Riunione della Giunta Piccitto e di alcuni consiglieri del M5S con Luigi Di Maio

di Cesare Pluchino
Presenti all’incontro parlamentari componenti delle varie Commissioni di Camera e Senato e gli onorevoli siciliani Ferreri e Trizzino. Mancava il capogruppo all’ARS Cancellieri

Forse un nuovo corso all’interno del Movimento 5 Stelle: dopo l’elezione di Federico Piccitto a Sindaco della città di Ragusa, del Movimento 5 Stelle si era sentito parlare poco, ancora di meno di Grillo e di Casaleggio, solo qualche rara apparizione di parlamentari siciliani a cinque stelle.
Era fin troppo evidente il distacco dai vertici nazionali del Movimento che non significava, necessariamente, una rottura di rapporti quanto piuttosto un diverso approccio alla politica di prima linea, con qualche assessore che ha considerato, apertamente, i fatti della politica di Ragusa quasi estranei alle vicende nazionali del Movimento. Così andava avanti da due anni, a Ragusa, una sorta di rivoluzione moderata.
In coincidenza con le ultime elezioni regionali che hanno visto confermare il trend ascensionale del Movimento, con una affermazione diffusa di quella parte politica più moderata e meno rivoluzionaria, arriva a Ragusa Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, astro emergente del movimento, già in un recente passato indicato come possibile alternativa al leader Grillo.
Motivo ufficiale della visita il passaggio di Di Maio da Ragusa, lungo la direttrice Gela – Augusta per sostenere i rispettivi candidati sindaci al ballottaggio della prossima domenica.
Domenica 7 giugno, tappe a Gela e, nella serata, ad Augusta, nella giornata di lunedì 8 giugno, prima della partenza, incontro con il Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, i componenti pentastellati della sua giunta e alcuni consiglieri comunali grillini, con una conferenza stampa prima del pranzo e di una visita alla città.
Sembrava tutto ordinaria amministrazione, salvo trovare all’incontro, e in conferenza stampa, uno stuolo di parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle, accuratamente scelti fra i componenti delle commissioni parlamentari che erano tutte rappresentate, come sottolineato da Di Maio.
Ferdinando Alberti, commissione finanza, Emanuele Corda, difesa, Maria Marzana, cultura, Diego De Lorenzis, trasporti e telecomunicazioni, Riccardo Nuti, antimafia e affari costituzionali, Matteo Mantero, affari sociali, Maria Edera Spadoni, esteri, Laura Castelli, bilancio, Davide Crippa, attività produttive.
C’erano anche i parlamentari siciliani Giampiero Trizzino e la nostra Vanessa Ferreri, mancava l’on.le Giancarlo Cancelleri. Ci scusiamo per eventuali omissioni, ascrivibili alla veloce elencazione fatta da Di Maio nella confusione della sala inondata dai partecipanti alla riunione, dai giornalisti e dai cameraman e da tanti curiosi accorsi a vedere l’esponente nazionale del Movimento 5 Stelle.
Una presenza sicuramente inusuale, di parlamentari provenienti da diverse parti d’Italia, ascrivibile all’esordio del vicepresidente della Camera che ha annunciato la creazione di una rete fra gli eletti del Movimento per supportare i Sindaci dello stesso. Ammettendo, ma non spiegando i motivi, perché  i pochi Sindaci e gli assessori a 5 stelle sono stati lasciati soli, ha anticipato le mosse e le strategie per quello che il Movimento vuole fare per il paese.
Uno scudo per gli amministratori pentastellati, un supporto tecnico e legislativo per tutti gli eletti, per cominciare a lavorare in un modo nuovo e produttivo per la collettività.
Quindi azioni mirate per il reddito di cittadinanza, per l’europrogettazione, con temi prioritari come la scuola e il sociale, per un nuovo modo di fare la politica, mettendo al centro la persona.
A Ragusa, l’apparato del Movimento 5 Stelle trova un terreno già seminato, dove c’è l’assegno civico, dove è stato evitato il peso della TASI, dove gli amministratori e i consiglieri hanno rinunciato a parte dei loro emolumenti per devolvere somme piccole ma importanti per la scuola.
Questo il tema dominante dell’incontro con i rappresentanti degli organi di informazione, in una conferenza stampa iniziata con poco riguardoso ritardo perché si dovevano completare i lavori dell’incontro con gli amministratori, poi elegantemente chiusa perché gli stessi dovevano continuare.
Altri argomenti di attualità sono stati affrontati con il taglio tradizionale della vecchia politica, fatta di proclami, di buone intenzioni e di molte parole.
Per la questione dei migranti è tutto un fiorire di errori, si deve, per forza modificare l’accordo di Dublino, si deve arrivare all’utopistico obiettivo di trattenere in Italia solo il 3% dei migranti che arrivano, mentre il resto deve essere ospitato dagli Stati europei. Solo una presenza diffusa di amministratori a cinque stelle può garantire la legalità a cui tutti aspirano dopo i fatti degli ultimi giorni.
Mentre la Lega fa polemiche strumentali, i parlamentari del Movimento sono impegnati a risolvere i problemi della Bossi Fini e dell’accordo di Berlino, in una nazione che rimane primo esportatore di armi verso i paesi che creano instabilità.
Di Maio ha sviato, lasciando spazio al Sindaco, alla domanda sulle royalties, che voleva sollevare il problema delle trivellazioni. Piccitto è riuscito ad evitare un confronto diretto sulla questione, muovendosi come all’interno di un negozio di cristalli, parlando delle royalties come di introiti che debbono essere considerati sempre occasionali e fortuiti, su cui non si deve contare ciecamente, un extragettito da utilizzare anche per spese correnti ma che deve essere mirato, prioritariamente, al risanamento ambientale, ancorché non direttamente provocato dalle trivellazioni. In ogni caso la spesa energetica del Comune rimane sempre molto elevata e non più sostenibile, per cui si deve lavorare al fine di modificare il sistema con fonti alternative e rinnovabili.
Fatto anche un accenno al reddito di cittadinanza per gli immigrati, per cui si prospettano necessarie misure restrittive, considerato l’elevato numero di soggetti che renderebbe impossibile qualsiasi misura.
Non si è fatto cenno, invece, ai due ballottaggi del prossimo week-end, quelli di Gela e di Augusta, né, tantomeno alle notizie di stampa regionale che danno per assodato un accordo non ufficiale fra il Movimento 5 Stelle e Forza Italia che vedrebbe gli azzurri sostenere il candidato di Grillo a Gela per controbattere l’uomo di Crocetta, mentre i pentastellati di Enna appoggerebbero il candidato del partito di Berlusconi per cercare di sconfiggere il democratico Crisafulli.

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