di redazione
Approvate le modifiche al regolamento dei lavori d’aula e delle Commissioni, in un apparente situazione di accordo fra maggioranza e opposizione, restano i comunicati di parte a testimoniare il cambiamento
Ma nessuno racconta la verità del come e perché si è arrivati ad una sintesi che non si può definire accordo
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Per dovere di cronaca riportiamo i comunicati emessi, dopo l’approvazione delle modifiche al regolamento consiliare, due del Movimento 5 Stelle, del capogruppo Spadola e dell’estensore delle proposte di modifica, Stevanato, che le ha curate assieme al collega Ialacqua del Movimento Città, e quello della consigliera Sonia Migliore.
Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Filippo Spadola, “Grazie al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ed in particolare al consigliere Maurizio Stevanato, inizia una nuova fase per il Consiglio Comunale di Ragusa. All’insegna di risparmi notevoli per i cittadini e di un’attività più efficace, incisiva ed efficiente”.
“Non posso che esprimere il mio plauso ad una maggioranza che ha ribadito, ancora una volta, la propria compattezza e determinazione, ottenendo un risultato importantissimo, su cui abbiamo lavorato fin dall’inizio del nostro mandato. La soddisfazione per quest’ultimo aspetto – prosegue Spadola – è accompagnata dalla consapevolezza dell’importanza di un percorso innovativo come quello che abbiamo tracciato come gruppo consiliare e condiviso con il consigliere comunale del movimento Città, Carmelo Ialacqua.
Tra le tante modifiche apportate mi preme segnalare, dal punto di vista dei risparmi economici, la riduzione del numero di componenti delle commissioni, da 15 a 10, frutto dell’eliminazione dei monogruppi e della composizione dei nuovi gruppi consiliari, che porterà ad un risparmio del 30% rispetto ai costi finora sostenuti dalla collettività.
Ma l’aspetto centrale è legato soprattutto al deciso miglioramento dell’efficienza dei lavori del consiglio attraverso una serie di modifiche come la limitazione del numero eccessivo di emendamenti e sub-emendamenti e l’accorpamento, nel caso risultino simili; un aspetto, che legato ad altre importanti modifiche, porterà sicuri benefici all’attività consiliare”.
Addirittura “giornata storica – secondo il consigliere Maurizio Stevanato – l’ 11 giugno, per il consiglio comunale di Ragusa. A maggioranza, con l’astensione di pochi componenti delle minoranze, è stata esitata la bozza delle modifiche al Regolamento consiliare. Si dovranno attendere i tempi previsti per la pubblicazione dell’atto, e poi il consiglio comunale avrà un nuovo regolamento che punta al risparmio economico, all’efficienza e all’efficacia dell’azione da compiere”.
“E’ stato necessario – ha spiegato Stevanato – compiere un lavoro chirurgico per invitare le minoranze a ridurre di molto il numero degli emendamenti e sub emendamenti presentati, altrimenti si rischiava di allungare ulteriormente i tempi. Oggi si ha la soddisfazione di un nuovo Regolamento, anche se abbiamo dovuto attendere ben un anno e mezzo prima che potesse essere discusso ed esitato. Da oggi, grazie alle modifiche apportate, queste lungaggini, strumentali aggiungo, non saranno più consentite.
Oltre all’eliminazione dei monogruppi e alla conseguente composizione dei gruppi consiliari a cui si è già adempiuto a seguito delle modifiche apportate allo Statuto, adesso di procederà alla riduzione del numero dei componenti delle commissioni, da 15 a 10, dunque con un risparmio reale di un terzo della spesa sinora sostenuta. Altri risparmi si avranno anche in commissione centri storici, dove alla luce delle modifiche apportate si procederà ad una contrazione del numero dei membri. Oltre al risparmio, l’altro punto a cui mira il Movimento Cinque Stelle è la concretizzazione dell’efficienza e dell’efficacia della macchina consiliare. Con le modifiche inserite, i tempi di intervento sono stati ridotti.
Non sarà più possibile avere su regolamenti, proposte e quant’altro un numero eccessivo di emendamenti e sub emendamenti, la maggior parte strumentale e non congruo. E’ stato stabilito che quelli simili dovranno essere accorpati prevedendo un’unica sessione di dibattito. Infine, laddove è stabilito dal presidente del Consiglio un termine ultimo di approvazione dell’atto all’ordine del giorno, lo stesso non potrà essere dilazionato, dunque la discussione sugli emendamenti dovrà necessariamente essere contratta.
L’obiettivo primario, ed ultimo, è segnare una inversione di tendenza, rendendo l’organismo consiliare un luogo dove concretamente si può fare il bene della città, evitando tempi lunghi e spesso strumentali. Ridurre i tempi per tutti, non vuol dire, come erroneamente hanno tentato di veicolare le minoranze, attentare alla democrazia, ma evitare che personalismi e strumentalizzazioni abbiano ricadute, poi, di natura economica e sostanziale per il buon andamento dei lavori”.
Dall’altra sponda c’era solo Sonia Migliore, che ha visto il pieno appoggio, alla sua strategia, dei consiglieri di opposizione che hanno avuto la capacità di partecipare all’importante sessione dei lavori: sono stati Elisa Marino, Gianluca Morando e Angelo Laporta, oltre, naturalmente, alla compagna di gruppo Manuela Nicita, a condividere gli emendamenti approntati e presentati dalla Migliore, ben 268, che hanno visto anche il pieno appoggio del gruppo del Partito Democratico. In particolare, esemplare il comportamento in aula del capogruppo Giorgio Massari che ha seguito per intero i lavori, ha dato piena fiducia alla collega nella stesura degli emendamenti e nella successiva sintesi, presenziando fino alla fine della seduta e condividendone pienamente la strategia che ha avuto i suoi frutti.
Un’analisi critica dei commenti dei protagonisti è resa necessaria dai contenuti dei comunicati che concordi nella sostanza, mostrano visioni diverse dei risultati.
Per Sonia Migliore “è stata salvata la democrazia, smantellando la riforma proposta dai grillini, con senso di responsabilità è stata evitata la paralisi dell’ente.
Si potrebbe dire – afferma la Migliore – che la montagna ha partorito un topolino: è stata mantenuta l’attività ispettiva che si voleva eliminare, è stato evitato il bavaglio riuscendo a contenere la riduzione dei tempi di intervento, da 15 a 12 minuti, invece dei 5 proposti, è stata scongiurata l’eliminazione delle due ore di comunicazioni in apertura delle sedute di consiglio, sono state mantenute le dichiarazioni di voto.
Le interrogazioni non decadono in caso di assenza del proponente, in nome della trasparenza si avrà, questa una novità, la pubblicazione nel sito web del Comune delle interrogazioni e relative risposte scritte
Scongiurata l’applicazione del numero legale in conferenza dei capigruppo, che era stato proposto su base proporzionale in relazione ai consiglieri assegnati. Non cambia l’istituto degli Ordini del Giorno.
A vuoto il tentativo di eliminare il gettone di presenza in Commissione, che ha messo, comunque a nudo i falsi moralismi e la propaganda populistica che non trova consensi all’interno dello stesso movimento, mentre si fa strada nelle formazioni che sono stanche di essere additate come esempio di cattiva politica.”
Per la Migliore la sintesi è rappresentata dal senso comune di responsabilità che ha evitato, prioritariamente la paralisi amministrativa dell’ente, che si profilava per una errata scelta dei tempi.
Al di là delle valutazioni delle componenti di maggioranza e di opposizione va evidenziato negativamente, per entrambi gli schieramenti, la totale assenza di riferimenti alla colossale opera di mediazione e di ricerca di una sintesi costruttiva operata, incessantemente, già in sede di conferenza dei capigruppo con funzione di commissione per il regolamento, dal Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, azione che ha mostrato nelle due sedute finali, la parte significativa di una competente valutazione istantanea dell’evolversi della situazione, concorrendo, tempestivamente e definitivamente, al raggiungimento dell’obiettivo per le parti condivise e all’accordo su quelle che potevano costituire motivo di dissensi destinati a incancrenire tutto l’apparato regolamentare.
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