La storia suscita molte perplessità, per i soggetti che sarebbero coinvolti, secondo le voci insistenti che circolano negli ambienti che seguono le vicende del Comune di Ragusa.
Viene da pensare male per questo caso che si svolge all’ombra del Castello di Donnafugata e sembra imbastito per favorire, inconsapevolmente, la campagna elettorale di qualcuno che avrebbe trovato riparo sotto l’ombrello dei 5 Stelle.
Le affermazioni pronunciate dal consigliere comunale Gianluca Morando, del Movimento Civico Ibleo, a proposito dell’interrogativo se qualcuno abbia potuto cercare fonte di sostentamento per la prossima campagna elettorale, è particolarmente grave e merita chiarimenti immediati.
La questione è, da tempo, sotto la lente di ingrandimento anche di altri consiglieri comunali, primo fra tutti il capogruppo del PD, Mario D’Asta.
Al centro dell’attenzione la determina per l’acquisto di una APP promozionale per il Castello di Donnafugata (che il fornitore avrebbe dovuto consegnare al Comune entro il 31 dicembre appena trascorso, NdR) e la realizzazione di un sito web, considerata poco trasparente per la somma impegnata, giudicata eccessiva rispetto ai prezzi di mercato per i prodotti indicati.
Sulla determina sono state già sollevate eccezioni per la scelta della ditta fornitrice, una impresa giovane a regime forfettario, scelta per la quale non sarebbero state attivate opportune comparazioni e non sarebbero state esaminate altre realizzazioni dello stesso tipo già fornite dalla stessa.
Una valutazione, ampiamente condivisa da numerosi operatori del settore turistico e di quello informatico, considera eccessiva la somma impegnata di 25 mila euro per una fornitura che ne varrebbe appena un decimo.
Inoltre, nella determina non ci sarebbe traccia di una valutazione dei contenuti dell’App e del sito.
Il consigliere Morando aggiunge, oggi, un’altra segnalazione sulla stessa materia, che coinvolge la stessa ditta, già evidenziata nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale.
Una determina dirigenziale del 31 marzo 2017, che dà seguito ad una richiesta di tre giorni prima, del 28 marzo, provvede all’acquisto di “servizi informatici riguardanti Percorsi iblei Unesco” per la somma di 10 mila euro, dalla stessa ditta che avrebbe già dovuto fornire l’APP e dovrebbe completare l’ordine con la fornitura del sito web.
Questa volta Morando basa i suoi rilievi su dati di fatto, perché si ha modo di visionare questo materiale elettronico e si sente in grado di dare ragione a quanti hanno sottolineato che il livello del prodotto fornito non è all’altezza della cifra pagata, anche in questo caso.
Morando solleva il problema, ma si limita a chiedere all’amministrazione “di fare più attenzione nella definizione degli incarichi ai privati”, ritenendo spropositata la cifra dedicata, in totale all’azienda, considerato anche lo scarso livello della prima fornitura che non ha consigliato agli amministratori di valutare altre opzioni, esprimendo rammarico per l’accaduto e auspicando che non si ripetano più episodi del genere.
Noi ci permettiamo far notare che, una volta che il caso è stato sollevato, occorre, quantomeno, una attenta verifica su quanto fornito e da fornire al Comune per il Castello di Donnafugata, ritenendo improbabili indagini sulla genesi di determine che destano, comunque parecchie perplessità.
Valutando i contenuti del sito ‘Percorsi Iblei UNESCO, ci sarebbero i presupposti per interrompere i rapporti con la ditta ed esigere anche un rimborso delle somme erogate.
Cercando ‘percorsi iblei’ su google si viene indirizzati al link
(http://www.comune.ragusa.gov.it/turismo/percorsi_iblei/index.html)
Ci si trova davanti alla ormai sprecata dizione di 18 Monumenti UNESCO che risulta una delle inesattezze più diffusa e utilizzata anche da personaggi ritenuti competenti e colti.
Il riconoscimento UNESCO di Patrimonio dell’Umanità fu assegnato al contesto urbanistico di Ragusa Ibla e di parte del centro storico di Ragusa superiore, caratterizzato dalla ricostruzione tardo barocca successiva al terremoto del 1693, inserito nel contesto di un riconoscimento assegnato 8 Comuni del sud-est della Sicilia, una volta denominato Val di Noto.
I 18 Monumenti che, erroneamente vengono considerati ‘Patrimonio dell’Unesco’, non sono inseriti nella World Heritage List UNESCO, ma fanno parte solo del piano di gestione dei Monumenti del contesto urbanistico che si doveva allegare alla documentazione per la candidatura.
La home del sito presenta tre richiami, ‘home’, ‘la città’ e ‘itinerari turistici’ che rimandano a pagine del sito istituzionale dell’Ente, come alcuni link di utilità suggeriti infondo alla pagina.
Addirittura, cliccando sulle foto dei monumenti, erroneamente indicati come ‘Patrimonio dell’UNESCO, si ha modo di leggere la didascalia relativa, molte delle quali contenti anche delle imprecisioni, un pulsante ‘approfondisci’ rimanda a Wikipedia, nella pagina dedicata al monumento in questione.
Effettivamente un lavoro esclusivamente di tipo informatico, per rimandare dal sito ad altri link, che non vale certo i soldi spesi.
Come al solito, prevediamo ogni tipo di critica rivolto all’amministrazione, agli assessori competenti, ma occorrerebbe, una volta per tutte, mettere nel mirino dirigenti, funzionari e personale degli uffici che, con troppa disinvoltura, e soverchie incapacità e incompetenza, si muovono in maniera azzardata in settori che dimostrano di non conoscere, quale quello, nel caso in questione, dell’editoria turistica, anche digitale, che richiede particolare esperienza perché racchiude l’esigenza primaria di dimestichezza con la materia informatica, con gli aspetti della rete web, oltre a competenze specifiche per valutare fotografia, testi redazionali, impaginazione grafica e contenuti generali per i quali ci si dovrebbe affidare solo a professionisti del settore che potrebbero fornire le opportune garanzie.
Altro errore madornale, dei dirigenti, quello di non operare opportune verifiche, che in ogni caso non sono impedite dalla legge e anzi sono indice di sana gestione, sulle persone che possono aleggiare in maniera angelica dietro queste forniture.
