di Cesare Pluchino
Se non troveranno gli scranni occupati dal Commissario Regionale, i consiglieri potranno votare lo strumento finanziario
Un lungo iter, sofferto, per il Bilancio di Previsione 2015 del Comune di Ragusa
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Un atto, teoricamente da presentare al 31 dicembre dell’anno precedente, che la maggioranza pentastellata, che sostiene l’amministrazione Piccitto insieme con Partecipiamo, assicurava pronto per il mese di febbraio.
Un atto che non era definito nemmeno al 30 luglio, termine fissato dal governo, che poteva slittare al 30 settembre.
Quando, alla fine della tormentata vicenda, l’atto poteva approdare in Consiglio, ci si accorge che mancano i pareri dei revisori dei conti.
Con estrema nonchalance, non si sa se dettata da ignoranza o incoscienza, oppure ancora da un attento calcolo politico infarcito da rischio calcolato, forse anche sperando nell’ennesima proroga, che, però, non arriva, si convoca il Consiglio per il giorno 7 ottobre, data per la quale viene assicurato, dal Collegio dei Revisori, l’inoltro dei pareri, ancorché non vincolanti per l’esame in aula.
Scoccata l’ora fatidica dell’inizio dei lavori, il civico consesso potrà tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.
Per le mattine dei giorni 5 e 6 ottobre era stata convocata la 4ª Commissione Risorse per esaminare lo strumento finanziario, dopo la seduta annullata del 29 settembre: il Presidente dell’organo, Maurizio Stevanato, con apposito comunicato, parlava della “convocazione di una full immersion in commissione Risorse per visionare il bilancio di previsione”.
Bastava dire che si mettevano a disposizione due sedute per l’esame dell’atto, secondo i canoni consueti, in orario mattutino, anche se in coincidenza con l’orario di lavoro di qualche consigliere, senza parlare di immersione totale per delle semplici sedute che ben poco hanno sviscerato dello strumento finanziario.
La prima seduta, di lunedì 5 ottobre, ha visto una relazione di presentazione dell’assessore al Bilancio, che ha tracciato le linee del previsionale 2015, mettendo in evidenza le difficoltà derivanti dalla nuove normative sull’armonizzazione contabile che hanno complicato, non poco, la redazione degli atti.
Un bilancio di 199.444.000 euro che gode, fortunatamente, dell’introito delle royalties che sopperisce ai tagli dei governi nazionale e regionale e ai debiti fuori bilancio che hanno appesantito, ulteriormente, le casse comunali, secondo la visione classica di Martorana, claudicanti per scelte non condivise del passato.
Dietro il paravento infiorato che l’assessore ostentava ai commissari, come, del resto, farà in aula, davanti a tutti i consiglieri, l’opposizione trovava il parere del Collegio dei Revisori espresso, ancora una volta, a maggioranza.
Era la consigliera Sonia Migliore, che, già nella settimana precedente, aveva svelato in conferenza stampa numerose criticità di questo bilancio, ad evidenziare questo aspetto e a spiegare le criticità dell’atto per le quali aveva inoltrato due pregiudiziali al Segretario Generale e aveva predisposto idonea documentazione per la Procura della Corte dei Conti e per il Servizio Ispettivo dell’assessorato regionale agli enti locali.
I rilievi ripercorrevano analoghe eccezioni sollevate da uno dei revisori, che inficiavano la classica auspicata unanimità, come accaduto, di recente, per altri atti.
I contenuti delle eccezioni sono gli stessi che la Migliore aveva illustrato in conferenza stampa, i dettagli relativi ai servizi indivisibili che la TASI dovrebbe coprire e l’indicazione analitica della copertura dei costi, che dovrebbe essere di competenza del Consiglio Comunale, ancora la mancanza della relazione sugli interventi con i fondi della Tassa di Soggiorno, che non vede la specifica della destinazione percentuale della Tassa stessa che deve essere presentata al Consiglio.
C’è poi il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, senza parere dei revisori e sfalsato nelle corrispondenze con il bilancio dal maxiemendamento dell’amministrazione che ne ha stravolto le linee generali che si rifanno allo strumento finanziario.
Eccezioni che, in ogni caso, sia pure a maggioranza, hanno ricevuto il consenso del Collegio dei Revisori, per cui non sarebbero opportune discussioni e polemiche, fatti salvi i diritti di denunciare quanto non ritenuto regolare alle autorità superiori.
In questo, forse, si cela l’essenza della questione, una fondamentale consapevolezza dei tempi lunghi della giustizia amministrativa per la quale l’opposizione che ancora resiste nell’opporsi alla Giunta Piccitto e alla maggioranza 5 Stelle vede svanire i sogni di caduta del governo cittadino, ancorché fossero riconosciuti eccezioni e rilievi.
Ecco, allora, l’ennesimo tentativo di Sonia Migliore, nella seconda seduta che ha visto parlare ancora meno di bilancio, di colpire ai fianchi gli avversari politici che scivolano sulla puntuale leggerezza, la cui genesi sta a metà tra la totale inesperienza politica e l’arrogante supponenza di chi si crogiola nella certezza dei numeri bulgari che, tutto, alla fine, sistemano.
Il parere dei revisori, per come precisato dal Presidente del Collegio, è stato inoltrato, tramite PEC, nella serata di sabato 3 ottobre. Il protocollo ha recepito e registrato l’invio solo nella mattinata di giorno 5.
Legittime le proteste di Sonia Migliore che non sa spiegarsi come il Presidente della Commissione, Stevanato, ostenti il carteggio, con relativi suoi appunti, segnale di un esame già avvenuto della documentazione, ancora prima della seduta di commissione di lunedì 5. Possesso di carte per il quale Stevanato non fornisce utile spiegazione alle ufficiali proteste, nella seduta, del consigliere per la mancanza di rispetto istituzionale. Perché solo alcuni consiglieri possono avere prima la documentazione ?
All’inizio della seconda seduta, accade di peggio: la Migliore porta la fotocopia di un articolo di un quotidiano locale, pubblicato in data domenica 4 ottobre, con virgolettati riferibili espressamente al documento dei revisori contenente i pareri, materiale che, considerati i tempi di stampa del giornale, era a disposizione del giornalista già nel pomeriggio di sabato 3 ottobre.
Fatto di inaudita gravità, che la Migliore sottopone all’attenzione della Commissione, in particolare del Presidente e dei revisori Rosa e Mazzola che non danno, però risposte.
Per Stevanato non resta che chiedere al giornalista chi ha fornito la documentazione, ma, nonostante l’ingresso nella sala commissioni dello stesso giornalista, non fa seguire fatti alle parole. Come, del resto, non fornisce spiegazioni sul suo possesso delle carte in oggetto.
Sulla vicenda si registra una nota del consigliere Migliore, della quale ci occupiamo in altra parte del giornale.
Per il reso la seduta vivacchia sui medesimi rilievi di cui sia accennava, che sono ancora sottoposti ai revisori, i quali si limitano ad evidenziare le parti della loro relazione che ne affrontano, con parere positivo, l’analisi.
Dopodiché l’atto passa in votazione, viene approvato, il gettone è guadagnato e i commissari possono riprendere a respirare dopo la ‘full immersion’.
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