Maggioranza o maggioranza del confronto

Sono passati sei mesi dall’insediamento della giunta Cassì e molte delle emergenze della città sono ancora in fase di studio ed elaborazione, complice la ritardata approvazione del bilancio, che ha sottratto tempo prezioso agli assessori.
Si attende l’impronta della nuova amministrazione, in tema di urbanistica, di rivitalizzazione del centro storico, di turismo, di cultura, solo i settori dei servizi sociali, dell’edilizia scolastica, del verde pubblico, della tutela degli animali e dell’ambiente, relativamente alla raccolta differenziata dei rifiuti, hanno visto un incedere deciso dell’amministrazione.
In aula e in sala commissione non si avverte il cambiamento, complice anche il bon ton istituzionale che, per primo, vuole portare avanti il Sindaco, si indugia troppo nell’auspicare il confronto, il dialogo, la collaborazione, l’ascolto, principi non sempre ricambiati o, meglio, utilizzati a senso unico.
Non si percepiscono posizioni nette della maggioranza, né l’intenzione palese di portare avanti le istanze dei propri elettori, se in aula il tutto si risolve in sterili dibattiti che, alla fine, si concludono con la logica dei numeri della maggioranza, contro cui nulla possono le sparute forze di minoranza, in commissione si rinnova spesso il tentativo di assurgere a protagonisti della vita politica della città.
Questo aspetto viene fuori soprattutto nella sesta Commissione, Sviluppo Economico, Industria, Artigianato, Commercio, Agricoltura, Politiche comunitarie, dove la Presidente ha intrapreso una strategia dedicata all’ascolto e al confronto con i parlamentari del territorio e con le parti sociali, prevalentemente le organizzazioni di categoria.
Programma che può essere considerato positivamente nel suo insieme ma che dopo sei mesi ha visto solo l’audizione di tre deputati su sei e della sola Associazione dei Commercianti, senza che siano emerse proposte di nessun genere.
Noi viviamo ancora sulle scelte della Giunta Dipasquale, della Giunta Piccitto, non si comprende perché non potremmo vivere sulle scelte della Giunta Cassì e dobbiamo, ci sia permesso il termine, perdere tempo per vivere su questo confronto, su questo ascolto, su questa condivisione forzata delle scelte, peraltro sollecitati da elementi delle minoranze o, peggio ancora, da esponenti del Movimento 5 Stelle, da poco mandato a caso con la sconfitta alle elezioni.
Il dibattito politico in aula e quello in Commissione permettono di far emergere proposte di qualsiasi parte politica, sono possibili Ordini del Giorno, Atti di Indirizzo che se condivisi possono essere approvati.
Per restare all’ultimo quinquennio, nessuna proposta delle opposizioni è mai passata, qualche Atto di Indirizzo o Ordine del Giorno è rimasto sempre lettera morta, anche per gli emendamenti al bilancio, come per magia, le somme venivano utilizzate diversamente.
Ora i 5 Stelle e PD inneggiano alla collaborazione, alla condivisione delle scelte, al confronto e al dialogo.
Ma se un elettore ha votato Cassì perché deve vedere privilegiate le proposte e le scelte dei 5 Stelle o del PD che vengono, anche, anteposte a quelle dell’amministrazione, almeno nell’esame?
Sono i temi venuti fuori in aula consiliare, in occasione della discussione sulle osservazioni alla Variante del Parco, sono i temi emersi nella seduta di Commissione convocata per parlare di sviluppo economico, di centro storico e di dehors, con la partecipazione dei rappresentanti, cittadini e provinciale dell’ASCOM, di cui ci occupiamo in altra parte del giornale.
Perplessità che sono confermate dalla nota di resoconto della seduta, di tono puramente propagandistico, che non mette in risalto lo scontro fra l’esponente 5 Stelle e il gruppo PeppeCassìSindaco, né le riserve emerse a proposito di determinate proposte, prima fra tutte quella della riapertura di via Roma al traffico veicolare.
La nota sembra privilegiare l’intervento degli ospiti e delle minoranze, senza, per esempio, mettere in risalto l’intervento del consigliere Schininà che ha voluto stigmatizzare certi atteggiamenti finalizzati a screditare la maggioranza mentre si tace su questioni direttamente derivanti dagli anni precedenti di amministrazione, con l’aggravante che, quando conviene, si esalta l’operato della passata amministrazione, quando non conviene si preferisce evidenziare come i nuovi consiglieri sono sì del Movimento 5 Stelle ma nulla avevano a che fare con la passata amministrazione.

Nella nota la Presidente Raniolo parla di positivo confronto con i vertici cittadini e provinciali di Ascom che hanno potuto offrire ai commissari la visione di città che hanno le associazioni di categoria, mentre sarebbe più giusto dire hanno portato sul tavolo le istanze specifiche di alcuni iscritti, solo del centro storico e facenti riferimento a settori della ristorazione.
Nella nota si evidenzia anche la seduta è stata convocata su richiesta del Consigliere Giovanni Gurrieri del M5S, particolare che esula totalmente dal rispetto del regolamento che prevede che una seduta possa essere richiesta da un numero di consiglieri che rappresentino almeno un terzo del totale dei consiglieri comunali.
Gli ospiti hanno sollevato le questioni dello spopolamento del centro storico, della moria di esercizi commerciali, dello stato di degrado in cui sono lasciati i locali sfitti, delle disfunzioni della raccolta differenziata e altre problematiche che trattiamo in altra parte del giornale.

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