Anche l’ANCE ha apprezzato l’approvazione da parte del Parlamento regionale della norma che modifica la legge regionale 13/2015 in materia di Centri Storici e che permetterà di poter intervenire sui volumi non qualificati e non di pregio rimettendo in moto una parte del Comparto delle Costruzioni.
“Finalmente, dopo quasi tre anni, l’Assemblea regionale ritorna sui suoi passi e rimette in moto la rigenerazione urbana dei nostri Centri Storici creando, così, occasioni ed opportunità di lavoro per le nostre Imprese e le maestranze edili.” Queste le dichiarazioni del Presidente di ANCE Ragusa, il geom. Sebastiano Caggia che ha aggiunto: “Noi di ANCE, oramai da circa un ventennio, chiediamo alla Politica strumenti per poter riqualificare il nostro vetusto patrimonio edilizio che, lo ricordiamo è altamente energivoro e scarsamente sicuro in materia sismica, ed oggi ci sentiamo di poter affermare che la modifica approvata va nella direzione da noi sostenuta: blocco del consumo di nuovo suolo e valorizzazione del Centro storico.
La nuova norma, che interviene allorquando si concretizza l’inerzia della Pubblica Amministrazione, prevede una procedura che garantisce la tutela del patrimonio storico di pregio attraverso l’emanazione dei pareri della Conferenza dei Servizi, alla quale partecipa la Sovrintendenza, del Consiglio Comunale e, quindi, dell’Assessorato competente…in sintesi una norma di buon senso che aiuta il rilancio dei nostri Centri Storici sotto il controllo degli Organi deputati alla tutela del territorio.”
Sulle critiche sollevata da ambienti del Movimento 5 Stelle e di Legambiente sul provvedimento, è intervenuto l’on.le Nello Dipasquale, estensore e firmatario dei commi 9 e 10 che costituiscono gli emendamenti che rendono applicabile la norma:
“Ritengo che siano surreali e anacronistiche le polemiche che arrivano da rappresentanti del Movimento 5 Stelle e da Legambiente, che intervengono contro la norma sui centri storici, che abbiamo approvato in aula”.
Lo ha detto il deputato regionale del PD, Nello Dipasquale, commentando le critiche rivolte alla norma sui centri storici, che è stata approvata in Ars e di cui è il primo firmatario.
“Sono abituato a metterci la faccia – continua – e siccome di quella norma sono il promotore la difendo con orgoglio perché la norma agevola gli interventi di recupero e di riqualificazione nei centri storici.
Riscontro con rammarico purtroppo che ancora esiste in Sicilia chi vuole che i nostri centri storici debbano crollare.
Ormai da decenni – aggiunge – infatti, ci sono porzioni di centri storici inagibili e inabitabili, stupisce che ci sia ancora qualcuno che si ostina a mantenere questo stato.
Siamo tutti d’accordo che non si debba consumare nuovo suolo e siamo, altresì, d’accordo che bisogna rimpadronirsi dei centri storici ma serve il coraggio di demolire e ricostruire là dove esiste un’edilizia non qualificata che non ha i canoni di abitabilità.
Non è vero quanto affermato da Trizzino e da Zanca, perché il privato può solo attivare il procedimento previsto dalla legge, in caso di inerzia da parte del comune.
Il procedimento, tra l’altro, prevede oltre alla conferenza di servizio, previo parere della soprintendenza, anche l’approvazione del consiglio comunale e la successiva trasmissione all’assessorato regionale.
Il mondo professionale e produttivo non è composto da scellerati come non sono scellerati i sovrintendenti e consiglieri comunali, che sono chiamati a esprimere il parere su questa tipologia di interventi.
Alla luce di tutto questo mi preme sottolineare che è certamente una norma di buon senso e ragionevolezza – conclude – perché’ evita anche il protrarsi del totale abbandono dei centri storici nella nostra isola”.
