. Urso ad evidenziare l’esigenza della comunità cristiana di interrogarsi sul proprio ruolo: la Chiesa annuncia il Vangelo e vuole cogliere la dimensione reale di come questo messaggio cambi la vita. Non si tratta di una missione ideologica, quanto piuttosto d influenzare la vita dei singoli e della comunità.
Occorre che l’indagine scientifica rilevi se il messaggio arriva, se viene percepito chiaramente, se agisce in positivo.
E’ l’occasione, ha voluto puntualizzare il Vescovo, per una valutazione attenta sull’operato della Diocesi, per, eventualmente, rivedere metodi, contenuti, modalità di approccio, con l’obiettivo finale di una conoscenza esatta del metodo e dell’incidenza del messaggio che viene inoltrato.
Necessaria la collaborazione della Consulta di tutte le aggregazioni laicali che vivono nella realtà ecclesiale della Diocesi, per risultati che avranno effetti negli anni futuri, per una lettura importante che possa servire per la Pastorale del futuro. Un contributo che le varie associazioni offrono attraverso il volontariato, per una azione corresponsabile con la Diocesi.
Il prof. Bova è intervenuto per sottolineare la valenza di un tema sempre affascinante, di una religione e di una religiosità che non sono morte, che, anzi, vedono un forte recupero di posizioni, dopo il periodo difficile degli anni ‘70 del secolo scorso, testimoniato dai grandi eventi  che hanno visto la religione tornare protagonista della storia mondiale, al centro della vita pubblica, nel contesto di un diffuso fenomeno di desecolarizzazione.
Massari e Bova hanno messo in risalto le peculiarità di un mondo affascinante, composto da credenti e non credenti, nel quale l’indagine religiosa cerca di intravedere come vengono vissute le esperienze religiose e come si originano. Il ruolo delle aggregazioni laicali è quello di dare una lettura attenta, dall’esterno, dell’ambito religioso, alle trasformazioni del sociale.
La ricerca è articolata attraverso un corposo questionario che spazia dalla credenza al senso di appartenenza, dalla pratica religiosa alla partecipazione diretta alla vita religiosa, con una parte riferita alle opinioni su alcuni temi fondamentali, come etica e morale, con la finalità di misurare la distanza fra l’affermazione di un credo e la reale comprensione.
Come accennato, una ricerca che si muove su una esperienza consolidata già a livello nazionale, che fa emergere elementi interessanti su cui lavorare, anche per un comparazione con altre zone d’Italia.
Ci saranno riferimenti a questioni  di natura etica e politica, per valutare le dimensioni e la progettualità di quest’ultima, con riferimento ai cittadini della Diocesi di Ragusa, nonché i dati della partecipazione politica e delle dimensioni del volontariato.
I promotori dell’iniziativa sono fiduciosi per il buon esito dell’indagine che si muove su margini di errore bassissimi, nell’ ordine del 4%, per un livello di attendibilità, particolarmente elevato, del 96% , attraverso il sistema della rilevazione di comunità, con addetti che saranno particolarmente formati per il compito da svolgere.

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