Consiglio Comunale aperto: Armao e Cassì volano alto, Stefania Campo riporta tutti a terra

Una iniziativa indubbiamente dall’esito positivo, nobilitata dall’illustre presenza del vicepresidente della regione siciliana, il prof. Gaetano Armao, che non ha voluto perdere questo importante appuntamento della città con la problematica prioritaria del territorio.
Il tema della Ragusa Catania sta a cuore a tutte le componenti sociali, non solo agli amministratori, ai politici e alle categorie produttive, ma al cittadino che vede nell’infrastruttura un incontestabile motivo di rilancio, quanto mai necessario nell’attuale fase che si sta attraversando, in Sicilia e nel paese.
Analizzeremo appresso i contenuti degli interventi più probanti e concreti, ma possiamo dire, subito, che il consiglio comunale aperto ha fatto emergere una chiara realtà, dalle parole significative della parlamentare regionale Stefania Campo.
Esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, l’onorevole ha chiarito che, anche nella riunione del prossimo 13 maggio, se non ci saranno le condizioni per dare il via all’opera, si dovrà aspettare.
Tutto inutile, quindi, il consiglio comunale, le annunciate manifestazioni di protesta, le sollecitazioni che arrivano da più parti, non potranno servire a dirimere le perplessità che provengono dal Ministero dello Sviluppo Economico, ci dovrà essere, prima un quadro chiaro e affidabile per poter procedere.
Appare evidente che se tutto fosse in ordine, il partito di governo, e la sua esponente di spicco sul territorio, avrebbero avuto l’occasione, e l’interesse, anche elettorale, di dire: “tutto sarà risolto, possiamo andare avanti”.
Il Movimento 5 Stelle controlla il Ministero delle Infrastrutture, con Toninelli, quello dello Sviluppo Economico, con Di Maio, quello per il Sud, con la Lezzi, che si era già esposta per lo sblocco dell’opera, ma tutto rimane nell’ordine della priorità per l’infrastruttura, che sarà fatta, ma non si sa quando.
Nulla di diverso rispetto al passato, progetti, assicurazioni, sogni nel cassetto, ma nessuna certezza.

Dopo il saluto e l’introduzione del Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, è stato il Sindaco Cassì a significare l’importante momento di sintesi e di confronto di una comunità che non vuole continuare a subire.
Alla vigilia di una riunione romana che dovrebbe chiarire il futuro dell’opera, un territorio che non ha mai avuto grandi attenzioni dalla politica ma si è fatto avanti solo con le qualità dei suoi abitanti, non vuole stare più in attesa e la folta e qualificata presenza all’adunanza aperta ha un significato indiscutibile.

Per la cronaca, è stata registrata un’ampia partecipazione, presenti il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, avv. Sergio Arezzo, per il partito Democratico il segretario provinciale Giaquinta e quello cittadino, Peppe Calabrese, il Commissario del Libero Consorzio, Piazza, gli onorevoli Assenza, Campo e Ragusa, i segretari di CGIL e CISL, con una folta rappresentanza di sindacalisti del territorio, il neo Presidente della SAC, Gambuzza, il Presidente di Confindustria Ragusa, Licitra, il Direttore di ANCE Ragusa, ing. Guglielmino, Gulino di Confccooperative, Caldarera, Tiralosi e Stracquadanio della CNA.
Unica nota stonata l’assenza dei sindaci dei paesi del comprensorio attraversato dalla Ragusa Catania che hanno perso l’occasione di partecipazione ad un confronto unitario come non accadeva da tempo.
Cassì ha mostrato i sensi della profonda indignazione che pervade la comunità e che sente prossima a sfociare nella ribellione di un atteggiamento finora contenuto e moderato.

Il vicepresidente della Regione, Armao, ha esordito assicurando la grande attenzione del governo regionale sulla questione, il Presidente Musumeci e l’assessore Falcone sono impegnati per seguire le delicate fasi dell’iter autorizzativo, per questo territorio che è frontiera dell’Europa.
Condividendo i sentimenti della comunità ragusana e di quelle dei territori limitrofi, ha voluto significare come indignazione e coraggio caratterizzano la speranza per cambiare la Sicilia.
Ha poi ripassato le fasi salienti dell’iter autorizzativo del progetto della Ragusa Catania, ribadendo i capisaldi di una questione nota a tutti, ribadendo le tesi, più volte acclarate, a difesa della realizzazione di una infrastruttura che dovrà essere anche una grande via di collegamento digitale, che non serve solo a Ragusa ma vale per la crescita di tutta l’isola.

Dalle posizioni convinte e coinvolte del vicepresidente della regione e del Sindaco, si è passati alla doccia fredda dell’intervento dell’onorevole Stefania Campo: una sensazione, la sua, di una adunanza aperta che sa di pressione dell’ultimo minuto, inutile perché è sacrosanto il diritto di verificare fattori importanti dell’iter autorizzativo, che non è detto possano essere tutti risolti nella riunione del 13 maggio.
Per la Campo ci sono da ricordare grosse responsabilità politiche pregresse, una strada abbandonata senza la necessaria manutenzione, si arriva alla protesta sempre in coincidenza di campagne elettorali.
Nonostante qualche interruzione del cafone di turno, che non manca mai anche in queste occasioni ufficiali, non ha avuto peli sulla lingua nell’affermare che era stato proprio il Ministro Del Rio, dopo le assicurazioni sul territorio, a cancellare l’opera dal piano delle opere pubbliche strategiche.
Servono criteri certi per arrivare all’autorizzazione, non si può improvvisare nulla, né sarà possibile prevedere ipotesi di avvio dell’opera per vedere, in seguito, se ci sono le condizioni per proseguire.
Un dato è certo, l’infrastruttura è fra le priorità del Ministero competente, ma si devono attendere i tempi dovuti, no a incompiute, no a stravolgimenti inutili del territorio che possono essere tollerati solo con la certezza del buon fine del progetto, serve dirimere i dubbi sul promotore del progetto di finanza che non presenta le credenziali ideali per poter avere fiducia, visti i suoi precedenti in Veneto e nel Molise, serve avere certezze sulle tariffe di pedaggio.
Impossibile poter sperare, da queste parole, che nella riunione del 13 maggio il tavolo possa essere sgombrato, d’emblée, da tutte queste criticità.

Sono seguiti alcuni significativi interventi, primo quello del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, l’avv. Sergio Arezzo, che ha espresso l’imbarazzo per le riserve sull’opera emerse solo ora, la vita del territorio dipende da questa 9mportante infrastruttura sulla quale ricadono diluvi di parole inutili e sterili che scivolano sulla pelle dei cittadini. Un muro ci divide da Catania e dal mondo, Fratelli d’Italia di Ragusa è vicina al Sindaco Cassì per una battaglia giusta che deve essere portata avanti, con convinzione, a tutela della comunità.

Un inopportuno e strumentale intervento del consigliere grillino Gurrieri, che si è permesso di divagare su una’ Fratelli d’Italia che scalpita’ e su un assessore Barone che avrebbe indugiato a fare ‘il giovanotto, disturbando’, ha tradito l’imbarazzo della componente grillina del consiglio comunale, evidentemente in difficoltà dopo le parole della parlamentare di riferimento, e ha provocato un intervento del Sindaco Cassì che ha ribadito l’auspicio e la speranza che si fosse potuto prescindere dal fare battaglie politiche in un così importante appuntamento.
Per il Sindaco occorre capire se c’è una volontà comune di andare avanti, da rifiutare ogni discorso di tipo politico, serve muoversi nell’ambito della dotta e tecnica relazione del Presidente della Regione, senza divagazioni sterili, strumentali e di parte, un intervento che è stato, a lungo, convintamente applaudito, in netto dissenso della platea dal becero precedente tentativo di vuoto protagonismo.

Fra gli interventi più concreti, quello dell’on.le Franco Antoci, che ha ripercorso solo l’iter degli interventi del CIPE, dal 2001, passando dal progetto iniziale dell’ANAS, senza pedaggio, alla necessità del progetto di finanza determinato dall’assenza di fondi disponibili.
Un atteggiamento del CIPE quasi sempre ostile che ha trovato un fronte compatto e unito, sul territorio, unità che si deve mantenere per opporsi a rilievi strumentali che dovevano essere eccepiti nelle fasi precedenti e non dopo che il progetto di finanza è stato affidato, dopo le rituali verifiche e valutazioni di legge.

L’onorevole Giorgio Assenza ha espresso il suo netto dissenso da ogni tipo di scontro ideologico, il segretario cittadino del Partito Democratico ha riconosciuto che non si sono visti risultati ma ha ritenuto improprie le considerazioni sul fatto che governi precedenti non avrebbero fatto nulla per la Ragusa-Catania: se si è arrivati a questo punto, indiscutibile che qualcuno ha lavorato per sbloccare l’opera, c’è stato un impegno costante, lo stesso che Calabrese ha garantito verrà reso disponibile a sostegno delle strategie che il Sindaco vorrà intraprendere per la causa comune.

Il Sindaco Cassì ha tratto le conclusioni derivate dall’adunanza aperta e ha inteso ribadire che non si può tornare indietro, non si possono tradire le attese del territorio e occorre dare plastica evidenza alla indignazione che deriva dalla palese violazione dei diritti di una comunità.
Non si è più disposti a subire senza reagire, serve una protesta ferma e decisa.

In tal senso, conclusi i lavori, ci sono stati contatti per il raccordo per la manifestazione di giorno 11, sarebbe prevalsa la proposta del sindaco, appoggiata da più parti per un sit-in sul tratto di 514 fra gli svincoli di Bruscè e di Castiglione, con un possibile blocco della circolazione, a cui potrebbe seguire una sorta di marcia lenta fino in contrada Coffa, in parziale condivisione delle strategie ipotizzate nel corso di riunioni svoltesi, nei giorni scorsi nella sede della CISL.

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