Biblioteca civica: a tutti gli effetti, uno scandalo

di Cesare Pluchino
Responsabilità che affondano negli anni, che riguardano gli assessori che, sulla carta, hanno avuto la delega della cultura, ma che coinvolgono, prima di tutto, i consiglieri comunali, di tutti i partiti, silenti, ancora oggi, di fronte alle scandalose condizioni della struttura

Che la struttura della biblioteca civica, rimasta per anni incompleta, prima della definitiva apertura, fosse una di quelle esibizioni architettoniche alle quali era usa la vecchia politica, nella nostra città, era cosa risaputa. Che ci potesse stare qualche criticità, anche strutturale, era normale, ma che in una struttura nuova esistano criticità logistiche è motivo di serie indagini.
Una situazione le cui responsabilità sono molteplici, da non ascriversi, esclusivamente, alla nuova amministrazione, che replicano deficienze tralasciate dai vari assessori che si sono succeduti nella qualità di assessori alla cultura e che avrebbero avuto, fra i loro compiti d’istituto, quello di badare al buon funzionamento della struttura.
Ma i responsabili veri sono i consiglieri comunali, tutti, del passato e del presente, che spesso si sono occupati e si occupano di cose dell’altro mondo ma hanno tralasciato l’evidenza di una situazione incresciosa.
Situazione che, ma comprendiamo i motivi del silenzio, dovrebbe essere stata oggetto di una precisa pubblica denuncia scritta dei dipendenti comunali, dal dirigente a colui che, la mattina, infila la chiave per aprire la porta.
Abbiamo rilevato le criticità, molte delle quali personalmente, essendoci recati nella sede della biblioteca per seguire i lavori della prima commissione affari generali, convocata nei locali della biblioteca, per parlare del trasferimento negli stessi dell’Archivio Storico Comunale.
All’ingresso della biblioteca il poco verde pubblico che affianca ai due lati il corridoio di ingresso esterno è in condizioni semplicemente pietose, oltre che indecorose.
Prima che qualcuno dica che è responsabile l’assessore al verde pubblico, occorrerà mostrare le richieste scritte e protocollate inerenti lo stato del sito.
Si entra e si apprende che la riunione della commissione si tiene al primo piano, ma l’ascensore è guasto: facendo presente che della cosa, in tempi passati, si era parlato in consiglio comunale, per la comunicazione di un consigliere, si apprende che, dall’apertura della biblioteca, sono stati solo pochi i giorni nei quali l’ascensore è stato efficiente.
Poco male se un invalido è costretto a farsi un piano di scale per arrivare al primo piano, soprattutto di fronte ai problemi più importanti che hanno gli assessori di questi tempi!
Si arriva nel salone dove sono radunati i consiglieri comunali, illuminati dal sole che attraversa le grandi vetrate della struttura, in un caldo pomeriggio di dicembre, ma si vedono diversi da quando la luce li illumina all’interno dell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, ci si domanda il perché ma viene subito incontro un dipendente comunale che spiega che tutto è dovuto ai vetri sporchi, che non sono stati mai puliti dall’apertura.
Lo stesso dipendente comunale, mi consiglia di spostarmi perché seduto proprio al sotto di un pezzo di controsoffitto danneggiato dalle infiltrazioni di acque meteoriche, questo appunto in una sala dedicata agli “scaffali aperti” contenenti i libri per bambini che direttamente li possono consultare in loco.
Poi si chiede perché in saloni così vasti ci siano pochi libri e viene detto che per misure di sicurezza non è possibile gravare i solai di peso eccessivo. Si vede che, forse, i locali erano stati progettati per esporre abiti da sposa.
La temperatura, come rilevato anche dal consigliere Davide Brugaletta, professionista esperto di risparmio energetico sembra eccessiva per il troppo riscaldamento, ma pare che, sempre a detta dei dipendenti, l’impianto risulti acceso 24 ore su 24 e che non possa essere spento anche in giornate particolarmente tiepide.
Come pettegolezzo, si apprende che, al secondo piano la pendenza di un balcone è al contrario, così che l’acqua piovana va dentro invece che imboccare lo scolatoio, lo stesso che, pare, mancava sulla terrazza del piano terra, dove si è dovuto provvedere unitamente allargamento di alcune griglie di scarico modificate perché troppo piccole per contenere il deflusso delle acque meteoriche provenienti, in quantità dalla scala esterna.
Si va poi al secondo piano, sempre pedibus calcantibus, per visionare i locali dove sarà allocato l’Archivio Storico comunale: locali vuoti, che prima erano a disposizione della Soprintendenza, allietati dalla presenza di una grande quantità di rifiuti lasciati successivamente al trasloco e ritenuti culturalmente significanti tali da non ritenere opportuna la loro eliminazione, locali sui quali, a detta ei tecnici presenti alla riunione e al sopralluogo, dovranno essere condotti interventi di ripristino per una somma di circa 5.000 euro.
Collocato, quindi, l’archivio storico nella sede, ritenuta idonea, della biblioteca civica, al secondo piano della struttura che, però, sempre per motivi di sicurezza e di staticità della stessa, non potrà essere caricato eccessivamente, per cui il grosso del peso andrà in uno dei due piani sotterranei.
Perché il palazzo della biblioteca ospita due piani sotterranei, uni dei quali accessibile tramite comodo accesso, anche carrabile: ma, allora, perché ricorrere al secondo piano? Perché spostare i rifiuti tranquilli da tempo? Perché i piani sotterranei, pare, non posseggano i requisiti di sicurezza, ricordo, però, che in uno di essi fu tenuto un incontro pubblico organizzato, di recente, dal Comune. Mah!
Sull’argomento bocche cucite, ai piani sottostanti il pubblico non è ammesso, solo voci su impianti antiincendio che non funzionano su un piano dove ci sono, mentre mancano in un altro piano, l’archivio Pennavaria, lasciato in eredità alla città, relegato in un sotterraneo, in armadi compattatori, una marea di libri posti sotto terra, meglio conservati, che vengono presi alla richiesta dell’utente.
Ma si parla anche di materiale lasciato dalla soprintendenza, stampanti, fotocopiatrici e altro. Il tutto servito, pare, da indiscrezioni, da un montacarichi che viene utilizzato dal personale come ascensore, dal funzionamento non sempre perfetto.
Tutto questo nella più assoluta indifferenza dei consiglieri comunali che non si sono eccessivamente preoccupati dei vetri sporchi, del riscaldamento eccessivo, dei rifiuti abbandonati e non raccolti, dell’ascensore che continua a non funzionare, del verde pubblico indecentemente lasciato abbandonato, tranquillizzati dall’aver trovato casa di proprietà all’Archivio storico e confortati dal sostegno dell’intellighenzia ragusana che pensa di fare della biblioteca un centro di aggregazione culturale e giovanile, con orario esteso, senza badare prima alle esigenze primarie della struttura.
Per l’oggetto della riunione, il trasloco dell’archivio storico comunale, per il quale sono stati stanziati 120.000 euro che devono essere esitati come impegno economico entro il 18 dicembre, disamina dei costi, 71.000 euro per gli armadi compattatori, 32.000 euro per il trasloco, 5.000 per il ripristino dei locali, 8.000 euro per l’adeguamento dell’impianto antincendio, ma mancano all’appello arredi, armadi, tavoli e sedie.
Preoccupazioni per la catalogazione ma non per il controsoffitto che minaccia di cadere, si parla solo pochi giorni prima del 18 dicembre dell’esigenza di impegnare le somme per qualcosa di necessario e indispensabile.
Intervento sottilmente polemico di Mirabella che accusa l’assenza della parte politica, dell’assessore al ramo che, poi, sarebbe il Sindaco, pronto a dare sostegno ad un eventuale ordine del giorno della maggioranza finalizzato a risolvere le criticità della biblioteca, rilevando che si ritiene meravigliato di come il bilancio, recentemente approvato dalla maggioranza, non abbia tenuto conto di questa emergenza biblioteca.
Sforzo dei pentastellati di addolcire l’imbarazzante situazione, al cospetto dei dipendenti e dei dipendenti dell’archivio storico, con l’appello a posizioni costruttive, caduto nel vuoto per l’improvviso abbandono, comunque legittimo, della riunione da parte degli esponenti di minoranza, trattenutisi giusto il tempo di validare la seduta.
Rimaneva il solo Morando a rimarcare l’assenza della parte politica e a sostenere le tesi di Mirabella, mentre la Direttrice della Biblioteca, dott.sa Alba, segnalava la donazione della somma di 10.000 euro da parte della Giunta per acquisto di libri, fondi derivanti dalla decurtazione delle indennità di carica.
Siamo certi, che con il prossimo bilancio, tutti i problemi, una volta venuti a galla, saranno risolti! O no?

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