Attenti a quei due

di Vilnius Nastavnic
Maurizio Aricò e Federico Piccitto potrebbero risultare la chiave del cambiamento, quello vero, concreto, non quello della retorica da salotto.

La conferenza dei Sindaci, convocata dal primo cittadino di Ragusa, per ascoltare la relazione del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, ha messo in rilievo non poche sintonie fra due personaggi che hanno a che fare con la maggior parte delle emergenze del territorio.
Due personaggi che hanno in comune l’essere professionisti, peraltro affermati, prestati alla ‘politica’, calati nel vortice, l’uno dell’amministrazione della Città capoluogo, l’altro in quello della sanità del territorio che faceva capo alla vecchia provincia, per riportare ordine, efficienza e presupposti di sviluppo.
Sintomo dell’aria nuova che tira è stata la totale assenza di politici e parlamentari all’importante appuntamento, un segnale preciso, che può essere interpretato in vari modi ma che costituisce una soluzione di continuità con i protocolli consolidati della vecchia politica.
In questa sede ci occuperemo dei segnali di cambiamento che s’intravedono nella sanità, notati anche grazie anche alla maggiore disponibilità alla comunicazione del Direttore Generale dell’Asp che, grazie ad un efficiente staff della Direzione e all’instancabile addetto stampa, dott.sa Miceli, ci fa vivere, giornalmente, all’interno dell’azienda ospedaliera.
Anche il Sindaco ci porta con la comunicazione all’interno della casa comunale, ma è parco nel diffondere ciò che di buono progetta e pianifica per la città: un esempio si è avuto nel corso della conferenza dei Sindaci in cui, in un momento nel quale l’amministrazione è sottoposta al fuoco di fila di una certa opposizione che delle questioni randagismo e canile rifugio sanitario ne fa una questione dalle mille criticità, si è avuta contezza delle ottime pratiche messe in atto, in materia, da Piccitto, attraverso i pubblici apprezzamenti ricevuti dal Direttore Generale dell’Azienda, dal responsabile dei servizi veterinari e da un amministratore della Città di Vittoria che ha esternato di voler seguire lo stesso percorso di Piccitto sulla delicata materia.
Per quello che riguarda la sanità, dalla relazione sui primi cento giorni di attività, si è capito che efficienza concretezza e tempestività d’intervento sono e saranno i capisaldi della missione affidata ad Aricò e da lui abbracciata con grande entusiasmo.
Ci occuperemo analiticamente della relazione in altra parte del giornale, qui renderemo conto delle spie del rinnovamento che riteniamo significative.

 

Procediamo a caso: le liste d’attesa sono state sempre la croce della sanità e dei suoi responsabili, ma nessuno ha operato le scelte che, in fondo, sono semplici e, spesso a costo zero.
Disposta l’assoluta proibizione per gli operatori di rispondere “non c’è posto”, estendendo, per l’immediato le liste da 30 giorni a 12 mesi. Sulla stessa materia operazione di recall utenti per verificare la conferma delle esigenze e permettere, in caso di rinuncia, l’allocazione di altri pazienti, mappatura delle apparecchiature aziendali e ridefinizione degli orari di apertura diagnostiche.

 

Per la trasparenza, sono stati sottoscritti contratti di collaborazione, a titolo gratuito, con personale del Comando dei NAS per la verifica della correttezza del comportamento dei dipendenti, con particolare attenzione agli ambiti della Legge 104 e delle invalidità.

 

Razionalizzazione delle locazioni e monitoraggio dei locali e degli edifici di proprietà aziendale.

 

Razionalizzazione e incentivazioni attività di screening, per le quali, per esempio si spendono, annualmente, 25.000 euro di tariffe postali, attraverso il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale con i quali, dal nuovo anno, sarà intrapreso un percorso informatizzato.

 

Provvedimenti apparentemente banali e secondari, come quello di una gru che stazionava, da tempo, nel cortile dell’Ospedale Busacca, oggetto di segnalazioni di stampa e di parlamentari, rimossa in quattro e quattr’otto; evidentemente non serviva più, ma aveva trovato un comodo parcheggio.

 

Si è parlato, naturalmente del nuovo ospedale: per la prima volta non si è disquisito su una o più date, che, per esperienza consolidata e acquisita, sono tempo perso.
Anche su questa materia ci sono segnali importanti, anche se la vastità del complesso, e precedenti esperienze, possono paventare il pericolo di sorprese:
E’ stato, intanto, firmato il contratto per una TAC-PET da installare entro giugno 2015.
Si sta allestendo un ufficio dedicato all’apertura del nuovo ospedale.
Il Direttore Generale Aricò ha compiuto passi concreti, con il Direttore della Forestale, dr. De Marco, per la piantumazione di alberi all’esterno della struttura, con il Sindaco per pianificare un collegamento urbano sostenibile.
Innovazioni allo studio, come per un Pronto soccorso pediatrico, per locali dedicati all’intramoenia, per servizi dedicati al personale, per esempio un asilo nido.
Intanto si è capita ed è stata portata a conoscenza la somma necessaria per l’apertura: servono 8.000.000 di euro e pare che sia verificata anche la disponibilità che permetterebbe di definire il trasferimento dei reparti in tempi ragionevoli.

 

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