Figuraccia dei vertici del CoRfILaC e di chi li difendeva, avallando le scelte contro legge

Poco più di quarantottore per chiudere la vicenda CoRFiLaC, ancora una volta un tentativo della politica di forzare la mano ed eleggere un Presidente senza i requisiti previsti dallo Statuto
C’è voluto l’intervento di un consigliere comunale per far conoscere l’ennesima pastetta della politica, e quello del Rettore dell’Università di Catania che ha richiamato all’ordine i componenti del Consiglio di Amministrazione, invitandoli a recedere dalle loro decisioni, riservandosi, come già l’Università aveva fatto per un analogo precedente tentativo, di dare mandato all’Avvocatura dell’Ateneo di impugnare la delibera di nomina illegittima.
Tumino scrive il giorno 20, Il Rettore il giorno successivo, già nella serata di mercoledì 21 qualcuno preannunciava le dimissioni del Presidente che sono arrivate assieme a quelle di tutto il CdA, nella mattinata di giovedì 22 marzo.
Tutto risolto, anche se restano strascichi di una vicenda non bella, con il Presidente dimissionario che avrebbe rilasciato dichiarazioni delle quali avrebbe potuto fare a meno, nella sua veste di servitore della cosa pubblica. Avrebbe dichiarato, il condizionale è d’obbligo ma si legge un suo virgolettato che, altrimenti, dovrebbe essere stato smentito, dove parla di motivi di opportunità e personali che lo avrebbero indotto a presentare le dimissioni alla luce delle posizioni che non avrebbero lasciato spazio per continuare: ma se la norma dello Statuto rendeva invalida la sua elezione, non sono opportunità o motivi personali che tengono, né spazi per continuare.
Vicenda resa ancora meno bella dall’intervento, indecifrabile, della consigliera comunale Sonia Migliore che ha giudicato negativamente le prese di posizione a favore della legalità, considerando quelli all’interno del CdA come tecnicismi e tatticismi, ed esortando i soci a procedere indipendentemente da chi sia il Presidente, secondo una linea che vorrebbe la modifica dello statuto, considerata essenziale per il mantenimento in vita del Consorzio.
La Migliore ha parlato di normative chiare che renderebbero valida la elezione del Presidente, tanto da additare chi sostiene che la Presidenza spetta all’università di Catania, come un soggetto che vuole agire contro la legge e vuole solo creare problemi.
Attacco facilmente riconducibile al consigliere Maurizio Tumino, come lei candidato a sindaco, che ha lasciato stupiti, oltre che per insostenibilità delle tesi avanzate, per il fatto che il Laboratorio politico 2.0, del quale la Migliore si è dichiarata portavoce nella sua nota, aveva rivolto appelli per una campagna elettorale senza veleni, all’insegna della lealtà e dei contenuti, senza livore e animosità.
Evidentemente, fra il dire e il fare c’è ancora troppa distanza.

Come accennato, nel corso della seduta odierna del Consiglio di Amministrazione del CoRFiLaC sono state presentate le dimissioni dal Presidente Carpenzano e da tutti i componenti del CdA che erano stati eletti nella seduta del 14 marzo scorso.
Componenti del CdA erano i sigg. dr, Giorgio Carpenzano, poi eletto Presidente, oggi dimissionario, il dr Antonino Colombo, il dr Salvatore Barresi, il dr Salvatore Cascone e il prof. Barbagallo, componente del CdA designato dall’Università di Catania: quest’ultimo non ha partecipato alla odierna seduta del CdA
Si attendono gli ulteriori adempimenti e i relativi passaggi che dovranno portare all’elezione di un nuovo CdA e del Presidente che si dovrà eleggere, questa volta, secondo le norme statutarie.

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