RagusAttiva 5 Stelle accosta Federico Piccitto ai Grandi della Terra per le questioni ambientali

di redazione
Consigli e sollecitazioni all’amministrazione pentastellata, con particolare attenzione all’utilizzo delle royalties

Questo giornale ha guardato sempre con attenzione e  grande disponibilità ai temi sollevati dal meetup RagusAttiva 5 Stelle, naturalmente dalla sua costituzione, dopo la scissione dal primo e unico meetup di Ragusa, in coincidenza con l’apertura all’esterno, in controtendenza a quanto avveniva prima, quando poco o nulla si sapeva di riunioni, incontri e decisioni.
Continuiamo a seguire con interesse i comunicati del meetup e speriamo, ardentemente, che i contenuti non diventino solo strumentali e finalizzati a costituire arma verbale contro i sodali di una volta.
Vorremmo che, innanzitutto, si facesse chiarezza di fronte a quanto affermato dai grillini di Ragusa e di fuori Ragusa: evitando i giochi di parole e gli artifici sintattici, vorremmo sapere se un qualsiasi meetup parla a nome del gruppo come libera associazione o come emanazione periferica del Movimento 5 Stelle.
Chi, in periferia, è autorizzato a parlare a nome del Movimento 5 Stelle ? Perché, se, come si legge e come si sente dire all’interno del Comune, nessuno, al di fuori degli eletti e dell’amministrazione, è legittimato a comunicare con l’esterno a nome dei 5 Stelle, possiamo accettare ogni comunicato ma, per non creare confusione tra la gente, si dirà che è un comunicato di opposizione al Sindaco e alla amministrazione comunale del Movimento 5 Stelle, come lo sono quelli di Elisa Marino, Gianluca Morando, Angelo La Porta o Carmelo Ialacqua, anche se più autorevoli in quanto legittimati dal mandato degli elettori .
Sentire parlare contro i 5 Stelle da altri  5 Stelle o, comunque, da sostenitori o simpatizzanti del Movimento lascia perplessi, soprattutto se i temi sono sempre gli stessi e riconducibili a componenti ben identificate del gruppo.
Anche prima della scissione, l’amministrazione non aveva adempiuto a molta parte del programma elettorale, segnatamente anche per i temi ambientali, ma nessuno aveva mai diffuso comunicati in tal senso.
A cominciare dal bilancio partecipato, titolo del comunicato che appresso pubblichiamo integralmente,di cui, però, non c’è cenno nel testo.
La delusione, a Ragusa, ancora non è molta, anche se le opposizioni parlano di un calo di consensi notevole, ma chi è deluso lo è, soprattutto, perché non ha visto la rivoluzione e percepisce, piuttosto, ancora molto della vecchia politica.
Se a ciò si aggiungono, nel migliore stile dei partiti attuali e di una volta, contrasti, liti, beghe interne, correnti, circoli e meetup, allora i ragusani hanno sbagliato rivoluzionari, occorrerà cercarne di altri.
Questo il comunicato diffuso, che si occupa, eminentemente della destinazione che sarebbe opportuna per le royalties, in direzione della riqualificazione  e del risparmio energetici,  in funzione ambientale:

CHE FINE HA FATTO IL BILANCIO PARTECIPATO, CHE FINE HANNO FATTO LE ROYALTY ?
Il 2015 sarà ricordato come l’ anno della crisi dell’Unione Europea, dello scandalo delle emissioni inquinanti da parte delle case automobilistiche, delle migrazioni bibliche degli ultimi e di profughi verso l’Europa.
Verrà anche ricordato per l’enciclica di Papa Francesco dal titolo “Laudato Sì“, per i suoi interventi davanti al Congresso degli Stati Uniti e davanti all’Assemblea Generale dell’ONU. Papa Francesco a Washington, rivolgendosi a Barack Obama in merito ai cambiamenti climatici, ha affermato che “non abbiamo adempiuto ad alcuni impegni”; ora è giunto il momento di “onorarli “, auspicando un accordo alla Conferenza sul Clima che si terrà in dicembre a Parigi. Inoltre Papa Francesco, all’Assemblea Generale dell’ONU, ha affermato che “la distruzione dell’ambiente” può mettere in pericolo la stessa esistenza della vita umana.
In merito a tali importanti temi gli USA abbasseranno del 32% la CO2 entro il 2030 e la Cina, a  partire dal 2017, limiterà fortemente le emissioni di anidride carbonica.
Tutti auspicano che, considerato le premesse e visto l’accordo tra i grandi della terra, alla Conferenza sul Clima di dicembre a Parigi ci sia un accordo per salvare il pianeta, limitando l’aumento della temperatura terrestre entro i 2 gradi.
E’ chiaro che a questo obiettivo debbono concorrere tutti, Stati Nazionali e Comunità Locali.
Verso le Comunità Locali, quindi i Comuni, l’Unione Europea ha promosso da qualche anno il Patto dei Sindaci (PAES). Interventi locali per ridurre la CO2.
Il Comune di Ragusa ha firmato l’anno scorso questo Patto senza, ad oggi, attuarlo.
Eppure le risorse ci sarebbero. Oltre 28 milioni di euro per il 2014 incassati come Royalties, quali proventi dalle estrazioni petrolifere.
Queste somme potrebbero essere utilizzate per ridurre la CO2 a livello locale, ma anche per dare una svolta alla problematica situazione economica della Città.
Standard and Poor’s, nel report sull’Italia, pur rimarcando un miglioramento, mette in evidenza la mancanza di investimenti per migliorare l’occupazione e i redditi dei cittadini.
Quale migliore occasione delle Royalties.
Usare questi fondi per investirli nelle rinnovabili, per l’efficientamento e risparmio energetico, per l’adeguamento antisismico degli edifici comunali (vedasi anche gli edifici scolastici), attuando in tal modo uno dei Principi Fondamentali del Movimento Cinque Stelle.
Tema e “Stella” in merito alla quale tutti i nostri Parlamentari si stanno spendendo nelle loro rispettive sedi  Istituzionali, quali i parlamenti europeo, nazionale e regionale.
Assistiamo invece ad un uso improprio delle Royaltes. Finanziare opere pubbliche usando l’identico metodo usato della precedente amministrazione.
Sarebbe stato molto più coerente, verso i Principi del Movimento, stimolare il settore edilizio con l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico degli edifici comunali (vedasi anche gli edifici scolastici).
I benefici si toccherebbero con mano: incidere sul grave fenomeno della disoccupazione, ottenere risparmi negli anni futuri per il bilancio comunale.
Si sarebbe data una risposta concreta a ciò che, da due anni, chiedono Ance, CNA, Legambiente Ragusa e Ordine degli Architetti.
Verso i Principi del Movimento, sarebbe stato molto più coerente, sostenibile e rivoluzionario aver utilizzato per la città:
1.           13 milioni di euro per la riqualificazione energetica di 13.000 mq di edifici pubblici;
2.           5 milioni di euro per creare una rete comunale di trasporto pubblico su gomma per circa 1,3 milioni di km contro i 500.000 attuali;
3.           6 milioni di euro come prima di due annualità per costruire le stazioni della metropolitana di superficie, al posto di improbabili e antistorici parcheggi a Ragusa Superiore e Ragusa Ibla, proposti dalla parte del consiglio comunale amante della cementificazione del suolo;
4.           3 milioni di euro per 1,5 MW di fotovoltaico (12.000 mq);
5.           800.000 euro per l’impianto di teleriscaldamento: infrastruttura necessaria per riscaldare la piscina comunale, la struttura per anziani e tutti gli impianti sportivi di contrada selvaggio;
6.           700.000 euro per circa 10 km di piste ciclabili.
Oggi l’Amministrazione Ragusana ha una grande ed unica occasione: dare una svolta alla Città riconvertendo un’economia, che nel passato è stata basata sulla cementificazione dei suoli, verso la Green Economy, ormai evocata come una delle soluzioni ai problemi del pianeta. 

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