Roberto Speranza a Ragusa per Articolo UNO – Movimento Democratico Progressista

Una proposta di Ordine del Giorno dell’avv. Angela Barone per la giovane eritrea vittima dell’episodio di intolleranza al Maria Paternò Arezzo sarà oggetto di una interrogazione parlamentare del segretario nazionale del partito

Assemblea programmatica dei Articolo Uno MDP di Ragusa, presso la sede di vico Cairoli, a Ragusa, organizzata dal senatore Gianni Battaglia e dal suo gruppo di fedelissimi, con in testa Angela e Mimmo Barone, in occasione della visita a Ragusa del segretario nazionale Roberto Speranza che era accompagnato dal segretario regionale, l’on,le Giuseppe Zappulla, di Siracusa e dal responsabile organizzativo, Domenico Siracusano, di Messina.
Un incontro assai partecipato, al quale erano invitati anche i rappresentanti degli organi di informazione ma al quale il senatore Battaglia ha voluto dare un taglio squisitamente interno per favorire un ampio e disinibito dibattito quale quello che si è sviluppato, rivelatosi, per il livello degli interventi, estremamente interessante e qualificato.
Il senatore Battaglia ha presentato gli ospiti e ha voluto ricordare agli amici convenuti la cronistoria recente del partito, o, meglio, di quello che si doveva costruire, impantanato in una lunga ed estenuante fase organizzativa, successiva al risultato elettorale non esaltante.
Un progetto politico, quello di Liberi e Uguali che già abbiamo avuto modo di giudicare compromesso in partenza da ambizioni, da protagonismi, da diritti di primogenitura e da tentativi di acquisizione delle posizioni di vertice che hanno rilevato, sin dall’esordio, limiti eccessivi per una forza politica con percentuali irrisorie, rese appunto tali anche dai miraggi che qualcuno rifletteva sul popolo della base.
Roberto Speranza ha proseguito a Ragusa un giro di riunioni in tutta Italia, nelle varie realtà locali del partito, perché vuole rendersi conto, personalmente, delle istanze e delle aspettative della base, finalizzate alla costituzione di un partito di sinistra, un partito rosso-verde che coniughi le istanze della moderna socialdemocrazia con quelle ambientaliste, un partito che vuole essere bandiera di una sinistra scevra dalla contaminazioni provenienti da destra e lontana dalle esagerazioni della sinistra antagonista.
Partendo dai risultati di tre ultime importanti competizioni elettorali, in ambito internazionale, Speranza ha ricordato la vittoria di Bolsonero in Brasile, gli esiti delle elezioni amaricane di medio termine e il crollo della SPD in Germania, evidenziando l’avanzata delle destre che riescono a rispondere alle istanze dei ceti popolari, che vogliono, e per il momento riescono, a unire i poteri forti e i ceti popolari delusi.
L’Italia sta dentro questo mondo nuovo, con la grande contraddizione del governo giallo-verde la cui nascita non era inevitabile: un grosso errore del PD aver consento questa unione rifiutando di cercare l’intesa con i pentastellati, un errore storico che ha lascito i 5 Stelle nelle mani di un protagonista oggi visto come il capo del paese.
Un errore storico perché l’alleanza PD-5Stelle non avrebbe, comunque, consentito l’avanzata della destra che rischia di fagocitare gli uomini di Grillo.
Di fronte a questo scenario, all’Italia serve un partito fortemente progressista, della sinistra e del lavoro, che non può essere il PD perché ha esaurito la sua funzione storica. Si è tentato di fare coesistere liberismo, economia e socialismo, ma quella fase politica è finita, – ha detto Speranza – quella della globalizzazione espansiva.
Lo schema – ha continuato – non può essere PD o sinistra antagonista: serve un partito nuovo, popolare, ecologista, progressista. L’appuntamento di Roma del 16 dicembre, l’assemblea nazionale di Articolo UNO – MDP deve essere, nelle intenzioni del segretario nazionale che trovano ampio consenso nella base, una grande operazione di ripensamento su grandi questioni, capitalismo, Europa, stato e mercati, welfare, una ricostruzione qualificata del partito per metterlo in grado di scardinare il nuovo sistema Lega – 5 Stelle.
Roberto Speranza non ha negato le difficoltà del progetto ma si è detto fiducioso che molti hanno capito quale può essere la via per riportare la vera sinistra ad un ruolo di protagonista in Italia.
Molto attento ai numerosi qualificati interventi è stato Roberto Speranza nella consapevolezza di trovarsi davanti ad un dibattito di qualità, utile e positivo, che avrebbe espresso il senso di una storia della sinistra che c’è in Sicilia e, in particolare, a Ragusa.
Il sostegno e la condivisione più qualificati sono arrivati da Mimmo Barone che si è detto disponibile e pronto per una azione concreta a favore della nascita di un partito laburista, socialista, di sinistra, un partito che deve supplire alla latitanza politica del PD, privo, ormai, di anima e di anime, e, presto, anche di Renzi che uscirà e contribuirà alla evaporazione del partito stesso.

Per l’avv. Barone c’è solo Articolo UNO – MDP, l’unico che può rappresentare la vera storia della sinistra, che deve muoversi come sa fare, deve gestire, deve affrontare le questioni storiche senza indugiare sui social che non fanno parte del DNA della sinistra: si deve tornare sulle piazze, per un sereno confronto, anche con le forze politiche rivali, fra la gente e per la gente, senza la retorica e la verbosità che contraddistingue l’attuale dialettica politica.

A Mimmo Barone ha fatto eco Angela Barone con una analisi sul fenomeno Salvini che ha utilizzato strutture, idee e fenomeni sociali che nelle sue aree di riferimento sono sistema: “per chi vuol ricostituire un vero partito di sinistra, serve prioritariamente, ritrovare la coesione sociale con il nostro mondo e con il nostro popolo, che abbiamo perso, abbiamo perso la connessione con il tessuto sociale”
“Il nostro problema – ha continuato Angela Barone – non è trovare un leader ma trovare il momento in cui noi popolo parliamo con il nostro partito, dobbiamo ritrovare il tema, manca il rapporto diretto fra la società e la rappresentatività politica”
Favorevole al confronto con intellettuali, associazioni, gruppi organizzati, tutte quelle espressioni che, in mancanza dei partiti vanno in piazza per esternare gli obiettivi, ha fatto appello al recupero di quel contenitore di idee e di opinioni che fanno parte di quel passato che non è stato del tutto negativo, per ricreare quel confronto, quella discussione per elaborare teorie e coinvolgere chi ha voglia di tornare a partecipare. “Si deve tornare sulle piazze” ha concluso Angela Barone, non prima di evidenziare il momento di crisi democratica gravissima che peserà sulle nuove generazioni.
Serve un confronto discusso, non imposto dal leader, in un momento assai particolare della nostra storia nel quale coesione, solidarietà e antifascismo, una volta valori assodati, debbono essere, ora, di nuovo valori da difendere.
Partendo poi da considerazioni sull’errore nell’affrontare il binomio immigrazione – sicurezza con una mistificazione che aiuta la deriva totalitaria, Angela Barone ha sottolineato la necessità di recuperare i valori che hanno contraddistinto la sinistra a Ragusa e ha citato il caso della giovanissima mamma eritrea vittima di un tentativo becero di emarginazione che ha evidenziato come, in città, si sia perso il senso della solidarietà, una volta elemento distintivo della nostra società.
Fatto grave per il quale l’avv. Barone ha chiesto la stesura di un ordine del giorno che contribuisca a farci ritrovare la nostra identità, proposta che è stata accettata da Roberto Speranza e sarà da fatta oggetto di una interrogazione parlamentare dedicata.

Prima delle conclusioni dell’on. le Speranza, è intervenuto il segretario regionale del partito, l’on.le Giuseppe Zappulla che ha condiviso le posizioni del leader nazionale e si è detto compiaciuto per il contenuto degli interventi che hanno colto aspetti fondamentali per il progetto di rinascita del partito.
“Servono i cosiddetti ‘pensieri lunghi’, ha detto Zappulla, servono studio, ricerca, intellettuali, la sinistra ha sempre anticipato i cambiamenti, i mutamenti, economici, sociali, culturali, la sconfitta è dovuta all’incapacità di continuare a prendere i fenomeni”.
“Occorre ritornare a intervenire sulle condizioni di vita delle persone, serve dire cosa pensiamo delle pensioni, del mercato del lavoro, della progressività fiscale, dobbiamo essere in grado – ha continuato l’on.le Zappulla – di spaziare dalle buche sulle strade alle questioni dello Stato, o ci presentiamo con idee proprie o continueremo a viaggiare nel deserto, come nel recente passato nel quale – ha detto testualmente, con rara incisività – abbiamo fatto una ‘caterva di cazzate’.
“Oggi potremmo e dobbiamo esser noi a guidare la carovana che può e deve uscire dal deserto, per sfuggire anche ai tanti miraggi che ci hanno obnubilato la mente. Dobbiamo essere più insistenti, più radicali, dobbiamo sfruttare la nostra disponibilità, che è unica, ad auto scioglierci per creare una nuova forza”.

Ha chiuso l’incontro Roberto Speranza che ha auspicato la comprensione dell’appello a trasferire sul territorio l’operazione 16 dicembre, per rendere concreta la possibilità di una alternativa politico-culturale a chi ci governa.
Serve scomporre i blocchi che ci sono, serve far esplodere le contraddizioni interne al PD e ai 5 Stelle, compromessi entrambi dal rapporto con le destre, portando all’attenzione un fenomeno che, da noi è anche locale: “dove i blocchi di potere non possono fare contemporaneamente maggioranza e opposizione”.
L’alternativa si deve costruire ricostituendo un a identità di sinistra, si deve restituire alla gente l’idea di una forza politica vicina al popolo e alle sue istanze, come ha fatto Salvini che ha incrociato la sensibilità delle persone su quei temi per i quali la sinistra non ha saputo parlare, solidarietà, inclusione sociale erano le bandiere della sinistra, da sinistra deve arrivare una risposta al disagio ella gente, alle paure che non possiamo ignorare.
Occorre ritornare in sintonia con il popolo e ritrovare forza e identità sul piano culturale prima che su quello politico.

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