di Cesare Pluchino
L’implosione della vicenda Crocetta sembra sfuggita di mano anche agli sceneggiatori. Complicata a tal punto che sarà difficile, per loro stessi, trovare un finale degno
Gli sviluppi della vicenda Crocetta – sanità siciliana, meglio i mancati sviluppi, hanno provocato solo uno di quei tormentoni estivi che rischia di accompagnarci per tutta l’estate.
Quasi un argomento per giornali da spiaggia se è vero che il coordinatore di Forza Italia arriva a dire che “La Sicilia è vittima di un sistema corrotto, drogato di potere, governato da uomini freddi, accaparratori senza scrupoli. La nostra isola è preda degli squali della politica, e la sanità sembra essere il loro prelibato piatto” dimenticando o fingendo di non sapere che più o meno le stesse cose sono accadute, almeno in fatto di nomine, quando la sanità è stata nelle mani di esponenti di Forza Italia.
Lo spettacolo offerto rappresenta lo squallore della politica italiana, reso appena interessante da quegli aspetti che solo i siciliani sanno aggiungere: c’era una autosospensione del Presidente della Regione, irreale perché l’istituto non esiste nell’ordinamento siciliano, con un pezzo grosso del Partito Democratico che, per la reggenza, a caval donato non guarda in bocca, rientrata in appena 48 ore dopo la preannunciata esclusione di possibili dimissioni.
C’è una Procura che, in maniera del tutto inusuale, smentisce, per ben due volte, l’esistenza delle intercettazioni incriminate, mentre, nello stesso tempo, uno dei più importanti settimanali, di sinistra, di un gruppo editoriale dominante, conferma e ribadisce l’esistenza delle intercettazioni, facendo trapelare l’ipotesi di una diversa procura interessata, e specificando che trattasi di registrazioni del quarto trimestre 2013.
C’è poi una pletora di comparse del Partito Democratico che sembrano esibirsi a chiamata: mentre i vertici nazionali e siciliani sussurrano le proprie posizioni del tutto contrastanti, elementi di seconda linea recitano parti diverse.
Così il Presidente della Commissione Sanità, Di Giacomo, nostro conterraneo, si sbizzarrisce prima in una candida ammissione di conoscenza di voci che anticipavano l’esistenza di intercettazioni imbarazzanti che potevano ‘uscire’ da un momento all’altro, mentre, successivamente, invoca la pubblicazione dell’audio dell’estate 2015 per sottoporlo a perizia tecnica e sgombrare il campo da illazioni, sospetti e dicerie.
La vicepresidente della Regione, Mariella LoBello, evidentemente non ancora scalzata dal reggente temporaneo Gucciardi, parla di complotto ai danni di Crocetta, mettendosi sulla stessa linea del Senatore Lumia che, già in precedenza, aveva parlato di ‘golpe’.
Esce dal coro il Presidente regionale dei democratici, l’agrigentino Zambuto, che sollecita il partito a non ignorare quanto venuto fuori dalle intercettazioni dei giornali che offrono un quadro disastroso della Sanità siciliana.
Quando, in serata della domenica, ci si chiedeva già a che ora sarebbe arrivato il Presidente a Palermo, nel primo giorno della nuova settimana, quando ci si chiedeva come da Roma avrebbero mitigato la posizione fortemente critica nei confronti del Presidente, in contrapposizione all’evidente intenzione die siciliani di non perdere le poltrone, arriva il campanellino d’allarme del principale alleato di Crocetta, il D’Alia resto tangibile dell’UDC che fu di Casini, che critica gli interventi domenicali di Crocetta, giudicati inopportuni e tali da poter essere risparmiati.
Nel tourbillon di dichiarazioni e di comunicati, pensa bene anche il difensore del primario Tutino a lanciare messaggi a tutela del suo assistito, che, con inequivocabile stile di marca Trinacria, lancia il messaggio di essere stato lasciato solo.
Ma tutti dimenticano il testo di altre intercettazioni, fatte trapelare da un importante e autorevole quotidiano online siciliano, con un articolo del quale il sottotitolo dice tutto: “Le microspie offrono uno spaccato desolante della sanità pubblica siciliana. Coacervo di interessi privati, luogo di “manciugghia” e bacino di voti.” http://livesicilia.it/2015/07/19/sanita-la-lottizzazione-in-diretta-le-intercettazioni-di-tutino-e-sampieri_649313/
Se ritorna in sella Crocetta, se si griderà al complotto, al golpe, anche queste registrazioni saranno considerate una montatura ?
Potranno considerarsi tutti gli addetti ai lavori, che non potevano non sapere, esentati dal contribuire a fare chiarezza ?
In nome della poltrona, forse, finirà così ! Tutto finirà come con la borsa termica o il pareo allegati al settimanale di gossip estivo o appioppati dal ‘vu cunprà’ sulla spiaggia, la legalità e la trasparenza solo il piacere di un attimo fuggente.
