Angelo La Porta, il ritorno

Salutiamo con piacere il ritorno di Angelo La Porta sulla scena politica locale. Politico sanguigno e schietto, ha ripreso con la comunicazione che si incentra sempre sulla fraziona marInara di Ragusa, sua residenza dalla nascita.
Una comunicazione che risente, o è ancora vittima, di una assistenza da dimenticare, se è vero che La Porta esordisce, come di nuovo appartenente al Movimento Territorio, in contemporanea con un altro comunicato, su Marina di Ragusa, del consigliere Iurato, dai contenuti assai più sostanziosi della semplice segnalazione che stiamo per esporre.
La Porta rileva che alcune basole del rivestimento in calcare del muretto di delimitazione del Lungomare Mediterraneo a Marina di Ragusa, che fa anche da sedile per i passanti, presentano, alla base, delle rotture, meglio sarebbe dire delle spuntature.
Bene fa l’ex consigliere comunale a puntare l’attenzione sull’esigenza di mantenere assoluto decoro per l’opera pubblica che molte località balneari ci invidiano, anche se l’enfasi del comunicato coinvolge in maniera eccessiva le responsabilità di una amministrazione Cassì che, di certo, non manca di riservare attenzioni a Marina di Ragusa.
Giusta, in ogni caso la segnalazione, che va girata all’assessorato competente, in vista degli interventi che saranno programmati per la prossima stagione estiva.

In tema di segnalazioni importanti, che saranno, di certo gradite all’amministrazione, c’è da rilevare anche quella del consigliere del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, sulla vera e propria emergenza ambientale determinata dall’abbandono incontrollato di rifiuti in ambito extraurbano e, segnatamente, di amianto in alcune microdiscariche sparse sul territorio comunale.
In contrada Torre Mastro, in contrada Malavita, fino ad arrivare in contrada Palazzola, lungo la strada che arriva alla provinciale per Marina, ci sono accumuli di amianto in microdiscariche più o meno consistenti, che determinano situazioni di particolare gravità per la natura speciale del rifiuto.
Si tratta di piccoli elementi provenienti da ristrutturazioni edilizie con accumulo di inerti che vengono abbandonati in queste zone dove sono assai difficili i controlli, in quanto zone che nemmeno di periferia possono essere considerate.
Del resto, c’è da dire che le normative esageratamente complesse per lo smaltimento dell’amianto rendono ancora più difficile un conferimento, per cui si preferisce l’abbandono incontrollato.
La segnalazione vale comunque per una inevitabile opera di bonifica che andrà eseguita anche in vista della stagione estiva, nel corso della quale le zone in questione saranno maggiormente frequentate.

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