di Vilnius Nastavnic
Esplode la commedia delle parti per la concessione edilizia che non si poteva evitare. Si attende ora, la voce grossa degli ambientalisti che, finora, sono rimasti defilati contro le scelte dei governi nazionale e regionale: con chi se la prenderanno ora ?
Continuiamo a chiederci perché i grillini non utilizzano l’istituto del referendum popolare per chiedere ai cittadini cosa pensano delle ricerche petrolifere, dell’estrazione di greggio e di gas e delle relative royalties.
Sarebbe un metodo democratico per capire cosa fare, senza polemiche, per quel poco che resta di competenza al Comune su una materia che Stato e Regione hanno avocato a sé, eliminando ogni residuo potere decisionale al territorio.
Ma anche questa resta una illusione, dal momento che, in Italia, anche le scelte referendarie sono interpretabili e, soprattutto, modificabili dal potere.
Il caso di Ragusa è stato eclatante perché si voleva fare prendere la patata bollente al Sindaco del Movimento 5 Stelle per farne un caso nazionale, ignorando che si tratta di materia di pertinenza dei dirigenti.
Particolare ignorato, localmente, dalle opposizioni che hanno riservato i loro strali all’amministrazione, avallando di fatto una auspicata, da parte loro, interferenza vietata dalla legge.
Anche gli ambientalisti, nella fattispecie, non hanno tenuto in conto questo particolare che evidenzia aspetti gravi e scandalosi di una opposizione e di una protesta che mostrano di considerare poco la legge di fronte ai loro interessi ideologici.
Perché non ci sono state proteste veementi a Roma e a Palermo, contro i fautori delle ricerche ? Dove sono le folle di ambientalisti a difesa del territorio e del mare ? Dove sono concentrati i voti alle elezioni ? Perché è raro trovare nei pubblici consessi e nelle assemblee parlamentari rappresentanti del sentire ecologico e ambientalista ?
Diciamo questo non perché contrari all’ideologia ambientalista ma perché convinti che politiche portate avanti con più
lucidità e meno estremismi sarebbero foriere di più considerevoli risultati.
In primis, identificando uomini e partiti delle scelte non condivise e additandoli all’opinione pubblica come piaga per il territorio.
Per il resto, tralasciando la sterile opposizione strumentale di talune minoranze, si auspica che eventuali polemiche sulla decisione dirigenziale e su supposte influenze della politica sulla stessa decisione possano essere incanalate nell’alveo di una contrapposizione costruttiva, in caso contrario assimilabile a quella dei consiglieri comunali in cerca di visibilità.
Altrimenti da noi resteranno solo inutili polemiche che faranno da corona a trivelle e piattaforme, prodotto delle altrui politiche senza opposizione.
