Una determina dirigenziale dello scorso dicembre, per l’avvio della procedura per l’affidamento del servizio di scuolabus per gli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021, suscita l’allarme di un sindacato, la CISL Fisascat,
che, addirittura, hanno provocato la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori.
Pensavamo che l’appalto se lo aggiudica una cooperativa o una impresa e che i lavoratori di queste sono, in ogni caso, dipendenti.
Invece, alcuni operatori del servizio di conduzione e di vigilanza degli scuolabus del Comune di Ragusa pretendono di interferire nelle scelte del Comune ancora prima che si sia effettuata la gara, senza conoscere chi si aggiudica il servizio, a quali condizioni e con quale personale.
Siamo nella patria dei tavoli di confronto e di concertazione, siamo destinati a non potere godere delle scelte dell’amministrazione democraticamente eletta, che deve sottostare sempre alle pressioni di questa o quella categoria o lobby per poter attuare le sue scelte e il proprio programma.
Scelte che, in ogni caso, devono rispettare i crismi della legalità e della legittimità amministrativa e che costituiranno elementi di giudizio al momento di nuove elezioni.
Solo ieri pomeriggio, al Comune, c’erano tavoli per la TARI con gli industriali, per la tutela degli animali, per l’assistenza ai disabili, questa amministrazione si distingue, poi, per il confronto e l’ascolto ma, secondo noi dovrebbe essere più indipendente nelle decisioni come, in campagna elettorale, hanno auspicato molti elettori per un radicale rinnovamento della politica, finora asservita alle logiche di settori particolari, lobby e categorie varie.
Tornando alle preoccupazioni del sindacato, ancor prima che venga aggiudicata la gara, ci si addentra in considerazioni che dovrebbero essere delle ditte o cooperative che decideranno di partecipare al nuovo appalto e che dovranno fare i conti fra costi e redditività del servizio.
Si entra nel merito della gestione del servizio, per quanto previsto da un capitolato ancora tutto da scrivere, entrando nel merito di chi dovrà effettuare le manutenzioni e i controlli, o di chi si dovrà occupare delle visite guidate, si discute come se gli addetti al servizio fossero dipendenti comunali, con la certezza del posto e delle mansioni.
Tutto questo basta, comunque, perché la CISL Fisascat chieda un incontro urgente al sindaco Giuseppe Cassì e all’assessore alla Pubblica istruzione, Giovanni Iacono, finalizzato a condividere, forse con troppo anticipo, ed esulando dalle competenze, le condizioni future del nuovo appalto.
