Da un Consiglio Comunale amorfo esce l’eterno contrasto fra vecchi e nuovi 5 Stelle

Non solo viene difficile fare un resoconto puntuale degli interventi dei consiglieri, soprattutto quelli delle sedute ispettive del Consiglio Comunale di Ragusa, ma passa la voglia di commentare i lavori di una civica assise amorfa, senza contenuti probanti, che si muove, stancamente, fra interventi propagandistici e inutili di consiglieri comunali che sono alla ricerca di una identità e di visibilità mediatica per dare un senso alla loro elezione.
La situazione viene aggravata dalla presenza (anche materiale in aula) di una amministrazione che si mostra competente e soprattutto preparata per rispondere alle varie eccezioni sollevate in aula, così come avvenuto nell’ultima seduta ispettiva del 6 marzo u.s., dove gli assessori Rabito, Iacono, Barone, Licitra e Giuffrida hanno ribattuto compiutamente e risposto a tutti i rilievi dei consiglieri di opposizione.
Educativa domiciliare, questioni canine, contributi alle associazioni di disabili, segnaletica stradale, parco auto comunale, hanno trovato gli assessori preparati a rispondere e in grado di non lasciare spazio a repliche di insoddisfazione, segnale inequivocabile che si sono sollevati problemi che non esistono o che non meritano, comunque, trattazioni inutili in aula, anche per essere materie di stretta pertinenza dell’amministrazione che può e deve operare le sue scelte senza necessariamente ricorrere alla condivisione delle opposizioni.

Un solo argomento ha meritato di essere commentato, anche alla luce degli odierni sviluppi e della non ancora sopita disputa su vecchi e nuovi 5 Stelle.
Da tempo volevamo affrontare l’aspetto particolare di un gruppo 5 Stelle al Comune di Ragusa che, a volte, vanta i meriti della passata amministrazione PIccitto, altre volte ne prende le distanze affermando che non ha nulla a che vedere con la passata amministrazione della quale non vuole nemmeno conoscere, né tantomeno, comprendere le scelte.
Per farla breve tutto quello che funziona e va bene è da ascrivere a merito dei 5 Stelle, vecchi e anche nuovi, quando emerge qualcosa di non conveniente, e gli addebiti di disfunzioni, in tutti settori, a carico della vecchia amministrazione sono tanti e sempre evidenziati dai consiglieri di maggioranza che parlano di aver ereditato una città ‘distrutta’, i nuovi 5 Stelle disconoscono completamente la vecchia amministrazione, i suoi componenti e i vecchi consiglieri grillini.

Il capogruppo 5 Stelle, Federico, nella ultima seduta ispettiva di mercoledì scorso, aveva sollevato il problema del nuovo bando per la pulizia dei locali comunali, che non garantirebbe condizioni contrattuali adeguate agli attuali lavoratori che sarebbero in agitazione e che avrebbero inutilmente tentato di farsi ricevere dal sindaco.
Come spesso si ha sensazione in aula, anche per altri interventi, si tratta di argomenti affrontati senza la dovuta preventiva necessaria analisi attenta di ogni componente tirata in ballo: per essere brevi una nota odierna del segretario territoriale della FISASCAT CISL, Salvatore Scannavino, che rappresenta il 95% dei lavoratori in questione, ha totalmente smontato l’intervento del capogruppo Federico, negando esplicitamente che i lavoratori abbiano chiesto un incontro con il sindaco e addossando ogni criticità dell’appalto alla vecchia amministrazione 5 Stelle, il cui sindaco, questo sì, avrebbe negato l’incontro a i lavoratori, a suo tempo.
Ogni ulteriore commento appare superfluo, con somma evidenza.
Ma restano sul tavolo le questioni di una opposizione che, oltre alla scarsa preparazione, rivela inquietanti profili di scarsa veridicità dei contenuti degli interventi.
Inoltre, nella risposta all’intervento, l’assessore Giovanni Iacono, ha fatto rilevare come la Federico mostrasse

notevole confusione in materia di diritto amministrativo e in tema di separazione fra atti gestionali e politica.
Non solo Iacono rigettava l’accusa di non sapere nulla dell’appalto, ma faceva notare come fosse imprescindibile l’autonomia del dirigente, sulla base del principio inderogabile che la politica può dare solo indirizzi e non può condizionare l’operato amministrativo: c’è una gara in corso e ogni intervento può anche essere considerato turbativa d’asta. Quindi, Iacono ha evidenziato come non solo non sapeva ma non doveva sapere nulla della questione.
Nell’occasione, la Federico non mancava di rivolgersi a Iacono, ricordandogli il suo passato da consigliere comunale, protagonista di tante battaglie per i lavoratori.
Ma quando alla Federico si rinfacciano gli atteggiamenti distaccati della vecchia amministrazione per le esigenze dei lavoratori, per i vari appalti, il passato non conta.
Come è sembrato strano il ridicolo appunto per l’assenza del Sindaco in aula, (la prima volta in 8 mesi, per un importante impegno istituzionale) quando, nella precedente amministrazione, a quasi tutte le sedute, era assente non solo il Sindaco ma tutti gli assessori, salvo uno che doveva presenziare per regolamento. Ma non era mai quello giusto per gli argomenti trattati.
Intervento questo che ha suscitato la reazione decisa del vicesindaco Licitra che ha rigettato ogni ipotesi di rilievo in tal senso, stroncando con veemenza l’eccezione della consigliera.
Peraltro, giova ricordare come nella passata consiliatura spesso le opposizioni ingerivano spesso nelle questioni riguardanti appalti per servizi comunali, attaccando l’amministrazione 5 Stelle e assumendo posizioni a difesa dei lavoratori, talvolta anche contro le norme vigenti, quali quelle sulla tutela dei livelli occupazionali, le cui esigenze non sempre sono in linea con la giurisprudenza.
In pratica, ora, i grillini sono passati dall’altra parte del bancone e recitano un ruolo diverso, ma questa non è coerenza, né serietà politica.

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