di Cesare Pluchino
Per il segretario del circolo “Rinascita Democratica” una elezione ‘finta’ quella per il segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico, che si sarebbe svolta senza garanzie e dopo una richiesta di sospensione
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Il segretario del terzo circolo PD di Ragusa, che è anche un avvocato, dovrebbe essere più chiaro nei commenti agli esiti dell’elezione del segretario dell’Unione Comunale di Ragusa.
O l’elezione è comunque valida, d’altra parte non si può pensare diversamente, per come si è espresso l’avv. Mimmo Barone, e allora sono superflue tutte le considerazioni polemiche, tenuto conto della guerra in atto e dei colpi bassi sferrati o tentati da molti dei belligeranti, oppure l’elezione non è valida e non serve nessuna considerazione.
Francone dice: “Ieri i delegati del secondo circolo, tra l’altro neanche tutti, e pochissimi altri, con l’assenza di una regolare commissione elettorale o commissione di garanzia, preposta a controllare ma anche a ufficializzare il percorso assembleare, hanno tenuto la prima assemblea dell’Unione comunale, nonostante non vi fossero le condizioni politiche e nonostante la stessa Unione, convocata dal segretario provinciale, fosse stata dallo stesso sospesa e rinviata. Dato ancor più sorprendente è che questa assemblea, sconfessata dal livello provinciale e regionale, politicamente monca, avrebbe ‘eletto’ il segretario cittadino”.
O ci vuole la commissione elettorale, o quella di garanzia, o sono necessarie le condizioni politiche oppure sono inutili recriminazioni su una assemblea che si era tentato di sospendere e rinviare fuori dalle norme.
Ma si deve evidenziare anche quanto si sussurra, all’interno del secondo circolo, dove sarebbero disponibili a rifare l’elezione, sicuri di una maggioranza numerica che li mette al sicuro da ogni mossa.
Forse, è più logico pensare che le recriminazioni servano come viatico per attaccare il segretario eletto e ricambiare le gentilezze che sono state inoltrate, ieri, all’indirizzo dell’on.le Di Pasquale, leader acquisito del terzio circolo, che viene considerato come l’ennesima causa di divisioni all’interno del Partito Democratico ragusano, come evidenziato da elementi del primo circolo, del secondo e da parte dello stesso terzo circolo.
In definitiva, un ingresso, il suo, nel Partito Democratico, a molti non gradito.
Giù allora con le contumelie all’indirizzo di Gianni Battaglia che non sarebbe espressione di tutti ma ”anzi, di una parte molto residua e minoritaria”, “segretario che, per la sua espressione, per il suo passato, non è certo il soggetto che unisce”.
Sempre secondo Francone “Risulta poco credibile pensare che a reggere il Pd possa essere colui il quale è stato protagonista delle più grosse divisioni della storia del centrosinistra ragusano e ibleo, un altro tassello di disunità che non aiuta il Pd”.
Poi si dice che sarebbe stata un’assemblea senza delegati certificati, senza organismi ufficiali, ma ci affretta a puntualizzare che è importante vincere le elezioni vere e non le elezioni dentro il Pd, quindi, teoricamente, tutto sarebbe superabile.
Ci si ostina a insistere sul nome condiviso, in barba ai principi tanto decantati di democrazia che si basano su maggioranze numeriche e non su accordi fatti a tavolino per escludere qualcuno non gradito, parlando, ancora, in maniera contraddittoria, di elezioni che non si possono definire regolari e politicamente opportune.
L’ennesima puntata della commedia del PD ragusano che, ancora una volta, manca dell’autorevolezza di un segretario provinciale in grado di gestire una situazione pur difficile, con un imbarazzante silenzio che lascia trasparire solo posizioni di parte, queste sì disastrose per la vita del partito, anche a livello provinciale.
