Rimborsi finti e firme false

Un finto problema quello sollevato per i finti rimorsi di alcuni onorevoli del Movimento 5 Stelle, uno scandalo creato ad arte per un problema che quasi non esiste.
La decurtazione degli emolumenti è una scelta del Movimento, encomiabile quanto si vuole ma che riguarda solo il movimento e gli iscritti. Vero è che la cosa viene propagandata e strumentalizzata come vessillo della diversità dei 5 Stelle, ma sarebbe bastato fermarsi ai 23 milioni già versati per derubricare l’incidente a tentativo di truffa di qualche mariuolo che, in fondo, ha tentato di raggirare, prima di tutto, i suoi colleghi parlamentari che, regolarmente, versano quanto dovuto.
Il fatto che, una volta scoperti, sono stati espulsi dal Movimento mette al riparo questo da ogni possibile ulteriore polemica.
Restano i motivi di sfottò, di vignette satiriche, di battute di ogni tipo, ma tutto dovrebbe finire lì.
Ma poi, di cosa stiamo parlando, anche perché gli espulsi sono stati tutti eletti, non ci pensano nemmeno a dimettersi e qualcuno ha già annunciato che, se anche fuori dal gruppo, appoggerà comunque i 5 Stelle, senza che il gotha del Movimento si scandalizzi per l’inopportuno sostegno.

A volerla dire tutta, sono i grillini che sono in parte complicati e in parte tronfi di una diversità che non c’è, spesso inadeguati come li appella un consigliere comunale di Ragusa.
Cifre di quella entità vanno meglio controllate e meglio rendicontate, in maniera semplice, nessuno ha fatto notare l’elemento più semplice: quando fai un bonifico al destinatario arriva l’avviso dell’avvenuto versamento, si vede che nessuno ha controllato e, se non lo ha fatto il destinatario, lo doveva fare qualcuno all’interno del Movimento, cosa che non è avvenuta.
Lo stesso problema di verifica e di controllo si pone, per esempio, per il 30 % derivante dalla decurtazione volontaria dei gettoni di presenza al Consiglio Comunale di Ragusa, come pure delle somme derivanti dalla decurtazione delle somme dovute dal sindaco, dagli assessori, dal Presidente del Consiglio.
Nessuno ha poi potuto leggere un rendiconto chiaro ed esaustivo, dove fosse state indicate somme erogate, decurtazioni al netto di eventuali ritenute fiscali, totali e destinazione di spesa.
Per i consiglieri, l’ultimo sommario rendiconto, addirittura forse del 2015, parlava di 15.000 euro a disposizione su un totale erogato di circa 28.000, secondo le determine pubblicate.
Mentre per le somme dovute dai componenti della giunta, ai quali sono aggiunti quelli del Presidente del Consiglio, nessuno ha eccepito dubbi, considerato anche che spesso ci sono comunicazioni di donazioni effettuate a favore della collettività con i fondi in questione, nessuna notizia giunge a proposito dei fondi dei consiglieri che, al contrario di quelli della giunta, sono gestiti privatamente dai consiglieri che hanno istituito un conto corrente bancario dove dovrebbero essere versati i soldi.
Diciamo dovrebbero perché pare che non ci siano le somme al 100%, qualcuno non osserva la regola, qualche altro versa in ritardo, particolari che hanno consigliato al tenutario del conto, al cosiddetto tesoriere, di non tirare fuori rendiconti che svelerebbero, forse, verità scomode.
Anche in questo caso vale la questione di principio, non stiamo parlando di chissà quali somme, ma l’ultimo acquisto, effettuato con notevole ritardo rispetto all’annualità di riferimento, l’attrezzatura ludica per lo spazio intitolato a Mons Tidona, sotto piazza San Giovanni, registrava una spesa di soli 10.000 euro e nessuna notizia si è avuta sulla destinazione dei restanti 5.000 euro, come nessuna novità c’è per i fondi del 2016 e del 2017.
A Roma i parlamentari del traccheggio hanno inventato il ritiro della disposizione di bonifico entro le 24 ore e la correzione della ricevuta con photoshop, a Ragusa si tratterà dell’omissione di versamento di qualche para dissidente e della mancata volontà dei responsabili del gruppo di infierire su qualche ‘latitante’ rischiando di interferire con la sua privacy, però, tenuto conto che mancano poche settimane alla fine della sindacatura, sarebbe opportuno chiudere i conti bene e rendicontare quanto versato con i relativi utilizzi.
Lo dovrebbe esigere il candidato sindaco, lo dovrebbero esigere i candidati al Consiglio Comunale la cui immagine potrebbe essere indiscriminatamente lesa dal dubbio di una operazione solo di facciata.
In ogni caso peccati veniali di fronte alle illegalità palesi delle firme false di Palermo, caso che non ha sollevato lo stesso polverone della questione rimborsi, nonostante costituisse reato e ben più grave, stranamente non adeguatamente condannato dai vertici del Movimento, segnatamente da quelli siciliani che, forse, sapevano e, anche loro, hanno taciuto.
Ma su tutto, ed è la cosa fondamentale, che dovrebbe far rassegnare gli avversari, è che le percentuali da brivido, registrate dai 5 Stelle dimostrano che la gente non bada a queste cose, ritenendole di poco conto, oppure ritenendo i grillini al disopra di ogni raggiro ai compagni di movimento, al di sopra di ogni falsificazione di firme, in pratica indenni da qualsivoglia possibile accusa di reato… e scusate se è poco per un politico.
L’avesse preso Berlusconi questo vaccino!!!

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