di Vilnius Nastavnic
I saggi discettano sul nome, i tassisti litigano per le postazioni, i sindaci si azzuffano a suon di comunicati
Invischiato nelle maglie delle leggi e delle normative italiane, oltre che nella melma della politica, l’aeroporto di Comiso non ha avuto mai vita facile, ha vissuto di inaugurazioni posticce, ha fatto sempre riferimento al Comune di Comiso, ma ha avuto mille corteggiatori e più ‘padroni’, più o meno occulti.
Una società di gestione che è controllata da quella dell’aeroporto di Catania, un sedime aeroportuale che risulta sui territori di Comiso e di Chiaramonte Gulfi e, in minima parte su quello di Vittoria.
Il Comune di Ragusa non ha collegamenti con l’aeroporto se non per il fatto di essere il capoluogo della provincia di appartenenza.
Si è molto discusso sul nome, sull’intitolazione, sull’opportunità di segnalare, già nella denominazione, il catalizzatore turistico dei flussi di passeggeri; a tal fine i tre comuni hanno verificato ipotesi di entrata nell’azionariato, ma, come in tutte le cose, senza soldi non si canta messa.
Le incertezze del governo regionale hanno costituito l’alibi per tutta una serie di questioni irrisolte, dovute, principalmente alla scelta, tutta italiana e siciliana in particolare, di non affidare tutto a gente competente ed esperta nel settore, sia per quanto riguarda le questioni prettamente aeroportuali ma più ancora per i rapporti con le compagnie aeree e tutto quanto attiene al marketing aeroportuale.
Da sfondo a questo scenario di incertezza sullo sviluppo futuro dell’aeroporto l’inesistente gestione locale del turismo, a stento giustificata dalla latitanza del competente assessorato regionale.
Bene o male si è andati avanti, si spera nella regione, la quale, a sua volta, considera indispensabile l’aiuto dello stato, per ora si lavora foraggiando le compagnie aeree e quasi acquistando le rotte, una politica che non si potrà praticare all’infinito.
Nelle more di uno sviluppo definitivo dell’aeroporto, si passa il tempo con zuffe di paese relative al servizio taxi e di noleggio con conducente.
Interminabili trattative per una semplicissima applicazione della legge che, come avviene spesso da noi, deve essere sottoposta alla trattativa, al confronto, alla concertazione, con l’inevitabile presenza delle organizzazioni datoriali che, nel nostro contesto, non possono mancare mai.
Comprensibile che una categoria notoriamente potente, ma nelle grani città, possa avvertire, al suo interno, localmente, fibrillazioni dovute all’aumento esponenziale di taxi e di tassisti, ma che la querelle coinvolga, addirittura, i sindaci dei comuni interessati è semplicemente paradossale.
Sentiamo odore di riunione in prefettura, dove, fortunatamente, per la presenza di una persona, padrone di casa, perfettamente adeguato al ruolo importante che riveste, per autorevolezza, competenza e, soprattutto, savoir-faire, come, purtroppo, spesso non avviene sul nostro territorio, si dirimeranno le questioni, senza ulteriori stucchevoli polemiche.
Sono stati i sindaci di Ragusa, Vittoria e Chiaramonte Gulfi a prendere posizione forte contro il collega di Comiso, per aver, autonomamente, regolamentato, con una ordinanza, gli spazi da destinare ai taxi all’interno dell’Aeroporto di Comiso.
Per i tre sindaci, una decisione unilaterale, improvvisa e improvvida che non tiene conto delle legittime aspirazioni dei territori vicini, peraltro previste dalle normative che disciplinano la presenza di taxi e NCC all’interno degli aeroporti.
Una decisione che crea una frattura profonda nei rapporti improntati a spirito di condivisione e collaborazione, per mezzo di un dialogo che non può essere interrotto a piacimento.
Il sindaco di Comiso si è premurato a replicare, definendo ‘del tutto fuori luogo’ il comunicato dei colleghi, esagerato nei termini, per una ordinanza che non vuole interrompere il dialogo ma solo risolvere, in via provvisoria, nel pieno della stagione estiva e nel picco di arrivi e partenze all’aeroporto, ‘situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità e comportamenti che turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici e la fruizione cui sono destinati’.
Spataro addebita alle lungaggini del dialogo intrapreso alla necessità di porre rimedio a situazioni improponibili per l’aeroporto, richiamando la ostile posizione dei colleghi circa un auspicato principio di reciprocità tra i tassisti di Comiso e quelli degli altri comuni, fattore che impedirebbe una sintesi del confronto.
Addirittura giudica fortemente compromettenti, per la concertazione che sarebbe in atto, l’eventuale azione di tutela degli interessi delle rispettive città. Una mezza dichiarazione di guerra.
Sullo scontro si inserisce la CNA provinciale che, tramite il presidente provinciale, Giuseppe Santocono, e il segretario provinciale, Giovanni Brancati, esprime condivisione per il documento dei tre sindaci, alla luce della normativa vigente (D.Lgs. n. 422/1997, art. 14, comma 8: per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi rilasciate dai comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dal comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l’aeroporto ricade. I comuni interessati, d’intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune può rilasciare proporzionalmente al bacino di utenza aeroportuale.)
I responsabili provinciali della CNA sottolineano che, in caso di mancata intesa fra i comuni interessati, provvede il presidente della Regione, sentita la commissione consultiva regionale di cui all’articolo 4 della legge 15 gennaio 1992, n. 21”
Non lascia adito a interpretazioni la sollecitazione di CNA che chiede al sindaco di Comiso di ritirare l’ordinanza, invitando tutte e quattro le amministrazioni ad attuare immediatamente quanto previsto dalla legge, mettendo tutti da parte visioni campanilistiche e trovando in tempi brevissimi un accordo serio che venga incontro alle esigenze complessive, a partire da quelle degli operatori dei servizi Taxi ed Ncc.
Santocono e Brancati non esitano a bacchettare anche la SOACO, ente gestore dell’aeroporto, che deve ‘prendere finalmente posizione sulla questione e intervenire per un sereno componimento della diatriba in corso’, auspicando, “con forza, che venga posta la parola “fine” ad una vicenda stucchevole, che non fa certo onore al nostro territorio a fronte dei numerosi turisti che sbarcano in aeroporto e che non consente a tutti gli operatori di svolgere serenamente la propria attività”.
