Una consistente delegazione di piccoli e medi imprenditori associati alla Cna comunale di Ragusa ha animato, martedì pomeriggio, in occasione della seduta del civico consesso, una protesta pacifica e silenziosa avente ad oggetto gli accertamenti tributari Tares-Tari.
Il sindaco, Giuseppe Cassì, ha ricevuto gli imprenditori sinceramente preoccupati per la pesantezza dell’esborso tributario che, tra l’altro, non tiene conto delle evoluzioni delle normative riguardanti le superfici pertinenziali esterne, circostanza che determinerebbe un sostanziale decremento degli importi accertati.
“Ma per fare chiarezza su tutto – sottolinea il presidente della Cna cittadina, Santi Tiralosi, con la responsabile organizzativa, Antonella Caldarera – l’amministrazione comunale ha proposto un tavolo di confronto, con la presenza dei tecnici, nell’ambito del quale discutere ed esaminare proposte che consentiranno agli imprenditori della nostra città, già vessati da balzelli di ogni genere oltre che da una crisi economica che non accenna ad attenuarsi, di tirare un sospiro di sollievo.
Ringraziamo il sindaco Cassì per la disponibilità manifestata e ci auguriamo che i lavori del tavolo possano prendere il via il prima possibile anche perché i tempi delle imprese sono distanti anni luce da quelli della pubblica amministrazione e se, dunque, non si darà una risposta al più presto ai nostri operatori, si rischia di dovere fare i conti con una ulteriore depressione economica della nostra città”.
Dalla nota della CNA non viene chiarito se, nell’incontro, si è parlato della fondatezza degli accertamenti, perché i casi sono due: o si tratta di accertamenti da rivedere, per errori o perché è stata interpretata male la normativa, oppure si tratta di somme che devono essere pagate e come tali, c’è solo da spiegare il ritardo nella notifica degli accertamenti, le responsabilità pregresse e una eventuale ammissibile dilazione nei pagamenti.
E’ una problematica che si tira avanti da parecchio tempo e sarebbe opportuno fare chiarezza, una volta per tutte, nella riunione della sesta commissione, una rappresentante di altra associazione di categoria ha sottolineato l’esigenza di apportare modifiche alla normativa per il futuro, lasciando alle imprese la facoltà di ricorrere alla commissione tributaria, lasciando intravedere che non c’è nulla di illegittimo negli accertamenti che si rifanno a normative specifiche.
