Chi ha simpatie nostalgiche per la fiamma tricolore di una volta si illude che quando ci sono persone della cosiddetta destra odierna in posti di comando, ci possa essere un cambiamento ispirato alle rigide regole, alla trasparenza, al rigore.
Invece è d’obbligo ricredersi, lo è stato nella nostra città e nel nostro capoluogo, sta accadendo alla Regione con un Musumeci che stenta a imporre la sua personalità e fa vedere poco cambiamento, succede all’assessorato alla sanità della regione siciliana dove si sarebbe pensato che dopo il disastro causato dagli uomini del PD, anche il più svogliato dei politici avrebbe fatto bene e meglio.
L’assessore regionale alla sanità, Razza, si è intrattenuto sul nostro territorio in coincidenza con l’inaugurazione delle nuove cucine dell’Ospedale Maggiore di Modica.
Nella serata di arrivo a Modica ha partecipato ad una trasmissione di una televisione locale, condotta dal giornalista Gianni Nicita.
Era ben comprensibile che al centro della visita non ci sarebbe stato il nuovo ospedale di Ragusa, ma sono emersi, comunque, particolari che, oltre a rendere quanto mai aleatori i termini di apertura della struttura, confermano come non sia resa disponibile la vera situazione.
Eravamo fermi al termine dei 90-120 giorni assicurato dal Commissario Ficarra per ultimare i lavori di adeguamento resi necessari e occorrenti dopo le ultime verifiche tecniche.
Questo era stato detto ai responsabili del Comitato per l’apertura del nuovo ospedale e confermato, nella stessa mattinata, ai giornalisti convenuti per il detto incontro.
Nel corso della trasmissione sono emersi due particolari nuovi: l’assessore si è detto contrario in assoluto ad aprire un ospedale in periodo di campagna elettorale, confermando di fatto, così, come sanità e politica vadano, obbligatoriamente, a braccetto, almeno nella sua mente.
In riferimento alle sollecitazioni per l’apertura ha detto, rivolgendosi al primario dott. Nicosia, con lui in trasmissione, – Aprirebbe lei un ospedale se le sale operatorie non sono a norma ? –
La domanda non può significare che le sale operatorie non sono a norma, ma pone seri interrogativi sullo stato di una struttura che non si sa quante volte è stata consegnata e da quanti è stata certificata come a norma, tanto da poter accogliere il trasloco dei reparti.
Su tutto aleggiano le indagini della magistratura che sono sbandierate dall’assessore come necessità di un riguardo verso la stessa che deve lavorare in pace, senza fretta e senza sollecitazioni, per poter fare il suo lavoro che, è stato detto in trasmissione, vede già un manager fra gli indagati.
Da tutto questo si evince quanto segue:
-l’ospedale aprirà, verosimilmente, dopo le elezioni comunali, non prima, quindi, di metà giugno, a fine di giungo se ci dovesse essere un ballottaggio quanto mai improbabile, al momento, per cui, per come era stato prospettato il trasferimento dei reparti dal Commissario, passerà l’estate
-non è dato sapere quali siano le vere motivazioni tecniche o legate alle indagini che impediscono l’apertura
-la funzione del Comitato per l’apertura risulta quanto mai evanescente, di facciata, perché c’è l’occasione di avere in sede l’assessore e non si riesce ad avere quel colloquio che ci si riprometteva di avere, non ci sono richieste ferme di avere chiarezza sui fatti, nei modi, nei tempi e nei luoghi che l’assessore ritiene opportuno, non c’è nessuna ferma presa di posizione contro la personalissima posizione che in campagna elettorale non si aprono ospedali, indipendentemente se sono pronti o meno
-il tutto avviene nel più assoluto silenzio di tutte le forze politiche che, forse, impelagate a vario titolo in questa storia di consegne infinite dello stabilimento ospedaliero, preferiscono dimenticare, primi fra tutti i candidati sindaci che sembrano vivere nel paese delle meraviglie.
