Dai candidati Sindaci si aspettano scelte precise, non la proliferazione di tavoli e gruppi di studio

Fra i temi che si possono considerare trainanti della campagna elettorale dei candidati a sindaco c’è quello del palazzo INA di piazza San Giovanni.
Un tema che appassiona molti amanti del centro storico ma che non ha trovato personaggi autorevoli in grado di prospettare soluzioni reali e di sintesi delle varie proposte.
La responsabile dell’area lavori pubblici di un comitato elettorale, – non ci interessa quale e di quale candidato, perché la problematica non attiene al singolo candidato ma a tutti i candidati e alla collettività -, propone la creazione dell’ennesimo gruppo per restituire alla città la vecchia piazza San Giovanni.

“E’ una questione annosa quella della facciata di palazzo ex Ina in piazza San Giovanni. Era, quella, l’epoca della facile demolizione dell’esistente scaturita dall’esaltazione delle nuove architetture, addirittura abbattendo ciò che si riteneva vecchio per fare spazio al “nuovo”, comunque in dispregio delle norme di salvaguardia che all’epoca esistevano già” dice la responsabile d’area.
Si ripropongono le soluzioni suggerite che si incentrano su tre ipotesi principali: copertura della facciata, demolizione totale del palazzo per ricostruzione dell’antico o per lasciare libera tutta l’area.
La demolizione collide con il possibile danno erariale perché non si può distruggere un bene della collettività, l’idea dello spazio aperto, per quanto attraente non significherebbe ritornare all’antico, ricostruire secondo il modello preesistente potrebbe essere una idea ma occorre verificare i costi totali dell’operazione.
Poi, viene da pensare che riparare tutti gli obbrobri del passato è praticamente impossibile, una miriade di scelte sbagliate, avallate da tutti i partiti politici, basti pensare all’espansione urbanistica di Marina di Ragusa o alla fallimentare politica per i parcheggi pluripiano di Ragusa, tutte opere per le quali nessun sindaco ha mai pensato di fermare le scelleratezze dei predecessori.
Guardare il Palazzo Ina serve per individuare bene il sindaco da votare, serve per chiedere cosa vuole fare sulle questioni più importanti, serve anche che il candidato, o meglio i candidati, diano risposte esaustive.
A cominciare da Palazzo Ina: inutile un ennesimo tavolo, basta dire cosa vuole fare un candidato in merito, demolizione, se possibile, ricostruzione, rifacimento della facciata.
Vogliamo votare per gente che abbia delle idee precise, non per organizzatori di tavoli di confronto, il confronto può avvenire in Consiglio Comunale, fra le varie forze politiche, chi non è rappresentato fa solo confusione.
Altro tema attuale, quello dell’area dello Scalo Merci, cosa se ne vuole fare? area a verde, stazione degli autobus, suolo edificabile,
Se io fossi sindaco mi batterei per acquisire l’area e concederla ad una catena alberghiera per un grande complesso ricettivo, con area congressuale, molto verde, piscine e area benessere, campi da tennis, cinema e teatro per rendere Ragusa appetibile dal punto di vista alberghiero, in grado di attirare concretamente un turismo che non sia quello del mordi e fuggi con panino e bottiglietta.
Ma occorre sapere cosa vuole fare il candidato sindaco, tutti parlano di progetti, quasi sempre a lungo termine, senza sfiorare le implicazioni di ordine economico, tanto quando ci diranno “non si può fare”, rimarranno, comunque, sulla poltrona.
Vale per tutto, per il Castello di Donnafugata o per le opere di urbanizzazione nelle contrade e nelle periferie, cosa si vuole fare a Punta Braccetto? La via Roma deve restare isola pedonale o si vuole aprire al traffico, come una volta? Marina di Ragusa deve mantenersi intasata di auto di forestieri o può diventare isola pedonale ? Ibla si chiude al traffico dei bus turistici oppure ne deve restare oppressa?
Insomma, sarebbe interessante cosa vogliono fare, effettivamente, i candidati e cosa propongono, per loro stessi, se non riusciranno a concretizzare i programmi.

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