di redazione
Il consigliere Morando sollecita l’apertura della mostra permanente della collezione acquistata dal Comune
Non ha ancora sistemato le carte relative alla questione musei cittadini, e incalza l’amministrazione su un’altra tematica ‘calda’, o che, comunque, lo diventerà.
Questa volta l’iniziativa del consigliere Gianluca Morando, del Movimento Civico Ibleo, è personale, senza squadra di opposizione, ancorché di nuova composizione, nonostante trattasi di questioni attinenti alla cultura e ai beni culturali, oggetto di recenti attacchi nella conferenza stampa che vedeva Morando a fianco dei colleghi Migliore, Nicita, Marino e Laporta.
Morando riporta alla memoria dei ragusani che l’amministrazione comunale ha acquistato, con l’ingente somma di 250.000 euro, una collezione privata di abiti d’epoca, completata da una serie di accessori d’abbigliamento per un totale di circa 4.000 pezzi.
Come fu annunciato, in conferenza stampa, fu scelta come sede espositiva permanente il Castello di Donnafugata, si sa che si sta provvedendo, da settimane, alla catalogazione dei singoli reperti e alla studio della sistemazione degli stessi, ma, fino ad oggi, come rileva il consigliere, non si hanno notizie sulla data di apertura dell’esposizione.
Da indiscrezioni, pare che per la fine del mese di luglio tutto dovrebbe essere pronto, ma in tal senso Morando rileva la mancata attivazione degli opportuni canali di comunicazione per attirare i visitatori.
Inoltre, in tema di tutela e valorizzazione di questo nuovo ingente patrimonio culturale della città, auspica l’utilizzo di teche trasparenti per evitare che chiunque possa arrecare danno agli abiti in questione.
In tal senso, e ciò avevamo sollecitato attraverso le pagine di questo giornale già ai tempi delle trattative per l’acquisto, viene auspicata la riserva di appositi fondi in bilancio per l’acquisto di tutto quanto può servire alla migliore conservazione dei reperti.
Sarebbe altresì auspicabile, aggiungiamo noi, che si cominciassero a rendere noti i costi complessivi relativi alla collezione, nonché si fornissero notizie sul personale che, in atto, si sta occupando della catalogazione, con relative qualifiche di competenze specifiche, sui costi relativi e sui futuri progetti di gestione del nuovo museo.
Infine, va ricordato che qualcuno fece notare come, inaspettatamente, i vestiti d’epoca fossero pervenuti in comunissimi scatoloni di cartone, come si può vedere dalle foto ricavate dalla pagina facebook del sindaco, addirittura riutilizzati, come quelli dei rotoloni Regina o dei piatti di carta Aristea.
Anche se qualcuno, simpaticamente, commentò : “ Sì, ma pur sempre nei cartoni ‘Regina’ “, sarebbe auspicabile che si fosse già provveduto all’acquisto di appositi bauli per abbigliamento, sia per la conservazione durante i cicli di esposizione che per qualche eventuale trasferta dei reperti, occasione nella quale sarebbe disdicevole andar per supermercati a reperir cartoni.
L’unico conforto è che tutte le problematiche attinenti, senza dubbio difficili e laboriose da risolvere, sono nelle mani dell’assessore Stefania Campo, le cui competenze e capacità organizzative offrono ogni garanzia per il futuro della collezione e relativa esposizione permanente.
{gallery}COLL ABITI{/gallery}
