di redazione
Dopo i tradizionali e apprezzati ‘presepi viventi’ di Giarratana e Monterosso Almo, anche il capoluogo incanalato per questo genere di rappresentazione natalizia
Il più quotato è il Presepe vivente di Giarratana che può fregiarsi del titolo di miglior presepe d’Italia: ambientato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, con oltre 120 personaggi in 30 ambienti, rappresenta fedelmente la vita quotidiana di quel tempo, riappropriandosi di luoghi e tradizioni ormai dimenticati.
Dopo il tramonto, rivivranno, nell’antico quartiere “ro cuozzu”, alla luce di lumi a petrolio e di candele, vecchie abitazioni e botteghe, casalinghe indaffarate e artigiani del luogo, con utensili domestici e attrezzi da lavoro rigorosamente dell’epoca. Il tutto lungo un percorso, fra scene di vita familiare e lavoro quotidiano, che porta alla grotta della Natività, sulla sommità della collina.
Legittima soddisfazione del Sindaco della cittadina montana che avrà il piacere e l’onore di ospitare per l’inaugurazione della 26esima edizione S.E. il Vescovo, Mons. Carmelo Cuttitta e S.E. il Prefetto, Annunziato Vardè.
Più vecchio di qualche anno il vicino Presepe vivente di Monterosso Almo, che quest’anno celebra la 31esima edizione e che si propone di rinnovare la carica di suggestione rendendola più imponente del passato. Anche per questa rappresentazione in mostra gli antichi mestieri e le antiche tradizioni popolari, tra le stradine e i vicoli stretti e tortuosi dell’antico quartiere Matrice.
Altro tipico insediamento abitativo che ispira le scenografie del presepe è Ibla, dove sarà allestito un presepe vivente, già dal giorno di Natale, con 50 figuranti e una decina di location, lungo il suggestivo percorso che si diparte da piazza Carmine, verso Largo san Paolo, per la scalinata intitolata a Padre Adalberto Togni.
La santa natività sarà allestita all’interno di una grotta naturale che fa parte delle latomie del quartiere San Paolo, prevista la presenza di animali, pecore, agnelli e galline, con un bue e un asinello nella grotta della Natività. Un modo per riscoprire l’antico percorso di collegamento fra Ibla e il nuovo centro abitato superiore.
Il Presepe vivente di Ragusa Ibla è organizzato nel quadro degli eventi di ‘Natale a Ibla’, programma di eventi promosso dal centro commerciale naturale Antica Ibla ed è inserito all’interno delle manifestazioni natalizie del cartellone comunale “Natale Barocco”.
Ma, a Ragusa, non è l’unico presepe vivente, si ha notizia, dal programma delle manifestazioni pubblicato dal Comune, di un Presepe Vivente organizzato a Marina di Ragusa, presso l’Oratorio San Domenico Savio, e di un altro Presepe vivente organizzato presso la Chiesa dell’Ecce Homo.
Anche quest’ultimo, organizzato dalla comunità parrocchiale, vedrà l’inizio delle rappresentazioni nel giorno di Santo Stefano e animerà, per il terzo anno consecutivo, il centro storico superiore di Ragusa durante le festività natalizie.
La manifestazione sarà caratterizzata anche da diverse degustazioni di prelibatezze nostrane in programma durante le sei magiche serate. Previste simboliche processioni, dalla Chiesa all’ingresso del Presepe, per il giorno dell’inaugurazione, per la cerimonia di benedizione delle famiglie e per l’Epifania, per la quale è prevista la presenza di figuranti che rappresenteranno la Sacra famiglia e i magi.
Il calendario delle rappresentazioni è pressoché uguale per tutte le iniziative, con una concomitanza di appuntamenti che non favorisce, certo, la partecipazione dei visitatori a tutte le manifestazioni: 26 e 27 dicembre, 3 e 6 gennaio, comuni a tutti i presepi, in più fruibili per il pubblico il presepe di Giarratana il giorno 2 gennaio, quello di Monterosso per il giorno di Capodanno, quello dell’Ecce Homo anche nei giorni 2 e 5 gennaio.
Sarà il flusso di visitatori a decretare il successo delle varie iniziative, con prevedibile pienone nei Comuni montani avvantaggiati dalla lunga tradizione.
Come per tante altre iniziative di carattere turistico culturale, sarebbe d’uopo, anche in questo caso, unire gli sforzi per organizzare qualcosa che possa avere risalto a livello regionale, con innegabili ricadute dal punto di vista turistico.
Si rinnovano situazioni come quella del calcio, con tre ‘presepi’ nel capoluogo e diversi in provincia senza determinare una dignitosa presenza nel settore.
Alla fine saranno tutti vincitori.
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