Termometro politico

di Vilnius Nastvnic
Il giro di boa si avvicina e sale la temperatura della politica

Non sappiamo da dove iniziare per dare conto degli avvenimenti politici degli ultimi giorni: i lavori consiliari bloccati, le vertenze prossime di netturbini e addetti all’idrico, la verifica di maggioranza che deve avere una fine, il possibile (se non obbligato) rimpasto, i misteri sulla collezione di abiti d’epoca, il fallimento delle iniziative legate al Castello di Donnafugata, il turismo che sembra materia aliena, il caso Campo che, cosa mai avvenuta per le dimissioni di un assessore, dopo 20 giorni continua a tenere banco, fra i sostenitori, e i consiglieri comunali, che spingono per il rigetto delle dimissioni e i detrattori che approfittano di ogni passo falso della ‘fazione’ opposta per alimentare il fuoco con il periodico spruzzo di benzina.
Tanti problemi, spesso concatenati fra di loro che si affollano in concomitanza con il Natale che, manco a farlo apposta, coincide con il giro di boa dell’amministrazione pentastellata guidata da Federico Piccitto.
Un giro di boa che, come nelle migliori regate, dovrà essere affrontato con perizia dal timoniere perché ne va del tragitto di ritorno. Se ci sono venti favorevoli dovranno essere sfruttati al massimo in virata, se le condizioni rendono la navigazione difficile si dovrà ricorrere alla migliore politica, in una situazione dove ogni minimo errore o supponenza o superficialità potranno essere fatali.
In pratica si potrà magari indugiare nel mangiare e far mangiare il panettone, ma l’alba del primo giorno lavorativo dell’anno deve necessariamente riflettere in cielo, come un cruscotto di un’auto, le indicazioni del cammino prossimo futuro.
Temperatura, pressioni, livelli, debbono essere tutti nei valori normali. Non ci debbono essere spie lampeggianti, sintomi di fibrillazioni, interne ed esterne, alla compagine di governo.
Sintomatica si è rivelata la visita serale, a Ragusa, a Palazzo dell’Aquila, dell’on. le Cancelleri, leader siciliano del Movimento 5 Stelle, in sintonia con l’amministrazione ragusana, venuto, ufficialmente, per una normale riunione nel contesto del suo nuovo incarico di collegamento con le realtà locali e, segnatamente, con le amministrazioni a 5 Stelle.
Pare che il caso Campo non sia stato nemmeno toccato, mentre più spazio, per contenuti e come numero di interventi, abbiano avuto le insoddisfazioni i del gruppo consiliare, delle quali l’onorevole ha dovuto prendere atto.
Partiamo da questo particolare per affrontare una sintesi dell’attuale momento politico:
all’assemblea regionale siciliana sono state rinnovate le Presidenze delle Commissioni e i pentastellati ci sono rimasti molto male nel restare a bocca asciutta, commentando: “Ha vinto la spartitocrazia, la meschina divisione dei posti di potere tra i partiti, a prescindere da competenze e meritocrazia. Punto”.
Brucia, in particolare, l’estromissione di Giampiero Trizzino che rivestiva la carica di Presidente della Commissione Ambiente.
Dicono i parlamentari del Movimento di Grillo:
“Dentro queste mura non esiste altra regola che occupare tutti i posti di potere, a dispetto del bene della Sicilia e dei siciliani. Ci conforta il fatto che per questa gente sono gli ultimi giri di giostra. I siciliani, anche col Crocetta quater, hanno visto abbastanza e alla prossima scadenza elettorale sapranno come dargli il benservito”.
”Il PD – proseguono i parlamentari M5S – prende tutto, facendo le scarpe anche a componenti della sua coalizione”
E ancora una serie infinita di considerazioni sulla strategia adottata all’ARS, non molto dissimile, però, da quella adottata a Ragusa, dal Movimento 5 Stelle, per le Commissioni Consiliari che, in occasione delle modifiche allo Statuto comunale, hanno visto il rinnovo delle Presidenze, con il ritorno ai grillini di due commissioni che erano state concesse alle opposizioni.
Normali operazioni politiche che destano perplessità solo per la diversità di vedute fra pentastellati regionali e quelli nostrani, della stessa famiglia, ma, forse, di specie diversa.
Quello che ci ha colpito, leggendo gli articoli di stampa e, soprattutto, i commenti dei lettori agli stessi, che fanno rilevare questa nostra ultima considerazione, è il commento, ad un articolo, del consigliere comunale del Partito Democratico, Mario Chiavola.
Chiavola stabilisce il parallelo fra i comportamenti del PD a Palermo e del Movimento 5 Stelle a Ragusa, ordinaria polemica politica, ma aggiunge l’esortazione per almeno 6 colleghi consiglieri del Movimento 5 Stelle “per un gesto serio, come al Comune di Roma”, firmando le dimissioni che sarebbero subito seguite “dalle nostre 10” (delle opposizioni, ndr), per chiudere “con quasi dignità questo penoso episodio nella nostra città”.
Sono i numeri che ci hanno impressionato, conoscendo Mario Chiavola come uno che non parla mai a caso, specie in occasioni ‘provocatorie’ come questa.
Sintomatico il numero 6 che corrisponde ai dissidenti del Movimento 5 Stelle, consiglieri a Palazzo dell’Aquila, che sono i promotori della richiesta di rimozione di un determinato assessore.
Ma più sintomatico il numero 10: le opposizioni consiliari constano, secondo i riferimenti ufficiali, di numero 11 elementi, escludendo il rappresentante della opposizione “intelligente e costruttiva”, ‘gradito’ ai grillini che gli hanno lasciato l’unica Presidenza di Commissione non avocata al Movimento 5 Stelle.
I dieci possibili firmatari di eventuali dimissioni non comprenderebbero, quindi, un consigliere che, forse, si distingue dalle altre opposizioni.
Potrebbe sembrare un commento buttato a caso, ma una attenta lettura ne fa un messaggio criptico, un segnale luminoso che non può aver deciso di impartire Mario Chiavola, da solo!

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