Piano di spesa della Legge su Ibla

di Cesare Pluchino
Solo spese per investimenti, sollecitazione del consigliere Gulino, del Movimento 5 Stelle, per una seria programmazione che non lasci opere insolute

Una seduta interessante, quella della seconda commissione, Assetto del Territorio, per l’esame della proposta di Piano di Spesa per la Legge 61/81, che la Giunta Municipale sottopone al Consiglio Comunale.
Una seduta, dicevamo, interessante per il tema trattato, per le novità emerse, ma, soprattutto svoltasi, contrariamente a quanto avviene in diverse commissioni, in un clima di sereno dibattito.
C’era l’eccellenza delle opposizioni, con i consiglieri Massari, Morando, Migliore e Tumino, che hanno sollevato, more solito, eccezioni e rilievi, ma c’era anche la rassicurante presenza, non indisponente e foriera di polemiche, del vicesindaco Massimo Iannucci, notoriamente a tutti sempre gradita, il competente contributo dei tecnici, architetto Dimartino e ing. Leggio, nonché la collaudata e attenta conduzione dei lavori da parte del Presidente della Commissione, Massimo Agosta.
Per la maggioranza erano presenti i consiglieri Castro, Gulino, Sigona, Fornaro e Brugaletta.
In apertura di seduta il vicesindaco Iannucci, nella sua qualità di assessore ai centri storici ha illustrato quella che risulta la novità del Decreto regionale che assegna le somme per il finanziamento della Legge, quest’anno ridotte a 2 milioni di euro dalle forze politiche che governano.
Un comma dell’articolo 6 della Legge Regionale di stabilità impone la destinazione delle somme da erogare solo per spese in conto investimenti, vale a dire solo opere pubbliche. Sono escluse le spese correnti, praticamente, per la Legge su Ibla, non saranno consentiti contributi per l’edilizia privata e per le attività commerciali, come pure non si potrà accantonare quella parte, l’8,50% del finanziamento, per spese generali previste dall’art, 13 della legge su Ibla, fra cui quelle relative al funzionamento dell’ufficio centri storici.
Su questa interpretazione, che l’amministrazione ha voluto dare al decreto, suffragata dal parere degli uffici regionali di riferimento, eccezioni e riserve sono state sollevate dai componenti le minoranze.
Illuminante al riguardo, espressa in conclusione della riunione, la richiesta del presidente della Commissione, Agosta, di poter disporre del parere scritto degli organismi regionali, al riguardo, al fine di evitare polemiche sull’argomento e sterili discussioni sullo stesso.
È stato l’architetto Marcello Dimartino ad illustrare il Piano di Spesa che tiene conto degli obiettivi fissati dal programma dell’amministrazione Piccitto.
Priorità dettate dall’amministrazione sono gli interventi di attuazione del Piano Particolareggiato Esecutivo, riguardanti, soprattutto la riqualificazione degli spazi di pubblica fruizione, la programmazione di interventi di manutenzione straordinaria degli immobili comunali, delle reti tecnologiche, delle aree a verde e del manto stradale, alcuni interventi mirati al recupero di immobili comunali e la riqualificazione di aree urbane e percorsi turistici.
Tre i macrocapitoli del Piano: Interventi specifici per il Piano particolareggiato Esecutivo, circa 300.000 euro, per ampliamento del Giardino Ibleo, adiacente al Portale di San Giorgio, riqualificazione del Sagrato della Chiesa di San Tommaso, riqualificazione del percorso di Salita del Mercato.
Opere per infrastrutture e interventi manutentivi, circa 1.100.000 euro, per immobili comunali, reti idriche e fognarie, vallate e verde pubblico, sedi viarie, illuminazione, arredo urbano e segnaletica.
In particolare sono previsti interventi per il palazzo ex INA, di piazza San Giovanni, per l’edificio scolastico del Carmine e per la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli.
Da ultimo, interventi di riqualificazione urbana, alla Cava Velardo, intorno alla Chiesa di Santa Lucia, nella zona via Ecce Homo – via Matteotti, nella via Rosa.
Gli interventi dei componenti la Commissione si sono soffermati sulla esigenza di verificare attentamente quanto disposto dal decreto per non annullare i contributi per l’edilizia privata e per le attività economiche che sono state, come ha sottolineato Maurizio Tumino, un cardine degli obiettivi della Legge speciale su Ibla, anche tenendo conto del parere dei revisori dei conti che mostrerebbe una diversa interpretazione del decreto.
Giorgio Massari ha chiesto la rassegna delle opere realizzate nei centri storici, per fare il punto della situazione, per avere una idea chiara, soprattutto, degli interventi da programmare, considerata anche la mancanza dei piani quinquennali previsti ma mai attuati, che sarebbero stati un utile e funzionale strumento di pianificazione.
Particolarmente incisivo l’intervento del consigliere Dario Gulino che, condividendo anche esigenze di altri consiglieri di minoranza, ha recriminato su una carenza di programmazione, auspicando una serie di interventi che definiscano le opere, piuttosto che intraprendere interventi plurimi, su obiettivi diversi, senza portarne a compimento alcuno.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del consigliere Morando che ha suggerito l’utilizzo delle somme per una completa definizione di opere intraprese negli anni passati, rilevando altresì l’assenza di progetti destinati all’eliminazione di barriere architettoniche, temi tutti che si riserva di approfondire durante la discussione in Consiglio comunale.

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