Quello che lascia perplessi è che per mesi, del Corfilac non si parla, nessuno aveva dato notizia del rinnovo del CdA, nessuno poneva all’attenzione la situazione all’interno di questo carrozzone regionale di cui si parla solo al momento di cariche del CdA e di stipendi da pagare.
Poi, un giorno, dopo l’improvvida elezione di un Presidente, contravvenendo allo Statuto comunque vigente e che non può essere osservato a piacimento, un consigliere comunale accende la miccia e altri sono spinti, disorientati, a buttare acqua per spegnere l’incendio, senza capire che, spesso, invece di acqua ci vuole polvere.
Possono essere anche valide le motivazioni per una modifica dello Statuto, per venire incontro alle normative nuove o per fare fuori qualche componente scomoda, ma ci vuole anche la capacità politica di capire contro chi ci si mette contro, per autorevolezza e potere, in maniera, peraltro disordinata e scomposta.
Chi disconosce l’autorevolezza, il potere e le comunque elevate competenze dell’Università di Catania e di tutte le sue emanazioni, dovrebbe evitare di fare politica perché dimostra di sconoscere, o di far finta di sconoscere, per altri fini, la realtà in cui viviamo.
È l’Università che decide o avalla chi devono essere i nostri primari, ed è una fortuna che lo faccia per evitare che sia la politica a decidere le capacità di un primario, è l’Università che ci concede la Facoltà Universitaria, è l’Università che ci concede attenzione che non viene considerata da chi è impegnato nelle solite piccole beghe locali del proprio orticello.
Oggi sono Peppe Calabrese e ancora Sonia Migliore a tornare sull’argomento, nonostante Presidente e CdA abbiano fatto il passo indietro, riconoscendo, implicitamente, di aver sbagliato.
Peppe Calabrese, nella qualità di segretario cittadino del Partito Democratico, oltre che di candidato autorevole alla carica di sindaco, si preoccupa, giustamente, della fase di stallo che attraversa il Consorzio, per i danni che possono arrivare ai consorziati, nonché al personale.
Ma, purtroppo per Calabrese, va detto che, per anni, un governo a guida PD non ha voluto risolvere i problemi del Corfilac, galleggiando nell’indecisione per la sorte dello stesso.
Giuste le considerazioni per la tutela degli interessi del territorio, un po’ meno quelle sull’Ateneo catanese, ancor meno le valutazioni sulla persona del rappresentante dell’Università che, innanzitutto, appare come un volto ‘pulito’, senza dire che per le sue competenze garantisce l’Università e un Rettore, di chiara fama, che non sembra proprio la persona che manda in giro incapaci a rappresentare il prestigio di un ateneo e di una città.
Che poi un nuovo sindaco voglia lavorare per estromettere l’Università di Catania dal Corfilac è legittimo e nelle sue prerogative, a patto che, dal giorno successivo, il Corfilac funzioni e ci sia benzina nel serbatoio.
Sonia Migliore, da parte sua, sollecita un intervento dell’assessore Bandiera che i beneinformati, invece, dicono aver sollecitato le dimissioni del Presidente.
Riferisce, poi, di un accordo fra i componenti del CdA che avrebbe richiesto la modifica dello Statuto ma che, evidentemente, non ha avuto seguito.
Pensare che si potesse agire in deroga allo Statuto, come è scritto nel comunicato della Migliore, lascia esterrefatti, sul fatto che l’Ateneo abbia disconosciuto l’accordo non possiamo dare valutazioni senza elementi probanti in mano.
Purtroppo, di questo accordo se ne parla solo ora, ogni giorno c’è un diluvio di comunicati, ma di questo fatto, stranamente, nessuno ne ha parlato. Speriamo che con l’avvento dei grillini si possa avere sempre più trasparenza, anche se, nel tempo, anche loro sono diventati esperti a far uscire solo le notizie che ritengono convenienti.
