“Lo avevamo detto”

Non è ancora dato sapere quali provvedimenti intenderà adottare la Corte dei Conti in ordine ai rilievi evidenziati per i bilanci 2015 e 2016 del Comune di Ragusa e, in particolare, sulla mancata rendicontazione delle somme derivanti dall’introito delle royalties petrolifere.
Qualcuno ha voluto stabilire paralleli con l’analoga vicenda di Gela, per la quale la Corte dei Conti, nel maggio scorso, ha emesso una sentenza, rimandando gli atti alla Procura della stessa Corte dei Conti, per il risarcimento del danno erariale e alla Procura della Magistratura ordinaria per gli eventuali profili di ordine penale.
In attesa delle decisioni, gongolano quanti avevano messo in discussione l’utilizzo delle royalties per spese correnti, invece della destinazione prevista per legge.
In particolare l’on.le Nello Dipasquale, che aveva presentato uno specifico esposto appunto alle due procure, dopo averne dato pubblica notizia, e Maurizio Tumino che, nella veste di consigliere comunale, aveva, addirittura, presentato un Ordine del Giorno che fu discusso, e respinto, in aula, nella seduta del 19 settembre 2016.
Le norme sull’utilizzo delle royalties sono, in sostanza, abbastanza semplici, ancorché permettano un vasto campo di applicazioni ma mirate.
In particolare, i Comuni devono destinare le somme derivanti allo sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, all’incremento industriale e agli interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni.
Al tempo, l’assessore Stefano Martorana spiegava che le royalties erano state utilizzate per quelle spese, non obbligatorie del Comune, destinate ai servizi, al welfare, alla cultura e allo sport, che vengono assicurati alla collettività.
La tesi dell’amministrazione era quella secondo cui, senza il provvidenziale apporto delle royalties e sotto la scure dei tagli, nazionali e regionali, che avevano ridotto le entrate, dal 2010, di ben 28 milioni di euro, non si sarebbero potuti garantire servizi come il trasporto degli alunni, gli asili nido e la refezione scolastica che sono, parzialmente o totalmente, a carico dell’ente, con sostanziali risparmi per la comunità.
L’assessore faceva intravedere gli scenari, apocalittici per una città come Ragusa, di mancanza di asili nido, di chiusura della piscina e di altri impianti sportivi, di assenza di servizi essenziali che sono stati, da sempre, fiore all’occhiello della nostra comunità.
Ed evidenziava che la crescita dei proventi, nel 2015, consentiva di destinare 11.165.000 di euro per investimenti (opere pubbliche e manutenzioni straordinarie).
Numerose erano le voci rilevanti per la spesa sociale, in totale 6.300.000 euro, quali le spese per i centri diurni dei disabili, il servizio socio-psicopedagogico, gli scuolabus e la refezione scolastica.
Per lo sport spiccavano i 230.000 annui per la piscina, mentre 99.500 euro sono previsti per lo sviluppo economico e 90.000 euro per arte, musica e spettacolo.
Nella stessa occasione, nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata per rispondere ai rilievi sull’utilizzo delle royalties, il sindaco Piccitto ci teneva a evidenziare le spese e gli investimenti nel campo dell’efficientemente energetico, soffermandosi, in inoltre sui programmi, inevitabilmente a lunga scadenza, dell’anagrafe tributaria e delle politiche ambientali che erano destinati a cambiare il volto della città.

Di tutt’altro parere l’on.le Dipasquale che intravedeva, dai bilanci del Comune di Ragusa, un uso distorto di questi introiti, utilizzati per il personale, per l’acquisto beni, per la prestazione di servizi e per contributi, e annunciava, in Assemblea Regionale Siciliana, l’esposto alla Procura della Corte dei Conti.

Maurizio Tumino, della questione ne fece oggetto della sua attività consiliare, presentando un Ordine del Giorno che fu firmato anche dai componenti il suo gruppo, Peppe Lo Destro, Giorgio Mirabella, Elisa Marino e Angelo la Porta, con il quale, considerati gli introiti che, alla data della discussione in aula, assommavano a oltre 70 milioni di euro, considerato che nei bilanci previsionali e consuntivi del Comune di Ragusa non era stato mai riportato un dettaglio delle destinazioni di spesa, considerato che il Comune non aveva mai destinato le somme agli scopi previsti dalla legge, spalmando le stesse sul bilancio comunale senza dare riscontri tangibili al cittadino, intendeva impegnare l’amministrazione per predisporre, entro i termini di presentazione dei bilanci, un ‘piano finanziario di utilizzo delle royalties’, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.
Inoltre, l’Ordine del Giorno di Maurizio Tumino intendeva rendere obbligatoria, entro i termini della presentazione del rendiconto di gestione, per la Giunta, la redazione di una relazione, da sottoporre al Consiglio Comunale, contenente il dettaglio sulla realizzazione degli interventi effettuati con le royalties, già approvati, in sede di previsionale, dal Consiglio Comunale.
Un atto che mostrava delle semplici ma chiare idee di Tumino in ordine al controllo del Consiglio Comunale sulle strategie di utilizzo delle somme in questione, attraverso metodi che non avrebbero potuto consentire una interpretazione distorta della normativa. Atto che fu bocciato, nonostante l’astensione di tre consiglieri della maggioranza grillina, vanificata dalle assenze di numerosi esponenti delle opposizioni.
In occasione della discussione in aula, il consigliere Tumino ebbe modo di sfoggiare la consueta dimestichezza con la materia amministrativa e l’insuperabile vena dialettica che metteva in evidenza i limiti dell’azione della maggioranza.
Ebbe modo di evidenziare come le risorse delle royalties erano state spese male, non secondo le norme e non in risposta ai bisogni reali della città.
Somme destinate, diceva Tumino, “per foraggiare gli amici del cerchio magico, per pagare spettacoli, feste, festini, una cosa non buona, che non si poteva ascrivere al merito di un amministratore che, in campagna elettorale, aveva detto che sarebbe stato diverso dai suoi predecessori.”
Occorreva quindi, secondo Tumino, che il Consiglio Comunale si fosse dotato di uno strumento efficace di controllo per far sì che i proventi delle royalties fossero utilizzati secondo quanto dettato dalla legge che gli amministratori 5 Stelle non volevano rispettare per poter adottare utilizzi secondo interpretazioni di convenienza.
Maurizio Tumino faceva notare, anche ai colleghi della maggioranza, come loro stessi non avevano contezza di come operava la Giunta, di come erano spese le somme in questione, di dove fossero finite, e invitava la Presidenza del Consiglio ad un sussulto di serietà, non essendo più momento di dire bugie.
Questo diceva Tumino in aula, seguito dall’intervento del consigliere grillino Fornaro che, nel contesto delle contorte strategie pentastellate, in qualità di secondo firmatario di un ordine del giorno sulla materia, recitava (è proprio il caso di dirlo) quanto segue: “ con questo Ordine del Giorno chiediamo e impegniamo l’amministrazione di voler specificare come intende utilizzare le somme derivanti dalle royalties, chiedendo, altresì, nel contempo, che le stesse vengano utilizzate esclusivamente per interventi di bonifica ambientale, di efficientamento energetico, interventi in favore di piccole e medie imprese, per la realizzazione di opere pubbliche e manutenzioni, interventi nell’ambito del welfare, della cultura e dello sviluppo economico”
Considerate queste ultime parole di Fornaro, estratte dal verbale della seduta, si ha contezza del teatrino fatto vivere in aula dal truppone pentastellato, per cinque anni, e si ha modo anche di capire l’implosione del Movimento 5 Stelle a Ragusa.
Sarà interessante, a questo punto, dopo il verdetto della Corte dei Conti, capire quali saranno le reazioni dei pentastellati ancora oggi in Consiglio Comunale.

 

Fra le foto, quelle relative alla conferenza stampa convocata dall’amministrazione, nel 2016, per rispondere ai rilievi sull’utilizzo delle royalties, con il corredo delle slide, inerenti l’argomento, presentate dall’assessore Martorana

Ultimi Articoli