Il Consiglio Comunale ha approvato il PUDM, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, un piano dal nome altisonante, per gli adempimenti del quale la Regione ha fatto rifare il lavoro almeno tre o quattro volte.
E’ dai tempi dell’amministrazione Piccitto che il piano gira in Commissione per poi subire delle modifiche, secondo le indicazioni sempre nuove dell’Assessorato territorio e Ambiente. Fino all’ultima convocazione dell’attuale Consiglio Comunale, stoppata in extremis dalle ultime modifiche alle linee guida.
La solita burocrazia inutile che non cambia con i Presidenti della Regione ma, anzi, li ingabbia sempre di più, senza che nessuno abbia le palle per ribellarsi.
L’assessore Giuffrida, da tecnico, ha parlato di un PRG della costa, in verità, ascoltando il dibattito, si è sentito parlare solo di spazi per gli stabilimenti balneari, di accessibilità per i disabili, di armadietti per gli effetti personali dei bagnanti.
Così come sarebbe bello vedere una strada di Marina costeggiata da trivelle che tirano petrolio, stile Texas, con i prevedibili ritorni economici per il territorio, mentre, invece, proprio oggi si festeggia il blocco delle autorizzazioni per le ricerche di idrocarburi, per merito del Ministro 5 Stelle Costa, al Consiglio Comunale di Ragusa ci si è preoccupati, soprattutto, di limitare al massimo la misura prevista dalla Regione che permetterebbe di vedere uno stabilimento balneare ogni 25 metri, ogni dieci nei casi di necessità.
Niente schifezze come quelle della costa romagnola che fanno vedere un susseguirsi di sedie a sdraio allineate davanti a megagalattici chalet con ogni tipo di servizio, molti dei quali spiagge private degli alberghi retrostanti.
Immaginatevi da Punta Braccetto a Macconi, al posto delle serre, una serie di strutture per il turismo, con grandi alberghi, spiagge private, ombrelloni allineati, servizi a 5 stelle, non grillini, qualche casinò e scivoli di acquapark che toccano il cielo.
Ma queste sono cose che portano sviluppo, soldi, occupazione, benessere diffuso, turismo di qualità, da noi non se ne parla.
Preoccupiamoci di mettere 100 metri fra uno chalet e un altro e fomentiamo il turismo delle spiagge libere, con bidoncino di acqua ghiacciata e teglia di pasta al forno con contorno di scacce, accompagnati da borse frigo di ultima generazione.
Qualche emendamento per sistemare le esigenze di qualche stabilimento balneare, e voilà, il piano è approvato. Con la compiacente presenza di alcuni elementi delle opposizioni, qualcuno convintamente vicino alla maggioranza, altri incapaci di addossarsi la responsabilità di far slittare l’approvazione attesa in ambiente ‘balneare’.
Sì, perché la maggioranza che sostiene la giunta Cassì deve ancora imparare che ci vogliono 13 consiglieri in aula per non rischiare che i furbi delle opposizioni si defilino e lascino tutti con un palmo di naso.
Irresponsabili che, una volta per lavoro, una volta per impegni familiari, una volta per ‘capricci’ politici non riescono a garantire che in aula ci sia il numero legale.
Ancora immaturi come consiglieri comunali, una volta hanno sonno e non tollerano l‘ora tarda, una volta si innervosiscono per l’ostruzionismo becero ma legittimo.
La seduta di ieri martedì 23 aprile, era stata convocata, appositamente per non avere sorprese, alle ore 11, il primo appello alle 11.55, c’è voluto il secondo appello alle 13 per iniziare, come detto, con il sostegno delle opposizioni che non hanno mancato di far risaltare la debolezza della maggioranza e la convocazione che ha aggirato, come avviene di solito negli ultimi tempi, anche la conferenza dei capigruppo
L’approvazione è avvenuta, comunque, nel tardo pomeriggio, intorno alle ore 18.
Come di consueto, non è mancato il solito show iniziale delle comunicazioni, molte delle quali senza capo né piedi, semplici esibizioni retoriche di qualche consigliere che vorrebbe fare sfoggio di erudizione politica, dei cui contenuti ci occuperemo presto.
Di rilevante solo l’intervento dell’apparentemente mite consigliere Iurato che ha lamentato i gravi ritardi per le risposte alle interrogazioni e ha comunicato, ufficialmente, che, trascorsi ulteriori 10 giorni, inoltrerà denuncia al Prefetto e alla Guardia di Finanza.
La questione risulta assai grave perchè, in una delle precedenti sedute di Consiglio Comunale, il Sindaco personalmente aveva preso l’impegno che si sarebbe attivato per fare rispettare i termini. Evidentemente, come è stato fatto rilevare in aula, gli uffici se ne sbattono delle sollecitazioni e delle regole.
L’amministrazione, nella giornata di mercoledì 24 aprile ha diramato la seguente nota
“Piano regolatore” della costa del territorio comunale
Il Consiglio Comunale, convocato in sessione urgente, riunitosi ieri martedì 23 Aprile, ha esaminato ed approvato, presenti 15 consiglieri, con 14 voti a favore ed n. 1 astenuto, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (Presa d’atto ed approvazione della relazione del R.U.P. di verifica di conformità al Decreto assessoriale n.152/2019 e relativo adeguamento delle Norme Tecniche di Attuazione proposta deliberazione di G.M. n.262 del 18.04.2019).
Il PUDM regolamenta l’insediamento degli stabilimenti al servizio della balneazione, individua le aree dal punto di vista morfologico ed ambientale della costa del territorio comunale ad esclusione di quelle in cui si insediano il Porto turistico di Marina di Ragusa, la zona Faro e la riserva del fiume Irminio.
Quello approvato dal Consiglio Comunale – ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici ed urbanistica Gianni Giuffrida – è, a tutti gli effetti, un Piano regolatore della costa del territorio ragusano.
Con l’approvazione preliminare del PUDM come previsto dall’apposito decreto assessoriale del Dipartimento Territorio ed Ambiente n. 319/Gab del 2016 e successive modifiche, vengono definite delle regole sull’utilizzo della nostra costa da parte degli utenti e degli stabilimenti al servizio della balneazione.
L’Amministrazione comunale ha posto all’esame del Consiglio Comunale alcuni emendamenti migliorativi del Piano stesso in modo da poterlo approvare prima dell’avvio della prossima stagione estiva.
Particolare attenzione è stata data anche ai diversamente abili per i quali abbiamo previsto ulteriori accessi alle spiagge ed introdotto l’obbligo per le strutture al servizio della balneazione di dotarsi di due carrozzine da mare, tipo job.
Altro emendamento, esaminato ed approvato, è stato quello con il quale si prevede la possibilità di installare in prossimità delle spiagge libere armadi casellari per il deposito temporaneo di indumenti ed oggetti”.
