di Cesare Pluchino
Pare che la prima seduta del civico consesso sarà convocata per il giorno 7 gennaio, tutto resta fermo in attesa di sviluppi sulle questioni più scottanti
La seduta del Consiglio Comunale di lunedì 21 dicembre ha segnato lo stop ai lavori consiliari, dalle indiscrezioni trapelate dalla conferenza dei capigruppo, ci si rivedrà dopo l’Epifania.
Non dovrebbero essere convocate nemmeno sedute di commissione, anche se qualcuno spinge per incentivare il numero delle convocazioni, ultimamente assai ridotto.
Si farà passare in silenzio il giro di boa dell’amministrazione, che supererà la metà del mandato, senza celebrare le iniziative intraprese dalla Giunta che, soprattutto in determinati settori, ha dato un impulso notevole e concreto all’attività amministrativa.
Ci sarebbe stata bene una seduta o una lunga conferenza stampa per comunicare alla città cosa si sta facendo. Ma evidentemente gli strateghi della comunicazione grillina la vedono diversamente.
Forse per ammantare tutto sotto silenzio, come per le questioni scottanti ed emergenti che assillano i rapporti fra primo cittadino e consiglio comunale, fra singoli assessori e maggioranza pentastellata.
L’ormai ex assessore Stefania Campo si è fatta subito da parte ai primi accenni di una inesistente vicenda che la coinvolgeva direttamente, per il bene del Movimento di appartenenza. Addirittura ci sono assessori, per nulla toccati dalle aspirazioni di rimpasto di frange della maggioranza consiliare che anticipano di essere intenzionati a liberare le poltrone per facilitare chiarezza e buon andamento delle vicende politiche.
Quelli che sono specificatamente bersaglio di critiche, da parte della maggioranza e degli stessi movimenti di appartenenza, invece, restano attaccati alla poltrona, rendendo più difficile, al Sindaco, le soluzioni della questione e ingenerando richieste di azzeramento della Giunta che sarebbero deleterie per l’amministrazione e per il Movimento 5 Stelle.
Purtroppo, nel Movimento mancano i leader, locali ed esterni, ci sono tirocinanti itineranti impegnati in una sorta di formazione prelaurea autogestita che si stanno facendo scappare di mano, anch’essi, la situazione.
In altri partiti se è il vertice a decidere, fregandosene della base, se ci sono fenomeni di sviscerato attaccamento alla poltrona, sono tutti fenomeni fisiologici, come quelli che vediamo in quello che resta dei partiti nazionali.
Non è colpa dell’opinione pubblica se è stato il Movimento 5 Stelle a parlarci di rotazione negli incarichi, di assoluto potere della base, del valore delle consultazioni della stessa.
Oggi ci troviamo, e non sono illazioni ma frutto di precise dichiarazioni degli interessati alla vicenda, con una base del Movimento, che corrisponde, quasi esclusivamente, alla componente della maggioranza consiliare pentastellata, che chiede determinate garanzie al capo dell’amministrazione, facendo capire che, in caso di mancato ascolto, l’appoggio della maggioranza non sarà scontato.
Una componente di giovani consiglieri che ricevono assicurazioni dalla fine del mese di luglio: ‘dopo l’approvazione del bilancio sarete accontentati’, questa sarebbe stata la promessa non mantenuta, anche dopo lo slittamento dei termini per l’approvazione dello strumento finanziario alla fine di settembre.
I ‘soldatini’ hanno approvato il bilancio, compatti, non è successo nulla e aspettano ancora.
A metà novembre il caso ‘Telenova’, che ha portato alle dimissioni di uno dei pezzi pregiati e forti dell’amministrazione, decisione subita dal Movimento e dal gruppo consiliare che si era espresso, per iscritto, con il Sindaco, per il congelamento delle dimissioni in attesa di chiarimenti sulla vicenda che, dagli esiti della commissione trasparenza, sono arrivati in abbondanza e unanimemente riconosciuti, anche dalla stampa.
Ma, nemmeno in questo caso, la componente consiliare viene ascoltata, non ci sono nemmeno spiegazioni, resta un muro contro muro, fino all’ultima riunione dove, addirittura, si sono alzati i toni di voce in un contrasto senza esito.
In ogni caso, forse, il giocatolo si è rotto, senza i papà che abbiano indicato come maneggiarlo.
In una situazione assai difficile il Sindaco che non vuole mostrare di arrendersi ma capisce che, in ogni caso, la maggioranza è solo virtuale, affidata, di volta in volta, al buon senso dei componenti.
Anche perché, se prima i contestatori erano solo sei, all’incontro con Cancelleri sono stati quindici su sedici consiglieri a mostrarsi compatti nelle richieste al
Sindaco.
Componente consiliare che, visto dove sono arrivate le cose, non può fare un solo passo indietro, senza perdere credibilità politica e dei singoli che sarebbero ridotti, in caso di ricomposizione della protesta, a meri esecutori formali delle decisioni di giunta, quali che esse siano.
Come accennato, sulla questione che inizialmente riguardava la sostituzione di un assessore, poi di due, si inserisce la irrisolta verifica di maggioranza, da mesi aperta e mai formalmente chiusa, con l’alleato Partecipiamo, al cui interno nascono anche fibrillazioni in ordine alla partecipazione al governo della città che vedrebbe l’assessore designato dall’Associazione troppo appiattito sulle posizioni degli altri componenti la Giunta, senza posizioni nette che rispecchiano quelle di Partecipiamo e senza eccessivo impegno per tutte quelle iniziative, annunciate anche in conferenza stampa e delle quali non si è saputo più nulla.
Contrariamente a quello che molti attendevano, con molte probabilità qualcuno mangerà il panettone e berrà lo spumante per brindare al nuovo anno, qualche novità potrebbe ritrovarsi nella calza della Befana, ma il giro di boa e l’inizio del nuovo saranno segnati irrimediabilmente dalle mancate decisioni che non sono ulteriormente differibili, quali che siano le scelte.
Non è escluso che la maggioranza consiliare del Movimento 5 Stelle si faccia sentire, durante le festività, con un documento ufficiale, smentite, al momento in cui scriviamo le notizie circolanti su una possibile conferenza stampa sugli argomenti motivo del contendere.
