di Cesare Pluchino
Non è una vera e propria rivoluzione, ma resta una delle prime azioni forti dell’amministrazione Piccitto, improntata ad uno spirito green e inserita nella linea programmatica della ‘città dei parchi’
Primo grande intervento in tema di urbanistica per la città di Ragusa, da parte dell’amministrazione Piccitto.
Una variante al Piano Regolatore Generale per l’area dell’ ex Parco Agricolo Urbano, e aree limitrofe, e per l’area di Edilizia Residenziale Pubblica, importante, innanzitutto, per l’estensione che comprende quasi la metà del PRG (300 ettari su un totale di 660).
Un provvedimento che attiene a due comparti fondamentali, edilizia convenzionata e parco agricolo urbano, che rilanciano la città in tema di sostenibilità ambientale in linea con i principi programmatici del Movimento 5 Stelle e dell’amministrazione.
La variante, comprende una estensione territoriale di particolare rilevanza e con diverse destinazioni di zona per cui coinvolge, in maniera trasversale attori diversi individuabili nelle associazioni di categoria e negli stessi proprietari dei terreni: in tal senso, prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio Comunale sarà attivata specifica concertazione pubblica con i portatori di interesse, precisamente nei giorni 16 ottobre con i proprietari di aree di edilizia convenzionata, 17 ottobre con i proprietari di aree del parco, 20 ottobre con tutti i soggetti interessati.
Convocata una apposita conferenza stampa per illustrare i provvedimenti: assente, per improrogabili impegni, l’assessore Salvatore Corallo, è stato Il Sindaco, Federico Piccitto a parlare della variante coadiuvato dall’arch. Marcello Dimartino, dirigente del settore pianificazione urbanistica, e dall’architetto Aurelio Barone, caposervizio dello stesso settore.
Messa i risalto la fondamentale riduzione della possibilità di costruire, nell’area PEEP, e la sistemazione di tutta l’area del parco agricolo urbano, per un riordino complessivo di una situazione abbastanza complicata, propedeutica agli atti necessari per il PRG e conducente alle finalità obiettivo del programma elettorale.
Il Sindaco ha sottolineato il grande lavoro degli uffici per questa variante he riguarda le zone di espansione della città e, con l’architetto Dimartino, ha sottolineato gli obiettivi principali, una riduzione del consumo di suolo, l’eliminazione della frammentazione edificatoria, la creazione di un parco di oltre 30 ettari che poche città possono vantare, la futura realizzazione di 10 km di pista ciclabile.
Per le arre PEEP, su un totale di circa 1.600.000 mq, al netto del 30 % utilizzato, circa 480.000 mq, 660.000 mq saranno interdetti alla costruzione. Per la restante parte, poco meno di 500.000 mq, saranno tutelati i piani costruttivi attuati al 30 giugno 2015.
L’obiettivo dell’amministrazione può sembrare eccessivamente liberista, in controtendenza a principi ambientalisti, ma si vuole evitare, assolutamente, di cadere in contenziosi che potrebbero danneggiare il Comune, anche in futuro.
Si tenterà di recuperare il più possibile dei 500.000 mq, attraverso una strategia che cercherà di imporre al proprietario che vuole costruire, di mantenere il possesso dell’area come verde agricolo, godendo del diritto edificatorio in altra area che sarà messa a disposizione dal Comune, adiacente alle altre edificate, per sfruttare la rete dei servizi e delle infrastrutture, con notevoli risparmi.
Si cerca, in tal modo, di rimediare ad una anomalia che ebbe origine da un atipica e inusuale valutazione dei costruttori sul fabbisogno abitativo, che fu condivisa dalla regione e supportata dal TAR che escluse il ricorso di Legambiente, in quanto non titolata ad eccezioni in merito.
Come ha evidenziato l’architetto Barone, il PEEP era una semplice perimetrazione che racchiudeva edificabilità disordinata, in mano ai privati: individuando aree specifiche dove poter costruire, si vuole provvedere a concentrare le costruzioni, permettendo più verde all’esterno, meno strade, meno fognature, meno costi di linee elettriche.
Non si è potuto adottare un taglio netto, come, invero, avrebbero desiderato gli esponenti del Movimento 5 Stelle, senza correre il rischio di espropriare illegittimamente dei diritti edificatori acquisiti anche con il pagamento delle relative tasse, per anni.
No ad una sperequazione sociale dagli effetti incontrollabili.
Stessa filosofia che ha riguardato l’area del Parco Urbano, dove si è cercato di concentrare le costruzioni ai margini, per creare una zona centrale di verde ed evitare ulteriori frammentazioni edificatorie.
Uniche costruzioni che rimarranno quelle dei servizi, dedicati al Centro della Protezione Civile, al Centro Feliciano Rossitto, e al Centro Risvegli.
Elemento caratterizzante sarà la cintura verde costituita da una arteria che delimiterà la città, un limite fisico al centro abitato.
I primi commenti alla proposta per il Consiglio comunale sono stati di fondamentale condivisione, anche se gli spiriti ambientalisti estremi considerano ancora tanti i 500.000 mq che restano da definire, un’abdicazione ai principi del Movimento 5 Stelle e del programma elettorale della compagine amministrativa che il consigliere Ialacqua del Movimento Città arriva a definire di ‘’finti grillini”, un parto di una ‘’logica’’ pesudo ambientalista del Sindaco Piccitto.
Il primo cittadino ha espresso considerazioni diverse, comprendendo che sarebbe stato semplice limitarsi all’esistente, esponendosi, però, in presenza di un iter non condivisibile dal punto di vista giuridico, ad una serie di contenziosi dall’esito assai dubbio per l’ente.
Più importante e da considerare, invece, il discorso urbanistico di ricucitura che, unito al recupero di parte dei 500.000 mq, potrà rivelare la netta inversione di tendenza nelle politiche urbanistiche della città.
Uno scempio iniziato da altri che deve, purtroppo, prevalere sulla possibilità del contenzioso di cui la città ha recenti e dolorose esperienze, sempre dovute a scelte opinabili del passato che si riversano sulle nuove generazioni incolpevoli e all’oscuro di discutibili politiche urbanistiche improntate solo all’asservimento alla lobby dei costruttori.
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